Luca Zingaretti: "Ecco come mia figlia Emma ha cambiato me e Montalbano"

Intervista esclusiva con l'attore che da anni interpreta con successo il celebre commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri

di Cinzia Marongiu

"Il segreto risiede in un signore che si chiama Camilleri, che ha un mondo interiore fanciullesco e che ha vissuto in una Sicilia con suggestioni arcaiche e moderne allo stesso tempo. Questo signore ha creato un personaggio estremamente seducente perché è il baricentro della propria esistenza. Lui è uno che si guarda allo specchio e si chiede di cosa abbia bisogno per essere felice: un po’ di soldi per vivere, una casa che gli permetta di andare a nuotare, una persona a cui voler bene ma non troppo da vicino. Tutto questo sulle nostre esistenze ha un effetto deflagrante perché Montalbano è uno che non ha il prezzo attaccato addosso. E chi di noi è così? Oggi chiunque ha un prezzo. Salvo invece ha la propria identità e questo esercita un’attrazione fatale nei suoi confronti. Noi uomini vorremo assomigliargli e le donne vorrebbero vicino un uomo come lui". Luca Zingaretti con quei suoi occhi verdi che luccicano spiega così la strana alchimia che sta dietro un successo che non conosce rughe, quello del commissario capace di paralizzare l’Italia ogni volta che torna in tv (gli ultimi quattro film hanno avuto una media di oltre 10 milioni di spettatori e una share media del 36%, roba che neanche la finale dei Mondiali di calcio). Cosa che si accinge a fare due volte, il 29 febbraio e il 7 marzo con due assolute prime tv e cioè “Una faccenda delicata” e "La piramide di fango".

Più che una fiction è un mondo - Poi naturalmente bisogna essere consapevoli che "Il commissario Montalbano" più che una fiction di altissima qualità firmata dalla regia raffinata di Alberto Sironi e dalla produzione attenta fino a essere affettuosa di Carlo Degli Esposti, è un mondo, anzi un universo popolato di personaggi delineati nei minimi dettagli interpretati da signori attori. Ecco lo sciupafemmine Mimì Augello- Cesare Bocci; Fazio-Peppino Mazzotta così preciso da anticipare le domande nel dare le risposte; l’agente Catarella-Angelo Russo, variabile comica della fiction con la sua parlata impareggiabile: "Stamattina tilifonò gente che addimandava di lei pirsonalmente di pirsona", ed ecco Livia, l’eterna fidanzata di Montalbano, che stavolta ha preso le sembianze di Sonia Bergamasco. "E poi c’è il paesaggio che nei libri di Camilleri non c’era. Quello lo abbiamo messo noi", rivendica il regista Sironi. “Un paesaggio straordinario che ha dentro di sé la Sicilia antica con personaggi contemporanei. Salvo ha un’auto che non si usa da 30 anni. La nostra è una Sicilia finta, popolata di piazze senza nemmeno una macchina e i personaggi recitano come nella commedia dell’arte".

Il libro - Il ritorno di Montalbano in tv dà anche l’occasione per parlare dell’ormai mitico ultimo libro che Camilleri ha scritto anni fa e che giace nella cassaforte della casa editrice Sellerio Editore: "Siamo tra i pochissimi che conoscono il titolo e la trama di quel romanzo ma Andrea Camilleri ci ha chiesto di mantenere il segreto più assoluto", raccontano Sironi e Degli Esposti. "E chissà, magari sarà proprio con quel romanzo che Montalbano potrebbe fare un salto al cinema".

di Cinzia Marongiu