Al via "Skam 4", la serie teen contro i pregiudizi sull'Islam

Al via 'Skam 4', la serie teen contro i pregiudizi sull'Islam
di Askanews

Roma, 13 mag. (askanews) - Nella quarta stagione "Skam Italia" alza l'asticella e porta al centro del racconto Sana, una ragazza italiana, musulmana praticante per scelta, con genitori di origine straniera. I dieci nuovi episodi della serie per ragazzi prodotta da Cross Productions e Timvision, saranno disponibili dal 15 maggio su Timvision e su Netflix. Il regista Ludovico Bessegato si è documentato a lungo sulla vita dei giovani di seconda generazione di fede musulmana, ne ha incontrati molti, e ha avuto come consulente alla sceneggiatura la sociologa e scrittrice Sumaya Abdel Qader, che ha partecipato con lui e con gli attori Beatrice Bruschi e Mehdi Meskar alla videoconferenza di presentazione di "Skam 4".Il tema della nuova serie è di grande attualità, soprattutto alla luce degli insulti e delle accuse che sta ricevendo in questi giorni Silvia Romano. Sumaya Abdel Qader a questo proposito ha commentato: "Questo doveva essere il momento dell'accoglienza e non il giorno del giudizio" e ha poi aggiunto: "Silvia dice di aver fatto una scelta, chi siamo noi per giudicarla? I dubbi sono legittimi, perché è stata in un contesto criminale, ma un'altra cosa sono le minacce e gli insulti". La scrittrice, 42enne italiana di origini giordane, è convinta, però, che tra i più giovani i pregiudizi siano scavalcati dalla curiosità: "Lo vedo dai social, c'è un gran desiderio di conoscere la storia di Sana, di scoprire la sua vita: le nuove generazioni hanno una prospettiva diversa dagli adulti, e questo mi rassicura e mi rincuora moltissimo" ha detto.La protagonista di "Skam 4", Sana, dopo aver cercato un equilibrio tra i suoi valori e quelli delle sue amiche e della società italiana, si troverà ad affrontare situazioni che la metteranno in crisi e dovrà quindi trovare un compromesso tra i suoi valori religiosi e i suoi sentimenti per Malik . Sumaya Abdel Qader ha affermato: "Finalmente in Italia viene raccontata la vita normalissima di una ragazza musulmana. La serie offre al pubblico uno spaccato sconosciuto e fa sentire i ragazzi di nuova generazione parte integrante di un complesso sociale che li riconosce".Bessegato, che è anche ideatore e sceneggiatore della serie, ha cercato di superare ogni tipo di stereotipo studiando a fondo l'argomento, dialogando con tanti giovani: "La nostra protagonista, come molte ragazze, non ha subito condizionamenti ma rivendica le sue scelte, come quella di portare il velo e aspettare il matrimonio prima di avere una vita sentimentale" ha spiegato il regista. Anche per Bessegato i più giovani sono lontani dalle polemiche che si rincorrono in questi giorni sui media: "Non credo che il pubblico di Skam si faccia condizionare dai toni sgradevoli di questi giorni. - ha detto - La narrazione media e i prodotti culturali, comunque, raccontano sempre di maschilisti, estremisti, terroristi, quando si parla di islam. Spero che Skam permetta a più persone possibili di approfondire e capire che esistono altre forme di islam oltre a quello raccontato dalle cronache".