Serena Bortone: "Vi racconto la mia "Agorà" imparziale e senza risse"

Videointervista alla giornalista e conduttrice tv in onda tutte le mattine su Rai3: "Questa è la mia casa. Mi vanto di aver fatto la gavetta. Pressione da parte dei politici? È una parola che non conosco"

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Ogni mattina si sciroppa due ore nette di diretta, dalle 8 alle 10, e con quel suo fare spigliato e determinato, che le permette di tenere ben salde le redini di un talk che spazia su tutta l’attualità e che annovera una decina di ospiti a puntata, porta a casa un più che buono 10% di share (decimale in più, decimale in meno) che in quella fascia oraria fa di Rai3 la terza rete più vista, dopo Rai1 e Canale5.

Il picco di share da noi lo fanno gli economisti

Serena Bortone ne è visibilmente soddisfatta anche se giura che l’essere davanti al video anziché dietro, come succedeva quando lavorava sempre a Rai3 come giornalista o autrice, fin dai tempi de “Alla ricerca dell’Arca” di Mino Damato, non l’ha cambiata per niente. Ciò che rivendica della sua “Agorà” è l’imparzialità e l’autorevolezza anche perché, sostiene, “in tv non sempre la rissa paga. Il pubblico di Rai3, e quello della Tv pubblica in generale, vuole soprattutto capire. Ed è molto meno sciocco di come alle volte ci si diverte a rappresentarlo. Da noi, ad esempio, il picco non lo ha fatto una lite furibonda ma il confronto più che civile tra due eminenti economisti, Daniel Gros e Jean Paul Fitoussi, al punto che lo abbiamo rimandato in onda. Ma attenzione, questo non vuol dire che da noi non ci si confronti con una certa passione che, anzi, parlando di politica è quasi salutare. Ciò che evito e non tollero è semplicemente l’offesa sul piano personale: ad "Agorà" ci si confronta sui temi”.

Ecco come riesco a essere imparziale

C’è un’altra rivendicazione che Serena Bortone compie con particolare orgoglio ed è quella dell’imparzialità, tema spinosissimo nei talk politici, specie se di casa Rai. “Condurre un talk è un grande esercizio di democrazia mentale. Perché ti insegna a stare davanti all’altro senza pregiudizi, senza preconcetti e tenendo a mente i fatti. Io cerco sempre di mettermi nei panni dell’altro, anche di chi magari ha idee distanti dalle mie. Il che mi ha fatto scoprire più volte che anche in quelle idee ci può essere un qualcosa di giusto e di vero. Poi la verità non ce l’ha in tasca nessuno. Il mio compito è di stimolare il dubbio in chi ho di fronte e in chi mi guarda da casa”. Di particolari pressioni in questo periodo di nomine da parte del nuovo Governo non vuole nemmeno sentir parlare: “Non sento nessuna pressione. È una parola che non ho mai sentito né mai sentirò”.

La Rai3 in rosa di Stefano Coletta

Qui, nella Rai3 di Stefano Coletta, sempre più rosa con l’arrivo de “Le ragazze” di Gloria Guida e il clamoroso ritorno della “Tv delle ragazze” di Serena Dandini, oltre che con i pilastri Federica Sciarelli, Bianca Berlinguer, Sveva Sagramola, si sente a casa: “Sono cresciuta qui. Proprio insieme con Stefano Coletta facevamo gli inviati di “Mi manda Lubrano”. E mi vanto di aver fatto la gavetta. Proprio ad “Avanzi” sono stata assistente ai programmi, il che mi ha permesso di nutrirmi di una tv artigianale che si basa sul fare più che sul parlare”. In quanto alle donne, rilancia: “Fin da quando facevo l’autrice ho sempre sostenuto che non avere una presenza femminile in un talk fosse un grave errore, soprattutto pensando al pubblico da casa. E infatti nella mia squadra ci sono tante donne”.

Peccato invece che nei cartonati che ogni giorno la accompagnano nella diretta di “Agorà” ci siano solo uomini, a partire da Di Maio e Salvini fino a Juncker e Moscovici. Serena Bortone sfodera il suo innato ottimismo e con un sorriso sentenzia: “È vero, qui sono tutti uomini. Ma in posti di potere ci sono donne come la Merkel e Teresa May. E poi avete visto cosa sta succedendo negli Stati Uniti? La riscossa ancora una volta è donna”.