Cristina Chiabotto da Miss Italia al debito milionario: ad aiutarla la legge "salva suicidi"

La showgirl e presentatrice ha presentato la richiesta i liquidazione a fronte degli oltre due milioni arretrati da pagare. Il giudice l'ha accordata

Cristina Chiabotto incoronata Miss Italia nel 2004, ed oggi
Cristina Chiabotto incoronata Miss Italia nel 2004, ed oggi
TiscaliNews

Da donna più bella d'Italia all'avvio di una procedura di liquidazione, prevista dalla legge 3 del 2012, la cosiddetta legge 'salva-suicidi' a fronte di grossi debito. E' la vicenda che riguarda in queste ore la Miss Italia Cristina Chiabotto. Il giudice Matteo Buffoni del tribunale di Ivrea ha accolto l'istanza della showgirl, già conduttrice di numerose trasmissioni televisive. Nel decreto del giudice si legge che la posizione debitoria della Chiabotto si è manifestata "in modo prorompente" già nel 2014, in conseguenza di verifiche effettuate dalla Guardia di Finanza di Torino in relazione al periodo 2008-2013. All'esito di quelle verifiche è stato "accertato un comportamento elusivo (non fraudolento) e di conseguenza ripreso a tassazione un reddito superiore rispetto a quello dichiarato".

Accerchiata dalle cartelle esattoriali

Le cartelle di pagamento emesse dall'Agenzia delle entrate, che si sono sommate a quelle relative al mancato versamento delle imposte degli anni 2014 e 2015, ha fatto lievitare il debito oltre i 2,5 milioni di euro. Tanto da costringere l'ex miss Italia a chiedere l'avvio della procedura di liquidazione prevista dalla legge 'salva-suicidi', varata nel 2012 per tutelare piccoli imprenditori e liberi professionisti in difficoltà. In questo caso la Chiabotto vi ha potuto accedere, come scrive il giudice del tribunale di Ivrea, in quanto "non ha posto in essere atti in frode ai creditori" e in qualità di "lavoratrice autonoma nel campo dello spettacolo" che ha incassato dalla sua attività un reddito netto "quantificabile per l'anno 2019 di euro 253mila, in ragione della media dei redditi percepiti nei quattro anni precedenti e dei contratti in essere".

La corsa ai ripari

Per sanare la propria posizione la soubrette venderà i negozi di cui è proprietaria insieme alla sorella (che ha dato l'assenso alla cessione degli immobili) e verserà ogni anno una parte della propria liquidità disponibile. Nella documentazione al vaglio del tribunale non è fatta menzione del recente matrimonio della Chiabotto con il noto imprenditore Marco Roscio, celebrato lo scorso 21 settembre a Venaria Reale.