Fenomeno "Kaleidoscope", la rivoluzionaria serie Netflix in cui lo spettatore decide la trama: come vederla

Su Netflix fa discutere e impazza la creatura di Eric Garcia che non assomiglia a nessun'altra. La smonti e rimonti a tuo piacimento, con trama imprevedibile

Fenomeno 'Kaleidoscope', la rivoluzionaria serie Netflix in cui lo spettatore decide la trama: come vederla
Quale colore? Dipende tutto dalla scelta
di Andrea Giordano

C’erano una volta (e ci sono ancora) i libri-game. Correvano gli anni ‘80, erano vere opere letterarie, in cui ogni lettore poteva ad un certo punto della storia entrarci davvero grazie a vie di parole cifrate, codici, diventando parte delle avventure, trovando libertà in termini di scappatoie, alternative. Una rilettura nella lettura. Un po’ come succede al personaggio di Bastian ne La Storia Infinita, creata in originale da Michael Ende, in cui alla fine (così nel celeberrimo film del 1984 interpretato da Barrett Oliver) è lui stesso a ricreare il mondo di Fantasia, perché possa tornare a vivere e a popolarsi. Attraverso la sua immaginazione sconfiggerà il Nulla, ridarà dignità, spessore, ad un universo che pensava potesse esistere unicamente nella sua mente.

Non conta guardare, conta quello che fai tu

Giochi e intrecci affascinanti, che se torniamo indietro fino a Quarto potere di Orson Welles, pioniere più di tutti in questo senso, ponendo chi segue il racconto a ricostruirne, tramite punti di vista (e oggetti..) diversi la vicenda e le dinamiche, facendosi una propria di opinione. Qualcosa di innovativo già allora, che oggi trova l’evoluzione nelle piattaforme e in una nuova serie antologica crime. Una serie-game, completamente interattiva, Caleidoscopio (in onda da qualche giorno su Netflix) nella quale i colori scandiscono il ritmo, i significati, le modalità, addirittura la scelta di come e quando guardare gli episodi.

Se fra i ladri professionisti ci finisci tu

Nessuna tecnologia di fondo, ma una bella strategia narrativa, utile a farci comprendere come l’impianto visivo di alcuni prodotti 2.0, pur nella loro semplicità, si pongano l’obiettivo importante di renderci attivi e partecipativi. Ambientata nell'arco di 25 anni, la serie segue una banda di ladri professionisti (stile George Clooney& Friends nella “saga di Ocean”) nel loro tentativo di aprire un caveau (apparentemente inviolabile e indistruttibile), per ottenere il più grande bottino della storia. Sotto l'occhio vigile della più potente squadra di sicurezza aziendale del mondo e delle forze dell'ordine, ogni episodio (si) rivela però una tessera di un puzzle più complesso, in cui convivono altre sfumature che parlano di corruzione, avidità, vendetta, complotti, alleanze e tradimenti. E tante domande, riflessioni, su chi, come, abbiano architettato il piano, e chi, come, la farà franca. Nessuno è al sicuro, e di nessuno ci si può davvero fidare. Insomma un palindromo di bugie e verità.

Fenomeno "Kaleidoscope", la rivoluzionaria serie Netflix in cui lo spettatore decide la trama: come vederla

Fatti guidare dal colore

Liberamente ispirata alla reale vicenda dei settanta miliardi di dollari in obbligazioni scomparsi a Manhattan durante l'uragano Sandy (nell’autunno 2012), la serie è una vera esperienza cromatica come detto, divisa in otto episodi: si va dal Giallo al Verde, dal Blu, al Viola, fino all’Arancione, il Rosso, Rosa, e al finale (il colpo), tinto di Bianco. Ordine e disordine visivo casuale, che però ci danno l’idea “chiara” della particolarità di un’idea, quella dello showrunner Eric Garcia, volutamente non lineare ed etichettabile (pensiamo ad un altro maestro come Tarantino e Pulp Fiction) capace qui comunque di influenzare oltremodo il nostro punto di vista sulla storia, i personaggi, la rapina stessa, alcuni elementi. Caleidoscopio come Black Mirror, American Crime (e Horror) Story, Love, Death & Robots, tanto per citarne alcune, va al passo dei tempi, differenziandosi però nel concept stesso.

Cast meraviglioso ma la star è lo spettatore

Non sono i numeri (irrilevanti se volete) a dettare le regole, ma i colori. Non esiste un giusto o sbaglio, una cronologia da seguire, un desiderio di parteggiare per uno o per l’altro, c’è lo spettatore, che è parte verosimile della struttura, e può effettivamente dire la sua. Il filo conduttore si può interrompere quando si vuole: il bello sta proprio lì. E che cast, a partire da Rufus Sewell, Giancarlo Esposito, Paz Vega. Siete pronti a prendere in mano il vostro personale Caleidoscopio? Non ve ne pentirete.