"Ci ritroveremo e con te sarà una festa": le lacrime di Japino, la folla. L'addio a Raffaella Carrà

La cerimonia nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli. Nelle scorse, il saluto del pubblico e di colleghi, da Baudo ad Arbore, da Goggi a Salemme

Lunghi applausi e un canto collettivo da parte della folla che scandisce le parole di alcune delle canzoni più popolari di Raffaella Carrà, da "Ma che musica maestro" a "Ballo ballo" hanno accolto l'uscita del feretro dell'artista e conduttrice, al termine dei funerali a Santa Maria in AraCoeli. Il feretro è rimasto oltre venti minuti sul sagrato per permettere alla lunga fila di parenti e amici di dare l'ultimo bacio, l'ultima carezza alla semplice bara con le spoglie di Raffaella. Poi la partenza, con il carro funebre scortato dagli agenti ri Roma Capitale e ancora tanti tantissimi applausi.

I funerali

La folla, allo stesso tempo commossa e pervasa da quella energia positiva che la stessa Raffaella Carrà si era raccomandata che non fosse assente nel giorno del suo funerale. E le parole di Fra Simone Castaldi, uno dei quattro religiosi molto amici della stella tv scomparsa a 78 anni, durante l'omelia trasmessa in diretta tv dalla Basilica di Santa Maria in Aracoeli: "Aspettiamo di ritrovarci tutti assieme con lei, sarà una festa, sono certo che la ritroveremo là, in prima fila". Un passo spiritoso di un discorso che non ha nascosto il dolore per la perdita di Raffaella Carrà: "Il dolore è tanto, la retorica sarebbe una facile scappatoia, ma Raffaella ci salverà dalla retorica, lei è stata tante cose ma retorica mai.

Il bene che fanno gli artisti

Fra Castaldi ha detto ancora: "Mi chiedo se gli artisti si rendano conto del bene che fanno, che regalano. Lei lo sapeva, e se anche avesse avuto dubbi in questi giorni si è resa conto di tutto il bene che ha seminato, un bene senza bandiere e senza colore, come l'abbraccio che le stiamo dando. Facciamo in modo che quella di oggi sia davvero un'eucarestia, un ringraziamento e una restituzione. Un ringraziamento a Dio per il bene che ci ha dato attraverso Raffaella e una restituzione della felicità che ci ha dato nella sua vita". 

Gli omaggi nella camera ardente

Il momento forse di maggiore commozione in assoluto prima dei funerali è forse stato l'arrivo di Sergio Japino, ultimo compagno di Raffaella Carrà e suo partner artistico per moltissimi anni, nella Promoteca del Campidoglio dove in un flusso ininterrotto, big dello spettacolo e persone comuni si sono dati il cambio nell'omaggio alla diva della tv scomparsa. 

Gli omaggi alla diva della tv nella camera ardente

Rose e lacrime

Erano le rose gialle i fiori preferiti da Raffaella Carrà, ma fra i molti gesti di affetto verso di lei, come il cartello nei pressi della camera ardente in cui si legge "Il tuo silenzio fa rumore", c'era anche un grande cuore di rose rosse portato alla camera ardente proprio da Japino. Poi l'abbraccio commosso con Fiorello, quello con Loretta Goggi, l'arrivo di Vincenzo Salemme in lacrime, il dolore di Enzo Paolo Turchi che per lei inventò il Tuca Tuca ("eravamo una coppia unica, come lei non ci sarà nessuno"). E ancora: Barbara Boncompagni (la maggiore delle tre figlie di Gianni Boncompagni, che Raffaella Carrà ha cresciuto) che al suo arrivo si è messa in raccoglimento inginocchiandosi e tenendo le mani sul feretro, prima di unirsi agli altri famigliari. Fra gli altri volti noti giunti ad omaggiarla prima dei funerali, Alberto Matano e lo scenografo Gaetano Castelli. La presenza di Renzo Arbore e Pippo Baudo, che hanno ricordato l'unicità della Carrà, anche nel riuscire a mantenere una perfetta professionalità di fronte a imprevisti in diretta che mettevano alla prova la sua capacità di improvvisare e di riprendere le redini di uno show.

I mille volti di "Raffa": immagini di una carriera

Quattro frati per l'ultima omelia

Pur essendo icona del popolo Lgbt, Raffaella Carrà era una donna con una sua devozione religiosa, ammirava Padre Pio e aveva quattro frati fra i suoi più stretti amici, per questo sono arrivati da San Giovanni Rotondo per l'ultimo saluto alla divina dello spettacolo italiano, amata in molti Paesi del mondo. In prima fila durante le esequie, accanto a Japino, la sindaca Virginia Raggi, le persone più strettamente legate a Raffaella in numero limitato di 60, fra cui Alessandro Greco che la Carrà considerava come una sorta di figlio adottivo e che aveva contribuito a lanciare in tv.