[L'intervista] Renzo Arbore: "Io, Gianni Boncompagni. Vi svelo quale era il nostro progetto"

"Sarà uno show allegro. Riserverà sorprese a cominciare da una trovata ci sarà in apertura": "No, non è la Bbc", in onda il 26 settembre su Rai2 è uno show pieno di risate, scherzie tanti amici, a cominciare da raffaella Carrà, per ricordare "il mio amico di sempre, complice di mille malefatte"

Dovrebbero venderlo in farmacia. O, meglio, in erboristeria come efficacissimo antidepressivo naturale, visto che in lui di chimico e artificioso non c’è proprio niente. Renzo Arbore a 82 anni continua a guardare il mondo con immutata curiosità e senso di leggerezza e a spargere a piene mani talento e disponibilità rare. Un gentiluomo d’altri tempi, consapevole di aver fatto la storia della radio e della televisione ma lontano anni luce dalla retorica autocelebrativa e da quella prosopopea che tanti, tantissimi infinitamente più piccoli di lui si portano invece a spasso. Quasi un format vivente, un artista a sé, capace con la sua presenza di cambiare il tono, il mood si direbbe oggi, di qualsiasi contenitore lo ospiti, realeo mediatico che sia. E così perfino una semplice conferenza stampa si trasforma in uno show che si vorrebbe non finisse mai.

Amici per la pelle e complici di malefatte

L’occasione in questo caso è puramente celebrativa visto che Arbore presenta “No, non è la Bbc”, una serata-evento, in onda giovedì 26 settembre su Rai2 alle 21,00 dedicata al suo amico di sempre, complice di mille malefatte davanti e dietro lo schermo e i microfoni, Gianni Boncompagni. Ma anche in questo caso il tono e l’intento non hanno niente di retorico e di agiografico. Arbore come sempre si vuole divertire e vuole far ridere: “Sarà uno show allegro. Riserverà sorprese a cominciare da una trovata ci sarà in apertura. Per realizzarlo ci siamo chiesti come Gianni avrebbe amato essere ricordato. E così lo abbiamo fatto alla maniera sua... e un po' alla maniera mia”, racconta Arbore.

Renzo Arbore durante la video-intervista concessa a Tiscali.it

Quando ci cacciarono dalla Tv non ci preocupammo più di tanto

Con Boncompagni ha condiviso oltre 20 anni di percorso artistico, dal rivoluzionario “Bandiera Gialla” (in onda dal 1965 al 1970) al cult “Alto Gradimento” (in onda dal 1970 fino a oltre gli anni 80), zeppo di trovate e personaggi, interpretati anche da quell’altro grande mai celebrato abbastanza che è Mario Marenco. Il foggiano Renzo e l’aretino Gianni fecero anche tante altre incursioni insieme. Arbore ne ricorda una che costò a entrambi ben 5 anni di esilio dalla televisione: “Eravamo inviati di “Canzonissima” e facemmo uno sketch sul celebre uccellaccio Scarpantibus, che allora era uno dei nostri tormentoni e che nessuno aveva mai visto ovviamente. Portammo in scena una cassapanca dalla quale uscì un po’ troppa carta igienica e a Rai1 non gradirono affatto. Ma non ce la prendemmo più di tanto, devo ammetterlo. Continuammo a divertirci in radio”.

Raffaella Carrà e Gianni Boncompagni. La loro è una lunga storia d'amore, di amicizia e di lavoro.

Il gusto per il non sense, l’amore per la musica, la passione per gli scherzi (Arbore ne racconta alcuni davvero esilaranti) hanno unito per tutta la vita questi due fuoriclasse: “Avevamo anche un progetto insieme ma non siamo riusciti a realizzarlo”, racconta nella videointervista concessa a Tiscali.it . “Si trattava di un format molto semplice. Noi due seduti sul divano a chiacchierare. Sarebbe stato fantastico”.

La storia della radiuo italiana: da sinistra, Mario Marenco, Gianni Boncompagni, Giorgio Bracardi e Renzo Arbore.

Quel primo incontro romantico con Raffaella Carrà

Nello show, firmato anche da Barbara Boncompagni (una delle tre figlie di Gianni, Gianni), Ugo Porcelli, Giorgio Verdelli e Luca Nannini , ci saranno tante persone legate artisticamente e non solo a Boncompagni, da Ambra Angiolini a Claudia Gerini, da Fabio Fazio a Piero Chiambretti, da sabrina Impacciatore a Giancarlo magalli.  Oltre naturalmente a Raffaella Carrà, unita prima da un grande amore e poi da un’amicizia ferrea a Boncompagni. “Facciamo vedere il loro primo incontro. Avvenne all’alba nella sclalinata deserta di Piazza di Spagna. Gianni era un po’ scocciato di dover incontrare questa Raffaella Carrà. Io gli dissi di andare. E in effetti”, aggiunge con quel suo sorriso sornione, “Non sai mai cosa ti riserva il destino”.

Ma non finisce qui. Arbore tornerà su Rai2 a dicembre per due serate dedicate a Renato Carosone, e poi ci sono altre idee, "nel segno della tv che piace a me, quella soft. Le risse e le volgarità di oggi non mi appartengono".