Benigni esalta l'amore carnale e quello gay. Tosca è in testa

Il Festival dei record riparte da Georgina e Alketa, dai duetti e soprattutto da Benigni, grande mattatore in un a serata ricca di ospiti e sorprese

In mezz’ora illumina l’Ariston. Tappeto rosso e banda musicale, tutti in piedi per Roberto Benigni. Il toscanaccio scherza, provoca e poi affonda dritto al cuore sublimando l’amore erotico, l’amore libero, l’amore gay, l’amore in tutte le sue forme. 

Benigni recita il cantico e punzecchia Salvini

Sale sul palco e cerca di afferrare Amadeus per "i gioielli di famiglia", "come ho fatto con Baudo. D'altra parte questa è la serata delle cover... Giovanna", dice rivolgendosi alla moglie in prima fila, posso?". I riferimenti a Salvini si sprecano, tra quota cento e Sanremo pronta alla pensione al famoso citofono. Nell'80 "vinse Toto Cutugno, eterno secondo che arrivò primo. Ora però è cambiato il sistema di voto, si può anche citofonare e dire: qui c'è gente che canta".. Poi annuncia di voler cantare anche lui. Non una canzone qualsiasi, ma la più bella, la più bella tra tutte che incredibilmente nessuno ha mai cantato. E così introduce “Il cantico dei cantici” che “si trova nella Bibbia ma parla di amore fisico di due ragazzi che cantano ognuno l'amore per l'altro. Non c'è canzone più ardente. Parla di amore e di sesso, è la storia di una coppia, lei e lui che si amano, ma è la storia di tutte le coppie del mondo, la donna con il suo uomo, la donna con la sua donna, l'uomo con il suo uomo, addirittura ogni persona umana che ama per amare". Poi si rivolge alla platea dell’Ariston: "Sarebbe bello se ci spogliassimo tutti qui e rimanessimo ignudi e ci mettessimo tutti a fare l'amore. Anche l'orchestra, tutti diretti dal maestro Vessicchio. E vada come vada". Infine legge “Il cantico dei Cantici” dicendo che è “come la Cappella Sistina, è talmente bello "che è diventato sacro" anche se "la sua presenza nella Bibbia è strana: dentro ci sono corpi nudi frementi, erotismo, baci. Cose molto molto forti. Per tenerlo nella Bibbia hanno trovato tante giustificazioni, tipo che l'autore è Salomone, oppure tutte interpretazioni allegoriche, simboliche. Ma in realtà pare che sia stato scritto da una donna oltre 2.400 anni fa”.

Da Mika alle sette artiste di "Una, nessuno e Centomila"

La serata scorre veloce, anche perché a salire sul palco devono essere tutti i 24 big impegnati nei duetti. Ma anche molti ospiti. A cominciare da Tiziano Ferro, impegnato in una curiosa quanto incredibile polemica social sull’orario della sua esibizione e soprattutto a scusarsi con Fiorello, stasera assente, per aver fatto la sera prima una battuta “infelice”, lanciando l’hashtag #Fiorestattezitto. Intenso Mika che “non capisce l’Italia” ma la ama e la celebra cantando De André. A sorpresa sul palco arrivano le sette donne della musica italiana, Giorgia, Emma Marrone, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Laura Pausini, Elisa e Alessandra Amoroso a lanciare un grande evento contro la violenza sulle donne, “Una, Nessuna e Centomila”. Più si va avanti più questo Sanremo si tinge di rosa. Altro che sessismo. Accanto ad Ama ci sono la showgirl albanese Alketa Vesiu e Georgina Rodriguez, che si impegna pure in un sexy tango e va a baciare il suo Cristiano in prima fila.

E anche la terza serata è da record: miglior risultato dal 1997

Sono stati 9 milioni 836mila, pari al 54.5% di share, i telespettatori che hanno seguito ieri su Rai1 la terza serata di Sanremo, dedicata alla cover dei grandi successi della storia del festival, che ha visto l'intervento del premio Oscar Roberto Benigni. L'anno scorso la terza serata del festival aveva raccolto in media 9 milioni 409mila spettatori con il 46.7% di share. Ancora ascolti record per Sanremo 2020. Il 54.5% raggiunto dalla terza serata rappresenta il miglior risultato dal 1997, quando la terza serata del festival, condotto da Mike Bongiorno con Piero Chiambretti, fece segnare il 55.5%

