Max Giusti torna in Rai e fa il botto: "Ho dovuto nascondere una parte di me. Affari tuoi? Pronto a rifarlo ma..."

Con la sua guida "Boss in incognito" ha battuto perfino Rai1. E lui confessa: "A volte il talento può essere un boomerang

Sa recitare e lo fa in teatro, in tv e nel cinema. Ma sa anche condurre in tv e alla radio, doppiare, imitare, oltre a scrivere commedie teatrali. Insomma, un one man show ambulante. Ma Max Giusti sa anche che avere tanti talenti e metterli tutti a frutto in un Paese come l’Italia può esere disorientante per i dirigenti dei network che faticano a incasellarti e per non sbagliarsi magari finiscono per metterti in disparte. “Il fatto è che io non sono il numero uno in nessun campo ma so fare bene molte cose. E questo, anziché un vantaggio, a volte può essere un boomerang”.

Ora, però, Max Giusti ha deciso di puntare soprattutto sulla conduzione televisiva. Quella però di un programma che sembra ideato apposta per lui perché capace di mettere insieme la conduzione, con l’imitazione e la recitazione. Stiamo parlando di “Boss in incognito”, appena partito su Rai2 col botto: 2.188 mila spettatori e il 10, 64 di share. Non capita spesso infatti che le prime serate della seconda rete viaggino a doppio numero di share. E capita ancora meno che quel numero sia superiore a quello totalizzato su Rai1. Non solo. Si tratta del risultato migliore di sempre, il più alto di tutte e sei le edizioni del programma. Merito di un format capace di raccontare il mondo del lavoro e soprattutto la vita dei lavoratori attraverso uno sguardo inedito, svelandone sogni e drammi, orgoglio e insicurezze, aspettative e sfide. Ma merito anche di Max Giusti che per la prima volta nella storia del programma è un conduttore sui generis capace anche lui, oltre al boss delle aziende che si raccontano di volta in volta, di trasformarsi e di entrare in incognito: “Ovviamente nessuno mi ha scoperto”, ci anticipa ridendo.

Già perché quella che lui chiama “l’anima cazzara”, in romanesco, è sempre viva e vegeta. E infatti Max non esclude di fare qualche capatina a “Quelli che il calcio” sotto mentite spoglie, “gusto per salutare Ubaldo Pantani e gli altri amici”. In questa videointervista concessa a Tiscali.it racconta dell’amarezza di quando, nel 2015, fu costretto a lasciare “Affari tuoi” ma si dichiara anche pronto a riprendere in mano quel programma “capace di regalare sogni”. Anche se poi ammette: “Di certo questo non è il momento storico adatto perché la Rai non potrebbe più dare dei montepremi da 500 mila o da un milione di euro”.