Francesco Montanari, il Libanese ha conquistato la tv

di Andrea Curreli

TiscaliNews

Nell’immaginario collettivo del popolo televisivo ormai Francesco Montanari è per tutti “Il Libanese”, carismatico malavitoso della fortunata serie televisiva Romanzo Criminale. Il giovane attore romano ha offerto un’ottima interpretazione facendo dimenticare sin dalle prime puntate l’inevitabile parallelo con Pierfrancesco Favino che aveva vestito i panni del criminale nella omonina versione cinematografica. Il suo personaggio ha contribuito in maniera deteminante al successo della serie sulla Banda della Magliana che ha incollato davanti al piccolo schermo oltre 400mila spettatori di media alla settimana. Francesco ora è in giro per l’Italia con lo spettacolo teatrale Sunshine dove recita al fianco di Benedicta Boccoli e Sebastiano Somma. In attesa di rivederlo dal 23 al 25 gennaio su Sky Cinema 1 nella maratona di Romanzo criminale, abbiamo raccolto le sue impressioni sul successo ottenuto e una confessione: "Dal 1° marzo sarò un disoccupato forzato".

Parliamo di Romanzo Criminale. La serie è andata molto bene e lei ha retto il confronto indiretto con Pierfrancesco Favino. Aveva un’eredità importante…
“Sarebbe falso dire che sia io che gli altri attori non abbiamo pensato alle interpretazioni di Favino e degli altri grandi protagonisti del film, ma sin dall’inizio ci siamo subito distaccati da loro. Il personaggio del Libanese è lo stesso solo apparentemente perché la fiction data la durata della storia raccontata l’ha reso più completo”.

Come si è preparato al suo personaggio?
“Attraverso la sceneggiatura e il libro di Giancarlo De Cataldo. Nel 2003 mia madre, che lavora in una biblioteca, mi regalò Romanzo Criminale e rimasi folgorato dal personaggio del Libanese. Quando ho superato il provino è stato un sogno che si è realizzato”.

Con la morte del suo personaggio si chiude la prima serie. La vedremo anche nella seconda?
“Non lo so. Probabilmente ci saranno i classici flashback, ma è tutto in lavorazione quindi non so proprio niente”.

Che idea si è fatto del vero Libanese alias Franco Giuseppucci detto Er negro?
“Non posso parlare di Giuseppucci, ma solo del mio personaggio. Il Libanese è frutto di una finzione sebbene ispirata a una persona reale. Forse sia lui che gli altri personaggi sono diventati più interessanti di quello che erano nella realtà. Il Libanese quindi è una persona con molta ambizione che ha utilizzato i mezzi che conosceva, mezzi criminali ovviamente, per arrivare alla conquista di Roma”.

Lei è romano. L’eco delle gesta della Banda della Magliana è ancora vivo?
“Ogni tanto rispunta qualcosa sulla Banda perché ci sono una serie di personaggi secondari di quel gruppo che hanno continuato ad agire tra regolamenti di conti e rapporti con le altre organizzazioni criminali. Ci sono tantissime cose che non sono state scoperte sulla Banda”.

Chiusa la tournèe teatrale che farà Francesco Montanari?
“Sono in tournee con Sunshine al fianco di Benedicta Boccoli e Sebastiano Somma fino al 1° marzo, poi non so. Per ora non ho niente di concreto tra le mani”.

Si riposerà per godersi il successo?
“Un riposo forzato perché io vorrei lavorare (ride ndr.). Vedremo”.