La Classifica provvisoria dopo la terza serata

Ecco la classifica: al primo posto c'è Tosca, al secondo Piero Pelù, al terzo i Pinguini Tattici Nucleari. 4 Anastasio, 5 Diodato, 6 Le Vibrazioni, 7 Paolo Jannacci, 8 Francesco Gabbani, 9 Rancore, 10 Marco Masini, 11 Raphael Gualazzi, 12 Enrico Nigiotti, 13 Rita Pavone, 14 Irene Grandi, 15 Michele Zarrillo, 16 Achille Lauro, 17 levante, 18 giordana Andi, 19 Elodie , 20 Alberto Urso, 21 Junior cally, 22 Riki, 23 Elettra lamborghini, 24 Bugo e Morgan.

LE PAGELLE

 

Ecco i 24 duetti e le cover

LA SERATA IN DIRETTA

Come promesso la gara parte a razzo per evitare le lungaggini dei giorni precedenti. Amadeus dedica un doveroso pensiero alle vittime dell'incidente ferroviario di stamattina a Lodi.

Ecco subito il primo duetto, molto blues, con Michele Zarrillo che ha chiamato fausto Leali per misurarsi con "Deborah", un brano del 1968. Poco dopo le nove ecco uno dei big più attesi, se non altro per le polemiche che lo hanno preceduto. Lui è Junior Cally e insieme ai Viito si misura con "Vado al massimo" di Vasco Rossi, brano del 1982. L'arrivo di Georgina Rodriguez, la fidanzata di Cristiano Ronaldo che intanto è entrato in sala all'Ariston, ha un effetto elettrizzante su Amadeus. "Sono caliente", dice in uno spagnolo approssimativo pur di togliersi la sciarpa e sfoggiare una maglia della Juventus per ingraziarsi Georgina. Salvo poi, rivelare che quella maglia, la "camiseta" come dice lei, in realtà ha i colori della sua Inter sulla schiena. Per il terzo duetto Marco Masini (ribattezzato "Masani" da Georgina) ha voluto Arisa: la voce cristallina di Rosalba Pippa, questo il suo vero nome, si arrampica agilmente sulle note di "Vacanze Romane".

Alla faccia del sessismo, Sanremo è delle donne

Poi un colpo di teatro pazzesco: in contemporanea arrivano sul palco Laura Pausini, Emma Marrone, Fiorella Mannoia, Giorgia, Alessandra Amoroso, Elisa. Presentano il progetto "Una, Nessuna e Centomila", un progetto che vuole contrastare la violenza sulle donne. Un'alta risposta alle polemiche sul supposto sessismo di Amadeus che ci hanno accompagnato per giorni. Si tratta di un grande concerto, previsto sabato 19 settembre all'Arena Campovolo a Reggio Emilia, per raccogliere fondi per i centri anti violenza. Ecco Laura Pausini che spiega così il titolo: "Una perché  quando una donna lotta  in fondo lo fa per tutte le altre donne. Nessuna perché mai più una donna debba subire delle violenze. Centomila come le voci del pubblico che noi speriamo sia con noi nel nostro grande concerto di settembre".Elisa: Elisa: "Ci siamo unite per combattere insieme". Gianna Nannini: "Ci siamo schierate ancora una volta perché non ne possiamo più. Basta con le donne vittime". Fiorella: lo scopo è benefico e tutti i proventi che saranno raccolti saranno devoluti ai centri antiviolenza che sono in affanno. Nella più totale trasparenza". Alessandra Amoroso: Un microfono rosso perché il simbolo contro la violenza sulle donne sono le scarpe rosse. Noi col microfono vogliamo dare voce a chi non ha avuto il coraggio". Emma: "Porteremo la nostra band e ognuna di noi inviterà un collega uomo perché è giusto combattere tutti insieme". Giorgia: "Questa è la nostra risposta. Per noi è un impegno che accogliamo con tutto il cuore. La musica porta emozioni. Provare a dare una mano, essere uno strimento di aiuto, perché la musica ci unisce".

