"The Voice Senior", il talent da guardare come se fosse Sanremo, è la rivelazione tv di quest'anno: ecco perché

Stasera seconda puntata del programma che segna il ritorno di Antonella Clerici in prime time e che ha fatto subito centro: i segreti di un successo

In un periodo non facile per il mondo dello spettacolo e per la tv di intrattenimento, gravata dall’immane compito di tenerci su il morale tra lockdown e pandemia, è spuntato fuori dal cilindro di mamma Rai un piccolo gioiello che è stato subito premiato dal pubblico. Si tratta di “The Voice Senior”, la versione over 60 del talent show che nella versione “classica” non ha mai davvero sfondato.

Questa volta invece è bastata la prima puntata (la seconda va in onda stasera, venerdì 4 dicembre su Rai1) per creare un clima di complicità tra giudici e un affiatamento con i concorrenti davvero rari nella tv di oggi. Nessuna ansia, nessuna competitività sfrenata, nessuna lite, ma tanto divertimento. Uno di quei rari programmi da vedere e commentare insieme con la propria famiglia, tra gaffe e boutade, improvvisazioni e slanci: un po’ come accadeva un tempo con il Festival di Sanremo, quando ci si dilettava a commentare look incredibili e storie inaspettate. I dati, oltre il 20% di share e 4 milioni e mezzo di spettatori, hanno subito premiato il programma che segna (finalmente!) il ritorno in prima serata di Antonella Clerici, ingiustamente messa da parte per un anno e mezzo dalla Tv di Stato e tornata a furor di popolo ma soprattutto di conferenza stampa sanremese, quando ne fu invocato il ritorno dalla platea dei giornalisti. Prima le è stato riaffidato lo spazio del mezzogiorno, che ormai fa parte del suo dna, ora anche il prime time.

La conduzione di Antonella è interamente al servizio dei format: lei, che di suo è brillante e simpatica, stavolta gioca per sottrazione senza però scomparire sullo sfondo. Anzi. Il calore, la partecipazione emotiva, il rispetto condito a interesse sincero che la Clerici mette da sempre in tutto ciò che fa, risaltano nel rapporto con questi concorrenti arzilli e indomiti. Persone scelte sapientemente dalla produzione della Fremantle tra coloro che più di ogni altro sanno rappresentare noi italiani: popolo di appassionati e originali performer, che anziché intignarsi nel cercare a tutti i costi il successo, preferiscono l’ebbrezza di una ribalta oramai insperata, vissuta più come regalo esistenziale che come vera e propria chance. Poi, come si dice in questi casi, chi vivrà, vedrà. Di certo, in scena, abbiamo visto anche grandi talenti.

In quanto alla giuria, è da 10 e lode. Capita davvero di rado di avere insieme personalità così forti ma altrettanto capaci di amalgamarsi bene, in un continuo gioco di prese in giro e puntate al rialzo. C’è Loredana Berté, ormai più vera della sua stessa leggenda, che non conosce freni né censure ma che da sola è un monumento al potere salvifico della musica. C’è Al Bano con la bellissima figlia Jasmine, che offrono uno spaccato interessante e autentico del dialogo intergenerazionale: da una parte i neologismi inglesi e l'entusiasmo giovanile, dall’altra la cultura musicale e un’esperienza rara nel saper vivere sul palco e nonostante il palco. Poi c’è Gigi D’Alessio, finalmente liberato da assurdi pregiudizi che per decenni hanno ostacolato questo grande musicista oltre che interprete. Infine Clementino, il rapper guascone e gentile, formidabile showman a cavallo tra musica e varietà: non c’è dubbio che presto lo vedremo nelle vesti di conduttore. Il direttore Coletta non se lo farà sfuggire di certo.