Vittoria Puccini e la pedopornografia nel dark web: "Mettiamo in guardia i nostri figli"

“Quella che affrontiamo è una tematica importante che deve essere raccontata e conosciuta dai ragazzi e dai genitori. Parliamo di ragazzini che sono vittime di attività criminali che si svolgono nel web, bambini adescati attraverso i social. Qualcosa con cui abbiamo a che fare tutti, noi e i nostri figli. Un tema attuale e coraggioso che viene trattato in modo avvincente e misterioso visto che la forma scelta è quella del crime. Il punto di vista è quello del mio personaggio il vicequestore di polizia Elena Zonin che ha come missione quella di ritrovare dei ragazzini scomparsi e riportarli sani e salvi dalle loro famiglie. Un mondo come quello dei crimini pedopornografici nel dark web raccontato però non in maniera cruda e morbosa ma con delicatezza e rispetto. L’obiettivo non è quello di spaventarci ma di renderci consapevoli di una realtà che purtroppo è tra di noi”. Vittoria Puccini in questa videointervista concessa a Tiscali.it parla con grande trasporto di “Non mi lasciare”, una serie tv in quattro puntate con Alessandro Roja e Sarah Felberbaum diretta da Ciro Visco e scritta dagli stessi autori di “Gomorra”, Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, che parte dal 10 gennaio su Rai1 e che farà molto discutere perché è la prima volta che sull’ammiraglia di Stato ci si occupa di un tema così crudo e disturbante come quello dell’infanzia violata.

Al centro della storia c’è la sua Elena, una donna forte e fragile allo stesso tempo, proprio come Vittoria Puccini. Una donna che ha il dono dell’empatia, di riuscire a entrare in contatto con gli altri in profondità, di notare il non-visto, di sentire il non-detto. Una specie di Sherlock Holmes che oscilla tra buon senso e istinto. “Penso che anche le donne più determinate, più forti, più capaci nel loro lavoro abbiano sempre i loro momenti di difficoltà, le loro insicurezze, i punti deboli. È importante non nasconderli ma anzi usarli per entrare maggiormente in contatto con gli altri, anche con i propri figli”. La Puccini lo dice anche da madre di una ragazza di 15 anni: “Io come il mio personaggio cerco di essere da sempre profondamente empatica, non solo come madre ma anche con le amiche. Credo che sia questo che permette di capire e aiutare gli altri e di farsi comprendere. Questa storia fa capire che il web va usato con intelligenza perché nasconde pericoli”.