Jim Belushi: "La tv italiana? Conosco solo Colpo Grosso"

Jim Belushi: 'La tv italiana? Conosco solo Colpo Grosso'
TiscaliNews

La tv italiana? "Conosco solo una serie che guardavo quando giravo qui Dimenticare Palermo con Francesco Rosi, era una specie di Strip poker... Colpo grosso... Era fantastica, volevo prenderne i diritti ma credo che li avesse già Coppola". E' una delle tante battute che hanno animato la masterclass di Jim Belushi durante la quinta edizione del Roma Fiction Fest. In oltre un'ora e mezza Belushi ha conversato con il pubblico nella sala Sinopoli, fra riflessioni sulla tv di oggi (tra le sue serie preferite ci sono Dexter, Lost, Sons of Anarchy, i Tudors e I Borgia), ricordi e tanti momenti di spettacolo, come l'imitazione perfetta di Dan Aykroyd e del discorso con cui lo ha convinto a fare il sequel dei Blues Brothers, un blues improvvisato cantando e suonando l'armonica a bocca e una capriola finale, tra gli applausi degli spettatori.

L'incontro con Fellini - L'interprete di La vita secondo Jim, sitcom in onda dal 2001 al 2009, trasmessa anche in Italia e riproposta oggi in un episodio, conosce poco la tv italiana, ma ha un grande amore per "il cinema italiano, che è fra le basi per il lavoro di ogni attore. Quando giravo Dimenticare Palermo (nel 1990, ndr), il giorno del mio compleanno, mi hanno portato a Roma a incontrare Federico Fellini. Quando l'ho visto girare e ho potuto stringergli la mano mi sono sentito come un bambino". Però, ha aggiunto, "questo festival è molto importante, perché il futuro è la tv, c'é più libertà creativa".

Il litigio con il fratello John - E a proposito della sua carriera, ha ricordato, fra i vari momenti, una litigata con il fratello John (scomparso nel 1982, ndr), per un ruolo in A proposito della notte scorsa: "Avevo interpretato la parte a teatro e avevo sviluppato la versione cinematografica, ma poi il ruolo l'hanno offerto a lui. John mi ha spiegato che a Hollywood sono missili che cercano il calore, vogliono il nome famoso". Curioso anche come è maturato uno dei suoi maggiori successi cinematografici, Un poliziotto a quattro zampe: "Quando il mio agente mi ha offerto di girare un film con un cane, gli ho urlato contro che non l'avrei mai fatto e ho minacciato prima di licenziarlo poi di ucciderlo - ha ricordato sorridendo -. Dopo che si è rivelato un tale successo mi sono messo nei guai, non riesco più a dirgli di no". E sul suo legame con l'Albania (paese d'origine della sua famiglia), ha spiegato: "E' un riflesso dell'amore per mio padre. Poi ci sono solo tre albanesi famosi al mondo, Madre Teresa, John e io... e gli altri due sono morti".