[Il ritratto] Lo chiamavano stupido da bambino, è diventato Fonzie. Ma c'è chi lo vuole morto

"Lutto nella tv, morto il celebre attore". Le notizie allarmanti sul divo di Happy Days si moltiplicano, come le smentite. Ma le sue difficoltà sono ben altre, fin dall'infanzia. Tutte vinte, con un bel finale

Henry Winkler nei panni mitici di Fonzie. A destra, l'anno scorso alla vittoria dell'Emmy
Henry Winkler nei panni mitici di Fonzie. A destra, l'anno scorso alla vittoria dell'Emmy
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

La botta al juke box, i capelli impomatati, la maglietta bianca, i jeans e il gesto diventato mito di una generazione: il doppio pollice sollevato con aria da duro, e la voce che sospira "heeey". Nella galleria delle grandi icone televisive di tutti i tempi c'è lui, scolpito nell'immaginario di milioni di telespettatori: Henry Winkler era Fonzie. Anzi, lo è tuttora. Perché Winkler non è morto. Nonostante le bufale sulla sua scomparsa si moltiplichino. L'ultima ha qualche ora di vita e come tutte le altre si è diffusa con la tipica velocità delle cose sceme ma emozionanti di cui è piena Internet. A complicare la vita al divo della serie televisiva Happy Days (andata in onda dal 1974 al 1984 e trasmessa in Italia dal 1977) che da quel ruolo ha avuto la carriera stritolata. Ma le sue difficoltà erano cominciate da bambino.

Diverso dagli altri e perciò "scemo"

Chiudiamo prima il veloce riepilogo di fake e hoax, come si chiamano in inglese le bufale che si moltiplicano sul conto di Fonzie-Winkler: solo negli ultimi mesi è stato dato per morto lo scorso settembre, poi a gennaio, quindi ai primi di febbraio, e ieri. Ogni volta il panico e il lutto si diffondono virali e ogni volta il tutto si sgonfia quando viene riconosciuta la notizia falsa. Chi vuole morto Fonzie? Non si capisce bene, e nemmeno si sa se l'attore di origini tedesche, oggi 74enne, abbia problemi di salute tenuti riservati ma non abbastanza da levargli di torno i coccodrilli anticipati. La verità è che Winkler, mai diventato il grande attore di cinema e tv che il successo di Happy Days sembrava promettergli, si sta prendendo tutte le rivincite sulla vita proprio negli ultimi anni. A partire dal ciclo di libri best seller tutti incentrati sul personaggio di Hank Zipzer, un dislessico raccontato nelle varie stagioni della vita. Zipzer altro non è che l'alter ego di Henry Winkler, scambiato per "scemo" e "ritardato" fin da bambino perché nessuno aveva capito la sua dislessia. Da lui stesso pienamente compresa solo a 31 anni, come ha raccontato in diverse interviste. I dislessici non sono stupidi, semplicemente il loro cervello funziona in modo diverso: c'è chi fatica a far di conto ma è un genietto in cucina, chi non riesce a leggere su una pagina stampata perché le lettere gli si sovrappongono alla vista, ma può farlo su schermo digitale. Chi non ama le spiegazioni verbali del maestro o professore di turno ma capisce al volo la stessa spiegazione se presentata in video o con esempi alla lavagna. E' un approccio intellettivo e sensoriale al mondo diverso da quello della maggioranza.

Fatica pure sul set

"Sono stato in punizione scolastica per il 97% della mia vita" ha raccontato ironicamente Henry Winkler. Per lui, che sognava da attore e con il personaggio del motociclista ribelle Fonzie divenne una star, il lavoro sul copione per la serie Happy Days fu una continua prova: leggere e memorizzare erano sfide da far tremar e i polsi. Fonzie divenne un'icona assoluta, e stritolò la carriera di attore di Winkler, sempre identificato con quel personaggio. Un po' come capitato all'immenso Malcolm MacDowell, che per tutti resta Alex il Drugo di Arancia Meccanica. Ma ha continuato a inanellare ruoli secondari fra grande e piccolo schermo, fino a Barry. La serie HBO che ne ha messo in evidenza le capacità di attore e, dopo 40 anni di carriera, gli ha fruttato l'Oscar della tv, l'Emmy Award. Ironia della sorte, l'unica altra candidatura l'aveva avuta molto tempo prima proprio nei panni di Arthur Fonzarelli detto Fonzie. E a festeggiare l'amico attore giustamente premiato, la sera degli Emmy c'era Ron Howard, proprio il rosso Ricky Cunningham di Happy Days. Più lieto fine di così, alla faccia dei corvi che vogliono morto Winkler.