"Adrian" delle polemiche: dall'accusa di plagio all'offesa ai napoletani. E lui tace

A tenere banco il giorno dopo la seconda puntata del graphic novel prodotto da Celentano e andato in onda su Canale 5 sono soprattutto le critiche

Di sicuro "Adrian" un grande risultato lo ha ottenuto. E non parliamo dei numeri, visto che nella seconda puntata non c'è stato il "rimbalzo" sperato, ma perché, tra critiche e lodi, mezza Italia ha parlato di lui. Dei suoi silenzi, delle sue estenuanti pause, del suo essere ormai "un vecchio bollito che farebbe bene a fare il nonno o tornare a cantare" "che è la cosa che più di tutte gli riesce bene". E  il "Molleggiato" andato in onda, ieri sera, nella seconda puntata dello suo show-cartoon, è riuscito a fare ancora di più: a punzecchiare qua e là senza metterci la faccia, usando il confessionale di Nino Frassica per affossare quella stessa Rete che gli ha permesso di portare sul palco ancora una volta il suo smisurato ego. Fanno sorridere a questo punto le parole del direttore di Rete, Giancarlo Scheri, che alla vigilia dello show aveva dichiarato: "Ci fidiamo ciecamente di Adriano". 

Celentano peccatore e Mediaset "copiona"

Ma uno dei momenti più esilaranti è sicuramente quello in cui veste i panni del peccatore. Con Nino Frassica pronto ad assolverlo mentre in casa Mediaset si registra qualche mal di pancia di troppo: "Ho peccato, padre, ho lasciato illudere Canale 5 che avrei partecipato allo spettacolo, ma non potevo perché dovevo seguire la mia anima, Adrian... Ho detto che potevo esserci o non esserci, come quello che sta succedendo ora". Replica Frassica: "Hai peccato di taciturnità molesta, ma io non ti posso assolvere perché sono un prete Rai e non un prete Mediaset". "Ma non ci sono preti Mediaset, sono tutti Rai. - risponde il cantante - Comunque lo puoi fare a reti unificate. Tanto quello che fa la Rai lo fa pure Mediaset e poi la ricopia il doppio Mediaset...". E per finire, Frassica: "Ti assolvo nel nome del padre, del figlio e del santissimo ascolto...". Chissà se il solito Schieri con quel suo commento "Siamo solo all'inizio"  immaginava tutto questo. 

L'ironia sui migranti e la sicurezza domestica

Ad "Aspettando Adrian" c'è spazio per gli sketch sui "soliti" migranti, la  "sicurezza" e per la tanto dibattuta "quota 100". Ai preti Frassica e Scali, cui tocca selezionare gli aspiranti migranti, si rivolge Giovanni Storti, sulla cui comicità è incentrata la seconda puntata. Cos’è questa cosa che galleggia?”, chiede indicando l’imbarcazione sullo sfondo. “E’ un’arca – risponde Scali – che serve per imbarcare persone piene di speranze, in cerca di un mondo più bello”. "Ma qui non si può più attraccare – risponde Storti – i porti italiani sono chiusi, non possono entrare neanche i pescherecci con i pesci, quelli lì si sono fatti furbi, uno si è travestito da tonno per cercare di passare, ma poi aveva la valigia e lo hanno beccato”. E via dicendo. Storti ironizza poi sull'ultima mania degli italiani: la sicurezza domestica. “La porta blindata è inutile, devi blindare anche le finestre altrimenti te li trovi dentro i letti, gli zingari, i negri”.