La gara riprende con Riki che reinterpreta "L'edera", un brano di Nilla Pizzi, con Ana Mena. Poi un duetto fantastico che in sala stampa raccoglie diversi applausi: la grandissima classe di Simona Molinari si unisce al pianoforte di Raphael Gualazzi per a "E se domani". Il rapper Anastasio invece ha scelto "Spalle al muro" con quale Renato ero inchiodò l'Ariston: al suo fianco ha voluto la Pfm e il mix funziona alla grande e riesce a comuovere. Levante invece mette su un trio tutto al femminile con Francesca Michielin e Maria Antonietta per interpretare "Si può dare d più", con la quale Morandi, Tozzi e Ruggeri vinsero il Festival.

Per Ornella Vanoni la prima Standing ovation della serata

La prima standing ovation della serata arriva per l'intraontabile Ornella Vanoni. lei e i suoi capelli arancioni si uniscono alla voce tenorile di Alberto Urso. Insieme cantano "La voce del silenzio", "una bellissima canzone che purtroppo arrivò solo quattordicesima", annota la Vanoni. Diretta e caustica, al di là di tutto, regole, bon ton e conformismo. Due parole e ti fulmina. Peccato che le sue incertezze nel cantare il pezzo finiscano nel mirino dei social che si divertono a massacrarla. Elodie sceglie un classico di Eros Ramazzotti, "Adesso tu". Con lei Aeham Ahmad. Molto nbella la versione di "Luce" di Rancore con Dardust e la rappresentante di Lista. Lei sembrava davvero un angeloe insieme emanavano luce ed energia.

Intanto sul palco si è palesata Alketa Siviu, la strepitosa conduttrice albanese. isinvolta, nel suo italiano perfetto, si prende la scena con una naturalezza che suscita immediata simpatia e travolge Amadeus.

Finalmente arriva Roberto Benigni con tanto di banda sul red carpet

Intenso momento internazionale con Lewis Capaldi che scalda il cuore con "Someone you Loved" e prepara l'atmosfera. Si respira attesa e l'emozione per l'arrivo di Roberto Benigni. Entrata trionfale con la banda di Sanremo sul red carpet. "È il più bel Sanremo che ho mai visto, complimenti Amadeus", dice entrando all'Ariston tra gli applausi e le strette di mano. Tutti in piedi per il premio Oscar. Il toscanaccio scherza e cerca di afferrare Ama per "i gioielli di famiglia", "come ho fatto con Baudo. D'altra parte questa è la serata delle cover... Giovanna", dice rivolgendosi alla moglie in prima fila, posso?". I riferimenti a Salvini si sprecano. "Il Festival l'ho anche presentato nel 1980, era il 30/o, ora con il 70/o e quindi ha raggiunto quota 100. Sanremo può andare in pensione". Dopo un omaggio a Fellini e Sordi nel centenario, Benigni ricorda che nell'80 "vinse Toto Cutugno, eterno secondo che arrivò primo. Ora però è cambiato il sistema di voto, si può anche citofonare e dire: qui c'è gente che canta".

La canzone più bella del mondo

"Oggi vorrei cantare la canzone più bella del mondo, quella che benedice l'amore carnale e sensuale . Si trova nella Bibbia e si chiama "Il Cantico dei Cantici". Non l'ha mai fatto nessuno. È un libro pieno d'amore. E' una canzone d'amore, parla d'amore fisico di due ragazzi che cantano ognuno l'amore per l'altro. Non c'è canzone più ardente. E' come avere "Imagine" o "Yesterday" dei Beatles e nessuno l'hai mai fatta in tv. È il libro del desiderio, che non è bisogno. Il desiderio resta sempre. L'amore non è possesso, ma conquista continua", dice nell'introdurla.

Sembra impossibile che possa ancora stupire ma Benigni ci riesce sempre passando dalle provocazioni alla sublimazione dell'amore erotico. "Sarebbe bello se ci spogliassimo tutti qui e rimanessimo ignudi e ci mettessimo tutti a fare l'amore. Anche l'orchestra, tutti diretti dal maestro Vessicchio. E vada come vada". Poi legge "Il Cantico dei Cantici", precisando che "la versione che vi leggo non è quella della Bibbia ma quella precedente. Un famoso rabbino disse: 'tutto il mondo e tutta la storia non valgono il giorno in cui il cantico è stato donato all'umanità". Talmente bello "che è diventato sacro" anche se "la sua presenza nella Bibbia è strana: dentro ci sono corpi nudi frementi, erotismo, baci. Cose molto molto forti. Per tenerlo nella Bibbia hanno trovato tante giustificazioni, tipo che l'autore è Salomone, oppure tutte interpretazioni allegoriche, simboliche". 

