Ambra, oltre il buio grazie al volontariato e ad Allegri: "Io e lui siamo due sbagli"

L'attrice che torna al cinema con “Brave ragazze”, diretta dall'ex compagna di viaggio di “Non è la Rai” Michela Andreozzi, racconta di un periodo difficile della sua vita e della rinascita grazie al volontariato e a un grande amore

di M.E.P.

Spensierata, allegra, ribelle, quasi sfacciata nel suo approccio al mondo. Poi di colpo profondamente turbata e impaurita dalla vita. A 18 anni, dopo l'exploit a "Non è la Rai", Ambra Angiolini sprofonda nel buio. "Non essere madre mi fece scoprire per la prima volta il volto della depressione", spiega in una lunga intervista a Vanity Fair dove forse per la prima volta parla apertamente del periodo più buio della sua vita. Dal quale si salvò grazie ad una forte esperienza di volontariato. "Il dottore mi disse di partire per il Brasile, racconta l'attrice che torna al cinema con “Brave ragazze”. Così presi l’aereo e andai a Rio per iniziare la mia esperienza come volontaria con un medico dell’Ospedale San Camillo di Roma che operava i bambini. Fu bellissimo e travolgente”.

Quando ho capito che dovevo iniziare da capo

Più avanti negli anni, dopo aver sposato Francesco Renga e coronato il sogno della maternità ("la vera sensazione di sazietà fu quando rimasi incinta di mia figlia") sprofondò ancora una volta nel buio. "Mia figlia Jolanda si sveglia, deve andare all’asilo. Il sole entra nella cameretta, l’armadio è colorato, bellissimo. Mi chiede: mamma mi aiuti a vestirmi? Io realizzo che è la cosa più difficile da fare. Vado nell’altra stanza, mi metto a piangere per un’ora. Mi dico: se una così semplice è complicata allora non va affatto bene. Col tempo ho capito che la mia sensibilità, la cosa più preziosa che ho è anche la più pericolosa. Quella mattina ho capito che dovevo ricominciare da capo”. E avvenne grazie all'incontro con una psicologa dell’Ospedale Civile di Brescia, Simonetta, che le disse di provare a prendersi cura degli altri. Accettò la sfida, divenne così volontaria tra gli adolescenti del reparto di oncologia infantile. "Al primo incontro faccio quello che so fare, una lezione di teatro". 

Allegri? Mi piaceva perché siamo due sbagli

Dopo l'addio sofferto a Francesco Renga, a mettere un sigillo a quel tentativo di rinascere dalle sue ceneri ci ha pensato Massimiliano Allegri, con cui Ambra convive ormai da oltre un anno. E con il quale sembra aver dimenticato il periodo più buio. “Quello che ho vissuto - spiega Ambra - è stato rilegato da un tipografo d’eccezione. Quel tipografo d’eccezione è Massimiliano. – rivela – . La cosa che mi salva dai momenti dolorosi è la sensazione di poter giocare con lui anche da adulta. E la cura che ha nei confronti della mia esistenza, di quella dei miei figli, della mia ex storia. Non c’è un solo passaggio della mia vita che Massimiliano non rispetti. Mi sono innamorata di lui perché come me è un tipo fuori moda. Mi sono accorta subito che mi piaceva perché siamo due sbagli. E due errori come noi, se si incontrano davvero, generano una cosa che sarebbe veramente stupido non affrontare. Quella cosa è la ripartenza dell’amore”.