Lui tace ed infine tace. Per quattro lunghissimi minuti

Ma l'attesa è ancora molto lunga. E Celentano si palesa solo alle 22.14. La standing ovation è quasi un riflesso della stanchezza del pubblico in sala. Qualcuno grida: “Adriano non  morire mai”, Basso e Storti ci scherzano su: "Gli pagano un sacco di diritti perché le pause le ha inventate lui”. Lui, il Molleggiato continua imperterrito: tace e ancora tace. Si limita a muovere qualche passo e ad abbozzare un sorriso, infine va via con le braccia alzate. Senza dire una parola. Quei quattro minuti di presenza finiscono così. Nel silenzio. E il pubblico a casa si domanda: "Ci è o ci fa? "E' un genio o forse è ancora una volta vittima della sua superbia? E' un anticonformista o è il più conformista di tutti?. In tv intanto c'è spazio per il cartoon (graphic novel pardon).

I social scatenati sin dalla prima puntata

Su Twitter, nel frattempo, servirebbe un vigile. A dirigere il traffico di questi giorni sull' hashtag #Adrian.  "Praticamente sto cartone animato ci ricorda solo quanto è megalomane Celentano", ironizza un utente. Mentre un altro scrive: "Adrian ha superato le frontiere del trash",. Qulcuno sentenzia: "E' un minestrone ammuffito". Altri dicono che "è stato avvistato l'ego di Celentano superare i confini dell'esosfera". Poi ci sono quelli più cattivi che parlano di "penosa autocelebrazione di un ottantenne prigioniero dei suoi fasti e del suo essere stato un 'fusto'" e quelli che osservano come "Il fenomeno 'Celentano' negli anni si è trasformato in delirio di onnipotenza pure ridicolo". A dare il colpo di grazia ci pensa Giuseppe Candela, firma di Dagospia e affermato critico televisivo, che dopo aver ricordato i costi del programma "quasi 20 milioni di euro" la butta li: "Comunque Hunziker ci ha visto giusto...", ironizza riferendosi alla fuga della showgirl per non ben chiari motivi. 

I più indispettiti sono però i napoletani 

A irritarli è il modo in cui è stata disegnata la Napoli del 2068: all'ombra del Vesuvio si scorge un alto grattacielo con la scritta "Mafia International", mentre nelle strade c'è ancora l'immondizia. "Adrian prodotto pessimo! Inquietante! Dove sta scritto che la mafia deve esser a Napoli in un paese corrotto e di male affare? Tette! Culi! Donna sempre alla sua mercè! Uno schifo! Hanno dimenticato a mettere il bollino rosso per le famiglie!", "Pessima trovata di Celentano, non vedrò più il programma", "Napoli associata alla Mafia, assurdo meglio che canti punto..se ti riesce ancora". C'è spazio, opvviamente, anche per gli insulti pesanti. Come "latrina" o "rincoglionito Lombardo". 

L'affondo di Striscia La Notizia: "E' plagio"

Dulcis in fundo, non poteva mancare l’attacco di Striscia la Notizia. Il tg satirico ci va giù pesante: “Poco originale, ha copiato una battuta”, è l'accusa. Ficarra e Picone se la prendono in particolare con  Frassica, che sul palco del teatro Camploy di Verona, rivolgendosi a una showgirl, ha detto: “Sa cantare? Sa recitare? Sa presentare? Sa ballare? No? Allora è perfetta per la televisione”. Ficarra ci tiene a precisare nel corso di Striscia la Notizia che “in molti ci avete segnalato che questa battuta è uguale a quella che Pucci fece con Alessia Marcuzzi per presentare il suo programma Big Show”. Alla palese accusa di plagio segue l'affondo: "Certo che dopo dieci anni era legittimo aspettarsi maggior originalità da parte di Celentano".

Nessun miracolo

Purché se ne parli, dirà qualcuno. Visto che anche i numeri non brillano o perlomeno non sono quelli che ci si attendeva: ha conquistato una media 3.965.000 spettatori pari al 15% di share con Aspettando Adrian, in onda dalle 21.40 alle 22.10 circa, e 2.887.000 spettatori pari al 13.3% di share con il cartone animato, in onda dalle 22.15 alle 23.30. Insomma, il Molleggiato si crede Dio ma il miracolo non c'è stato.