Carlo Verdone: "Sono perseguitato dall'affetto della gente, ma la sera mi ritrovo da solo"

Il regista e attore romano con "Vita da Carlo" racconta il suo quotidiano e svela debolezze e ansie nella sua prima serie tv disponibile su Prime Video dal 5 novembre

di Emanuele Bigi

Anche Carlo Verdone cede alle lusinghe della serialità: dal 5 novembre su Prime Video sarà disponibile Vita da Carlo, la prima serie tv dell’attore e regista romano, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Si tratta di una comedy in 10 puntate in cui Carlo racconta la sua vita tra aneddoti e vita privata, fiction e realtà, fragilità e umorismo, commedia, malinconia e solitudine.

«All’inizio ero dubbioso. Poi ho capito che avevo un’opportunità in 44 anni di carriera – racconta Verdone - È stata una sfida e ho scoperto di avere più libertà che in un film: in una serie non hai l’ansia di quando inserire il momento di comicità o quello più intimo, ci puoi arrivare con calma. Inoltre mi sembra di aver recitato con più naturalezza, leggerezza e serenità».

"Vita da Carlo"

Carlo Verdone ci fa entrare a casa sua (in realtà è una location simile, ma «la vista su Roma è identica», assicura), nella sua vita privata, lo vediamo relazionarsi con la figlia Maddalena (Caterina De Angelis), intenta a partire per Londra e a lasciare il fidanzato Chicco (Antonio Bannò), che non ha alcuna intenzione di abbadonare casa Verdone, con l’ex moglie Sandra (Monica Guerritore) e il figlio Giovanni (Filippo Contri). C’è anche l’amico del cuore Max Tortora (nella parte di sé stesso) con il quale condivide la passione per la Roma, e non solo, la farmacista con cui si confida (ruolo inventato e interpretato da Anita Caprioli) e Antonello Venditti.

Il ruolo di sindaco di Roma

Carlo non ha un minuto per sé: appena esce di casa i fan lo placcano per un selfie, il produttore lo chiama continuamente perché vuole un copione di un nuovo film coi personaggi storici (e invece Carlo sogna la Palma d’Oro a Cannes), e invece un giorno si presenta a casa sua il presidente della Regione Lazio per proporgli la candidatura a sindaco di Roma.

«Mi è capitato veramente – spiega Verdone – mi hanno portato anche dei sondaggi rassicuranti, ma ho risposto che so fare solo il mio mestiere». Nella serie invece si diverte a giocare sul ruolo di sindaco: «Dov’è la grande città celebrata da Tito Livio? Mancano i politici preparati. Roma chiede di essere amata, solo questo», dice in una puntata Carlo, mentre vestito da Cesare viene accoltellato.

I consigli al neosindaco Gualtieri

«Non conosco Gualtieri (il neo sindaco di Roma ndr), ma per ripulire questa città deve circondarsi di una squadra competente e onesta. La prima cosa che farei da sindaco è dare una mano alle periferie, la parte dolente della città, rafforzerei i servizi, i trasporti e la viabilità, creerei degli spazi per gli anziani e i giovani – dice -. E poi farei pulire le lastre di marmo delle vie, non si legge nulla: di notte non riesco mai a capire dove mi trovo. Che cosa ci vuole a pulire una lastra di marmo? Non riescono a fare questo, figuriamoci tutto il resto».

In Vita da Carlo, diretta anche da Arnaldo Catinari, l’attore e regista si lascia andare, racconta con autoironia le sue fragilità, le debolezze e le ansie. «Sono circondato dall’amore e dall’affetto della gente, è bellissimo, ma alla fine della giornata mi ritrovo solo: la mia vita è piena di gioie, ma è anche faticosa». I momenti di maggior intimità sono quando vediamo Carlo rilassarsi sulla terrazza di casa mentre cura le sue piante e ammira il panorama della sua città, tanto bella quanto dilaniata.