La gara riparte con i Pinguini Tattici Nucleari che otre ad avere un nome bellissimo portano una bventata di energia sul palco. Bellissima la loro idea di fare un medley di diversi successi sanremesi da "papeveri e Papere" a "Nessuno mi può giocare", da "Gianna a "Sarà perché ti amo" fino a "Rolls Royce". Molto emozionante il duetto tra Simone Cristicchi ed Enrico Nigiotti ma d'altra parte "Ti regalerò una rosa" non è una canzone qualsiai.

Il sexy tango di Georgina

La sensualità torna sul palco con il tango argentino di Georgina sulle note di "Roxanne" dei Police sotto lo sguardo ammirato del suo Ronaldo. Alla fine lei confessa che è la pima volta che balla il tango e che proprio il suo campione l'ha aiutata ad allenarsi. Poi si avvicina alla prima fila dove lui è seduto e  gli dà un bacio  afior di labbra e  gli regala un mazzo di fiori sanremesi. Sta per scoccare la mezzanotte quando arriva Mika, ormai di casa qui in Italia anche se candidamente ammette che "più la conosco e meno la capisco". Il palco con lui si tinge di sonorità gospel con la sua "Dear Jealousy" e poi di emozioni con "Amore che vieni" di Fabrizio De André. Perché comunque l'Italia si fa amare. Toccante la sua interpretazione.

Con Giordana Angi ci si ritrova a Roma a Roma sotto "La nevicata del 56" della grande Mia Martini. Che bei tempi. E è ancora Tiziano Ferro, impegnato in una incredibile polemica social sull'infelice battuta all'indirizzo di Fiorello del giorno prima. Dopo le lacrime di "Almeno tu nell'universo" della prima sera e il duetto con Massimo Ranieri è la volta di una stuggente "In mezzo a questo inverno". Ma più che un inverno la sua semra una primavera. E per la prima volta interpreta "Amici per errore", "In nessun modo vorrei essere altrove". E il pubblico dell'Ariston sembra d'accordo..

Molto applauditi i "ragazzi" de "Le Vibrazioni" e l'amatissimo Peppe Vessicchio: la conduttrice albanese Alketa presenta un tributo ad un'altra celebre albanese, Anna Oxa. Bella la rivisitazione di "Un'emozione da poco". La rivoluzione operata da Celentano con "24 mila baci" viene riportata sul palco da Diodato e una spaziale Nina Zilli. Duetto scatenato.

La grande canzone d'autore riparte dalla "Piazza Grande" di Lucio Dalla. A celebrarla sono Tosca e Silvia Perez Cruz: la loro è una versione commovente ed elegante, impeccabile tecnicamente. Due grandi voci. Rita Pavone invece ha convocato Amedeo Minghi per la sua "1950".

Achille Lauro stupisce ancora nel look. Arriva in versione Bowie-Ziggy Stardust, capelli orange e un'ombretto glitterato blu splamato fino alle sopraciglia. Si fa guardare, anche se battere la tutina biblica era davero impossibile. La canzone scelta è "Gli uomini non cambiano", della grande Mimì. Con lui c'è Annalisa, bravissima. Il duetto funziona. Morgan e Bugo scelgono "Canzone per te". Convincente, davvero brava Irene Grandi in "La musica è finita": la ragazza di Vasco sembra rinata. Con lei c'è Bobo Rondelli. Il rocker Piero Pelù si esibisce in "Cuore matto" di Little Tony e smuove tutta la platea. Travolgente, trascinante. Emozionante anche vedere Paolo Jannacci alle prese con un brano del padre Enzo. con lui c'è Francesco Mandelli  in "Se me lo dicevi prima".

 Elettra Lamborghini e Myss Keta si scoccano pure un bacio lesbo, ma a fior di maschera sulle note, stonate, di "Non succederà più", unica cover tra quelle scelte a non essere mai stata portata in gara a sanremo, ma solo cantata da Claudia Mori. Francesco Gabbani sceglie "L'Italiano" di Toto Cutugno e si presenta in tuta da astronauta proprio nel gioro del ritorno d Luca Parmitano. Il suo inno all'Italia è un tripudio di bandiere e applausi.