Bella, ricca e suicida dopo l'aggressione al suo compagno: la morte di Caroline Flack è un processo ai media

La stella tv non avrebbe retto alla tempesta di accuse e insulti, togliendosi la vita nonostante lo stesso fidanzato la difendesse. Un lutto che scuote il pubblico e accende il dibattito

Le ultime foto di Caroline Flack, con il suo cagnolino, prima di togliersi la vita
Le ultime foto di Caroline Flack, con il suo cagnolino, prima di togliersi la vita
di Cristiano Sanna   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter:   

Era una delle più conosciute stelle televisive del Regno Unito, e la sua fama era amplificata dall'esuberanza anche fuori dagli studi tv. E dalle voci che le attribuivano un flirt con il principe Harry. Poi la storia, controversa per differenza d'età (ancora? Di questi tempi?) tra lei e il più giovane cantante Harry Styles. La criticavano come cougar, così si definiscono con bassa ironia le donne mature con grande carica sexy che "vanno a caccia" di uomini più giovani. E Caroline Flack aveva ribattuto: "Se è così, allora sono la regina delle cougar". Poi la storia con il tennista Lewis Burton, il litigio terminato con lui aggredito da lei a colpi di lampada, l'arrivo della polizia che si trovò di fronte (lo scorso 13 dicembre) due persone sporche di sangue che macchiava anche cuscini e lenzuola e il pavimento dell'appartamento, le ferite profonde al capo di Burton. Il rinvio a giudizio per aggressione e il processo alla presentatrice che sarebbe dovuto cominciare il 4 marzo prossimo. Dopo quella sera di lite e violenza, Caroline era diventata la celebrità da attaccare, insultare, definire come persona aggressiva e fuori controllo, lo stesso Burton ci aveva messo del suo lanciando su Twitter l'hashtag #abusehasnogender. Cioè: gli abusi non fanno distinzioni di genere. E via con la shitstorm sui social, con la Flack al centro di un fuoco incrociato. Fino al suo suicidio lo scorso 15 febbraio. Qualche ora dopo essersi mostrata su Instagram, sola, triste, abbracciata al suo cagnolino. 

Essere famosi e non avere protezione

Presentatrice di X Factor, Love Island e dell'equivalente inglese dell'Isola dei Famosi, vincitrice della versione britannica di Ballando con le Selle, la 40enne era popolarissima fra tv e altri media. Oltre due milioni i suoi follower su Instagram. Ma dopo l'aggressione a Burton, era partita la gara a chi parlava male di lei, una pressione che non avrebbe letto. Anche perché, stando ad alcuni amici sentiti dalla stampa inglese, Caroline Flack prendeva antidepressivi e psicofarmaci prima dell'incidente che le ha cambiato la vita. E l'ha portata a togliersela. Davvero il terrore di finire sotto processo è stato la causa del suo suicidio? Perfino la sua "vittima", il tennista Burton, aveva preso le distanze dalla condanna già emessa fra tabloid e social: "Sono stufo di tutte queste menzogne  e degli attacchi alla mia ragazza. Questa non è una caccia alle streghe, c'è di mezzo la sua vita. Caroline è adorabile, non si merita tutto questo". Ma nel frattempo la Flack era crollata. Inutile il suo volontario allontanamento dal reality Love Island, dalle cui riprese era attesa. Inutili i suoi proclama social: "Non riesco a trovare le parole...la mia vita e quella dei miei familiari non sono più a disposizione del gossip". E la sua morte (in uno scenario sinistro, perché prima di lei si sono tolti due concorrenti di Love Island, Mike Thalassitis e Sophie Gradon) ha riaperto un dibattito sulla distruzione di vite e carriere (soprattutto se celebri) via social.

La battaglia per tornare ad essere normali

Ha superato in poco tempo le 200 mila firme la petizione lanciata su Change.org e posta all'attenzione del nuovo segretario alla Cultura del governo inglese, Oliver Dowden. Il testo in parte recita: "I titoli gridati, le molestie e i processi celebrati sui media, devono essere resi punibili con il riconoscimento della responsabilità di chi li propone. Lo status di celebrità non significa che non si possa soffrire". Nel mirino ci sono tabloid come il Sun e News Of The World, e per l'ennesima volta i social. E la petizione comprende anche i colpi bassi assestati di continuo a Meghan Markle, moglie del principe Harry con il quale ha lasciato il Regno Unito, i privilegi e i rituali di Buckingham Palace. Si tenta una battaglia per tornare ad essere normali, con leggi che puniscono in modo certo chi scarica il peggiore fango sulla reputazione di una persona, e con processi in cui si abbia tempo di difendersi dalle accuse nelle opportune sedi.