Morto Raffaele Pisu: il successo col pupazzo Provolino, i 15 mesi di prigionia nella Germania nazista

Se ne va un volto del teatro, della tv e del cinema ma anche e soprattutto una voce, prima in radio e poi da ventriloquo di Provolino che alla fine degli anni Sessanta ha fatto impazzire tutti i bambini italiani

di Cinzia Marongiu   -

Se ne va un volto del teatro, della tv e del cinema ma anche e soprattutto una voce, prima in radio e poi da ventriloquo del pupazzo Provolino che alla fine degli anni Sessanta ha fatto impazzire tutti i bambini italiani. Raffaele Pisu è morto questa notte all’età di 94 anni: da tempo era ricoverato nell'hospice di Castel San Pietro Terme (in provincia di Bologna) per una malattia.

L'esordio in radio, il successo travolgente in tv

Nato a Bologna il 24 maggio 1925, Raffaele Pisu iniziò molto presto a lavorare in radio. Il suo esordio avviene ai microfoni di Radio Bologna. La sua comicità sorniona, elegante e ironica gli fece guadagnare immediata popolarità ma il grande successo arrivò grazie alla tv e all’Amico del giaguaro, dove compariva insieme a Gino Bramieri e Marisa Del Frate. Nel piccolo schermo fu protagonista di commedie brillanti, riviste teatrali (“Sembra facile”, “Italiani si nasce”), teleromanzi-musicali e diversi varietà (“Senza rete”, “Come quando fuori piove”) dove mostrava il suo talento di caricaturista. Ma il grande successo arriva nel 1968 grazie a un pupazzo.

Il ritorno dietro il bancone di "Striscia la notizia"

Il suo Provolino, lanciato in “Ma che domenica amici” divenne addirittura protagonista di album a fumetti e di dischi. Nel 1971 accanto a Minnie Minoprio presentò “The Pupil”, antesignano, comico, dei corsi di inglese. L’attività radiofonica proseguì anche nei lunghi periodi di silenzio televisivo. Il ritorno nel piccolo schermo arrivò nel 1989 dietro il bancone di “Striscia la notizia”, accanto a Ezio Greggio. Tra le sue apparizioni più recenti, ci sono alcune fiction televisive come “Non ho l'età” (2001), “Una vita in regalo” (2003), “Ma chi l'avrebbe mai detto” (2007) e “Don Matteo 6” (2008).

Per 15 mesi internato in un campo di prigionia in Germania

Da segnalare anche la partecipazione a diversi film, come “Il trasformista”, “Le conseguenze dell'amore” e “Non c'è più niente da fare”. Nel 2007 tornò anche a teatro con “Delitto perfetto” di Frederick Knott per la regia di Geppy Gleijeses e successivamente nel 2011 con la commedia “Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa” per la regia di Gianluca Guidi. Uno degli avvenimenti che segnò per sempre la sua vita però risale agli anni della Seconda Guerra Mondiale, nei quali scelse di diventare un partigiano. Nel 1943 fu arrestato dai tedeschi e internato in un campo di concentramento in Germania per 15 mesi.

Il commovente messaggio del figlio

"Grazie per avermi reso per sempre quel bambino con un sacco di avventure stupende da raccontare vissute insieme al suo papà. Quella felicità però me la ricordo ancora troppo bene e muoio dalla paura di non ritrovarla mai più. Ciao papà che il viaggio ti sia lieve". Con queste parole Antonio Pisu, regista e figlio di Raffaele, ha annunciato la morte del padre. Lo ha fatto postando sui social una foto di lui bambino insieme al padre e alla madre. "Eravamo proprio belli tutti e tre insieme. Abbiamo riso, sperato, sperperato e goduto. Insieme. Sempre".