Il pentimento di Bastianich, ex chef pentito: "L'alta cucina è moda esaltata. Dobbiamo tornare a servire i clienti"

Era il più cattivo dei Masterchef e su quella immagine ha costruito una ricca carriera televisiva. Poi stop. E' diventata una deriva. Le critiche di Cipriani

Le trasformazioni di Joe Bastianich
Le trasformazioni di Joe Bastianich
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: Cr.S. su Fb

Mi perdoni, o Signore delle padelle e delle salse, perché ho molto peccato. Lo va ripetendo da due anni, Joe Bastianich. Quello che più di tutti si divertiva a urlare, occhi azzurri di ghiaccio piantati in faccia al malcapitato aspirante chef di turno: "Farò come il mio amico Gordon Ramsey, ti dirò: this stuff is shit my friend, and you are an asshole" (rivolgetevi a Google traduttore per avere in italiano tutte le parolacce contenute nelle frasi). E sulla scorta di Ramsey (che ha ammesso problemi di carattere moltiplicati dall'uso di cocaina, e che vive fallimenti di alcune sue attività e cause contro ex soci) Bastianich e gli altri Masterchef per anni hanno moltiplicato nel nostro immaginario l'immagine dello chef cattivissimo, bizzoso e terrorizzante, fra besciamelle tremanti e visi arrossati dei candidati alla cucina gourmet. Sono stati successi, visibilità e tanti, tanti soldi. Quelli che non disdegnano i Carlo Cracco diventati testimonial di cucine e patatine di largo consumo, e i Bruno Barbieri che compaiono negli spot di un detersivo da lavatrice. Joe non ci sta, fa il pentito. Lo ha ribadito anche in una recente intervista su Radio Due Rai: "Dobbiamo tornare al classico. Lo chef alla fine è una persona che cucina per gli altri, dà sostanza e piacere ad altri".

"L'alta cucina è solo moda esaltata"

Da due anni Joe Bastianich, figlio di friulani emigrati negli Usa, bravi e laboriosi nel farsi strada nell'alta ristorazione e nella tv (sua madre Linda è la vera star e manager di tutto il casato) ha smesso di fare lo chef ammazzasette, fra piatti rovesciati in faccia ai candidati masterchef e poi lanciati a sfasciarsi in giro per lo studio tv. Vuole cantare e suonare, ama il blues e la chitarra e ha gettato la maschera del giudice che adorava terrorizzare i malcapitati tra padelle e forchette. Basta grembiuli e braccia conserte: "E' il tempo che lo chef torni in cucina". Specie quelli versione Adolf Hitler, come ha capito Antonino Cannavacciuolo che sulla sua immagine di esigente ma bonario Bud Spencer dei fornelli ha costruito un successo televisivo solido. All'origine della sua crisi di vocazione, chitarra in mano, Bastianich diceva: "Il cibo è solo una moda: viviamo una fase un po’ esaltata". Gli resta l'antipatia per Chef Rubio, che a sua volta sui Masterchef mena da tempo mazzate mica male. 

"Via gli chef dalla tv: ammazzano la libertà"

Uno che sarebbe d'accordissimo con il pentito Joe Bastianich è Arrigo Cipriani, 87 anni, fondatore dell'Harry's Bar e di Cirpiani, la catena di ristoranti dove Vip e capi di Stato e governo di tutto il mondo fanno la coda per entrare. Un impero da 27 attività in cinque continenti e 300 milioni di euro di fatturato. Il tutto, partito da una "bettola" (come la definisce lui in senso veneto, locanda). Lapidario, Cipriani, in una intervista de La Verità sulla moda dei Masterchef tv: "Sono contrario perché mettono in scena qualcosa che va contro la libertà. Sono dei narcisi che impongono uno spettacolo al quale il cliente deve assistere come un devoto. Invece, dev’essere il principe: se non c’è lui possiamo andare tutti a spasso. Il ristorante si identifica con loro, invece è una serie di componenti. Il lusso sono le persone. Questi chef non seguono la cucina italiana. Siamo un Paese ricco di tradizioni nella letteratura, nell’arte, nell’architettura. La cucina nasce da qui. L’anima dell’uomo si trasmette attraverso la cultura. La cucina è cultura". E a proposito dell'impiattamento: "Se guarda con attenzione un piatto della nouvelle cuisine si accorgerà che la forma è talmente curata da sembrare un piatto morto. Non a caso si parla di impiattamento: pietanze che sembrano sculture. Infatti, non propongono mai un piatto caldo perché è difficile da comporre e può creare problemi estetici". Forse è per questo che l'ex Joe il terribile cerca un po' di calore umano nella musica. Quel modo di intendere la cucina è andato di traverso perfino a lui.