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Che senso ha Giampiero Mughini nella Casa del Grande fratello Vip: "Al peggio non c'è fine"

Il giornalista e opinionista dovrebbe rappresentare il nuovo corso più "alto" e "intellettuale" di Mediaset chiesto da Piersilvio Berlusconi. Funziona? Vediamo

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
Mughini e Signorini a confronto dal Confessionale del GfVip (fotogramma Mediaset)
Mughini e Signorini a confronto dal Confessionale del GfVip (fotogramma Mediaset)

"Se avessi passato la mia vita qui non mi avresti chiamato". Eccola la frase più azzeccata per capire la presenza di Giampiero Mughini al Grande Fratello Vip. Di fronte alla frase di benvenuto di Alfonso Signorini al giornalista e opinionista, ripreso per la prima volta sulla poltrona del Confessionale, quest'ultimo risponde rivendicando la piena dignità dell'essere dentro uno dei programmi più trash ed esagitati dell'intera tv italiana (e seguitissimo per questo) come portatore di una dimensione altra. Il curriculum di Mughini è piuttosto variegato, lo abbiamo visto discettare di cultura altissima, di ottime letture, di antichi cineforum che spiegavano il mondo ai giovani degli anni Settanta, del piacere della pornografia e allo stesso tempo lo abbiamo visto ballare (male) con le stelle della Carlucci e discettare sempre con toni accesi di calcio. Juventus uber alles. Ora c'è il Gf.

Il guardiano del "nuovo corso"

Giampiero Mughini, dall'alto della sua ventina (libro più libro meno) di testi scritti e dei migliaia di volumi con cui ha abbellito la sua casa piena di oggetti di design e arredi che grondano le mille culture del mondo, dovrebbe essere la prova vivente del nuovo corso di Mediaset, quello che ha portato all'allontanamento di personaggi come Blasi e D'Urso e, in nome di intrattenimento-sì-trash-no come Piersilvio Berlusconi comanda, alzare il livello delle trasmissioni. Così Mughini entra nella Casa più spiata d'Italia e di fronte al benvenuto e all'idea di dover trascorrere lì settimane sentenzia subito: "Al peggio non c'è fine".

Se la grande luce dei riflettori illumina i piedi nel fango

Siamo quindi al riproporsi dell'illusione già parzialmente fallita alla prova dei fatti, vedi ad esempio quando Barbara Alberti, scrittrice e opinionista pure lei, amica di Mughini, entrò nella Casa e proseguì fra scontri, crolli, critiche, un rapporto controverso da zia di showgirl a metà, influencer per caso e tamarri palestrati seduti a gambe larghe sui sofà. Mughini dovrebbe spiegare a personaggi allenati alla lite, alla provocazione, alla voce alta, al malessere ogni due per tre, alla scena lacrimevole in favore di telecamera, ciò che è buono e virtuoso e opportuno nella vita. Non a caso ha appena attaccato una delle coinquiline, Angelica Baraldi, statuendo dietro i suoi occhiali giallo kabuki che "i soldi che guadagnate non ve li meritate".

La gente che vive "così, come viene"

Lui che appena entrato nella Casa era stato zittito da telecamere e microfoni, entrambi chiusi dalla regia, per aver detto che "Matteo Salvini è un cretino" e aver poi raccontato in confidenza di un antico ceffone mollato ad una antica fiamma, che per tutta risposta gli restituì tutti gli oggetti che le aveva regalato dicendogli: "Non voglio vederti mai più". Figlio di una diversa fisicità, di un differente amore per il dibattito acceso e senza politically correct, Mughini (a Mariotto che gli aveva dato 0 in ballo rispose che lo avrebbe preso a calci proprio lì), di un livello troppo più alto che già in precedenza si è abbassato e volentieri a uno troppo più basso. Attorno a lui è tutto un fiorire di schermaglie e complottini da digestivo post cena fra Valentina Modini e Vittorio Menozzi, mentre Beatrice esige prove d'amore da Giuseppe. E Mughini osserva tutto col piglio di chi vuol essere alieno, borbottanto massime e sentenze. Disse Socrate a Critone prima di morire: "Sarebbe bello se la gente facesse tutto il bene, come tutto il male che fa. Ma la verità è che le persone vivono così come viene". Socrate ingerì poi la cicuta, Mughini beve sorsi di Auditel con piglio sdegnoso, ma è vivo e ancora dentro quella Casa. 

 

 

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Cristiano Sanna Martini

In passato ha scritto per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Rockstar...