L'addio di Terence Hill, l'anteprima dell'ultima scena di "Don Matteo" e il dettaglio della tonaca

"Il mio Don Matteo non ha passato e non ha parenti. È un po' come il pistolero di "E lo chiamavano Trinità": ed è forse questo uno dei motivi capace di spiegare un successo che dura da 22 anni e che oggi avrà il suo apologo. Anche se non è detta l'ultima parola

“Il mio Don Matteo non ha passato, non ha parenti. È un po’ come il pistolero di “E lo chiamavano Trinità”. Ed è forse questo mistero che per 22 anni e 259 episodi  ha avvolto la tonaca del prete detective più amato della tv italiana ad averne decretato l’immutabile successo con una media di 7 milioni e mezzo di telespettatori inchiodati a seguire le sue indagini di provincia con un pugno di carabinieri. E oggi l’uomo più misterioso della fiction italiana, coerente fino in fondo al suo personaggio, darà un addio altrettanto misterioso ai suoi milioni di spettatori in una scena che già si annuncia virale e che qui possiamo anticiparvi. Già perché Don Matteo e con lui Terence Hill escono di scena. Definitivamente? Ottimismo e speranza accompagnano la risposta di Raoul Bova che con il suo Don Massimo ha l’arduo compito di ereditarne fortune e responsabilità: “Nella fiction tutto è possibile”.

La stessa tonaca da oltre 20 anni: non ha mai voluto cambiarla

Per ora, nella tredicesima serie della fiction prodotta dalla Lux Vide e apprezzata in tanti Paesi, dalla Francia alla Finlandia, dall'America all'Australia, godiamoci questo saluto silenzioso che Terence Hill darà con la stessa tonaca che veste da 20 anni. L’attore infatti non ha mai voluto cambiarla. Forse una forma di superstizione, forse un omaggio alla semplicità del suo Don Matteo, persona di poche parole e molti fatti. La vanità non fa per lui.

Entra in scena Don Massimo - Raoul Bova

Da oggi entrerà in scena Don Massimo, un prete sui generis che alla bicicletta preferisce la moto e che non veste la tonaca. Intorno a lui, tutta la squadra di questa serie, popolata da grandi attori, capaci di riportare un’atmosfera teatrale e la grande tradizione della commedia all’italiana: da Nino Frassica a Flavio Insinna, da Maria Chiara Giannetta a Maurizio Lastrico e a Nathalie Guetta. Un altro buon motivo per spiegare un successo che non conosce flessioni. La regia è affidata a Francesco Vicario, Luca Brignone e Riccardo Donna.