La verità paga anche quando è scomoda: i casi di Caterina Balivo, Chiara Ferragni e Selvaggia Lucarelli

La famiglia perfetta non esiste, scandisce Caterina Balivo con gli occhi lucidi mentre si mette a nudo in tv davanti a Silvia Toffanin. La stessa frase che ci suggerisce l’influencer regina: Chiara Ferragni nella serie tv che si incarica di svelare la (piccola) parte nascosta della famiglia messa su con Fedez non esita a mostrarsi in crisi e in lacrime, decisa ad affrontare gli inevitabili problemi di coppia con l’aiuto della psicoterapia, coinvolgendo anche il marito. E che la perfezione nella coppia non esista ce lo sta raccontando da mesi anche Selvaggia Lucarelli con quel colpo al cuore che è il suo podcast “Proprio a me”, dove il titolo rafforza la contraddizione solo apparente che una donna forte e di successo come viene percepita dai più la giornalista e scrittrice, in realtà sia anche la stessa donna che per quattro anni si è ritrovata vittima di una dipendenza affettiva, “drogata” e “tossicodipendente” invischiata in un amore infelice dove lui era un narcisista manipolatore e lei una persona ormai in preda all’insicurezza più devastante, incapace di portare avanti il lavoro e di crescere un bambino piccolo presa come era dal solo scopo di compiacerlo. Tre storie diversissime che però in comune hanno la sincerità nel raccontarsi, andando oltre l’immagine patinata dei rotocalchi o quella altrettanto fasulla che spesso forniscono tv e social. Quei meta-luoghi dove tutti cerchiamo di fare bella figura, di sembrare sempre sorridenti e vincenti e di mostrare la parte migliore di noi.

E invece capita che a volte irrompa la realtà con il suo flusso contradditorio e incessante di problemi. Anzi, a scoperchiare il pozzo dei voltafaccia del destino a volte succede che siano le stesse protagoniste di quelle vite all’apparenza perfette e luccicanti. E, sorpresa, questi slanci di verità, questi tuffi nella sincerità sono quelli che decretano il vero successo. Che non vive soltanto sul meccanismo formato da chi si esibisce e chi applaude o tra chi appare e chi guarda. No, il vero successo è stabilito da una parolina che suona quasi magica, quell’empatia che si riesce a suscitare negli altri e che fa sì che gli spettatori-follower, anziché nutrire le fila di una massa indistinta di estasiati (ma spesso anche indispettiti), si riconoscano e ricerchino invece il contatto, lo scambio, la confidenza. Così non c’è da stupirsi se il podcast di Selvaggia Lucarelli così come il libro “Crepacuore” che racconta quella stessa discesa agli inferi della dipendenza affettiva siano ai vertici delle classifiche sulle piattaforme di streaming o nelle librerie. Come non deve meravigliare che Chiara Ferragni continui imperterrita a accumulare milionate di seguaci su Instagram mostrando, ad esempio, che il primogenito, proprio come tanti nostri figli, possa soffrire di un po’ di gelosia nei confronti della sorellina.

E che dire di Caterina Balivo che in un solo colpo ha confessato il dolore per un aborto e soprattutto per non essersi data nemmeno il tempo di ammettere a se stessa quella sofferenza? L’abbiamo vista impeccabile negli studi televisivi di Rai1 mentre nel cuore aveva la morte. E poco dopo, l’abbiamo vista sbugiardare uno di quei servizi patinati nei quali era ritratta insieme con il marito Guido Maria Brera, manager e scrittore bestseller, e con loro bimbi. L’immagine stessa della felicità che però a volte può incrinarsi: “Non esiste la famiglia perfetta, nemmeno la mia lo è. Ci sono sacrifici, litigi, crisi, voglia di lottare per stare insieme, ma ci sono anche giorni in cui dico: ‘Preferisco stare sola’”.

Un’ammissione subito seguita da quello che potrebbe diventare un nuovo manifesto della comunicazione nell’entertainment: “Noi conduttrici, attrici e donne conosciute abbiamo un compito fondamentale oggi: dobbiamo parlare, raccontare come stanno le cose perché è inutile che pubblico la foto perfetta e in quel momento invece sto vivendo una crisi di coppia. Secondo me è un errore che fai nei confronti di te stessa e delle persone che ti seguono. O scegli di non raccontare o dici la verità”. Che, come insegna la saggezza popolare, paga sempre.