Andrea Vianello, un dramma iniziato un anno fa. "Ho perso di colpo tutte le parole che sapevo"

L'ex direttore di Rai3, scomparso dagli schermi televisivi da un po' di tempo, parla del suo calvario, cominciato un anno fa dopo un'ischemia cerebrale

Andrea Vianello, un dramma iniziato un anno fa. 'Ho perso di colpo tutte le parole che sapevo'
Andrea Vianello
TiscaliNews

Un anno senza parlare "ed era l'unica cosa che sapevo fare". Andrea Vianello, il popolare conduttore Rai, scomparso dagli schermi da diverso tempo, ha raccontato attraverso ul lungo post su Twitter ma soprattutto in un libro, dal titolo "Ogni parola che sapevo" il lungo calvario vissuto dopo essere stato colpito da un ictus a febbraio dell'anno scorso. Un brutto colpo per l'ex direttore di Rai3, che da quel momento per poter comunicare ha dovuto "sopperire" usando i social network.

Il messaggio su Twitter: "Il libro è stata la mia terapia"

Ed ecco che cosa scrive sui social al riguardo. "Il 2 febbraio dello scorso anno ho avuto un ictus, ho subito un'operazione d'urgenza, e quando mi sono risvegliato non riuscivo più a parlare. Proprio io, che sapevo solo parlare: non potevo dire nemmeno i nomi dei miei figli. Questo libro è stata la mia terapia e la mia speranza", scrive su Twitter per informare i suoi follower del grave problema di salute che lo aveva portato a "scomparire" all'improvviso dagli schermi. L'ultima trasmissione sportiva, da lui condotta, "Rabona", era stata infatti sospesa senza rivelare le vere motivazioni.

Vivo grazie ad una brillante operazione d'urgenza"

A stravolgere la vita di Andrea Vianello, come si legge nelle note di copertina, è stata un'ischemia cerebrale che ha colpito il lato sinistro del cervello, causata da una dissecazione della carotide. "Una brillante operazione d'urgenza, nonostante una gravissima complicazione sul tavolo operatorio, è riuscita a tenerlo nel mondo dei vivi, ma nulla ha potuto rispetto al danno che si era già propagato: di colpo le sue parole erano perdute. O meglio: nella sua testa si stagliavano chiare e nette come sempre, ma all'atto pratico uscivano in una confusione totale, fonemi a caso, ingarbugliate e incomprensibili. Una prospettiva terribile per chiunque, ma ancora di più per lui, che delle parole ha fatto un'identità e un mestiere, quello di giornalista televisivo".

"Un viaggio in un inferno molto diffuso, l'ictus e i suoi danni"

Nel libro 'Ogni parola che sapevo' racconta per filo e per segno il suo calvario dimostrando al lettore che le parole che Vianello sapeva sono state in qualche modo tutte recuperate. E, anzi, ne ha aggiunte di nuove. Sono parole. si legge nelle note - che raccontano il calvario personale di chi scopre la sua vulnerabilità fisica, quelle che descrivono la brutta sensazione di ritrovarsi esposto in poche ore dai riflettori di un studio tv ai meandri inestricabili della sanità pubblica. Quelle che bisogna trovare per continuare a combattere ogni giorno, tutti i giorni, contro gli strascichi dell'evento subito, anche quando è stato superato. Ma pure quelle degli affetti, a volte sopite o date per scontate, e che invece possono riempire un intero vocabolario. Un libro a volte ironico, ma sempre pieno di speranza, che racconta il quotidiano ma inevitabile coraggio di chi si trova d'improvviso ad affrontare una lunga e spesso solitaria traversata del deserto. E che nonostante tutto riesce, forse, a recuperare la sua parte migliore".