Insinna e la diversità: "La lezione di mio padre che mi ha segnato la vita"

di Cinzia Marongiu

Incasellare Flavio Insinna nel conduttore (per quanto, davvero bravo) dei pacchi di “Affari tuoi” equivale a fare un torto a un grande attore ma anche a una delle poche voci del mondo televisivo capace di raccontarsi attraverso libri e romanzi che ne svelano la profondità e di portare avanti battaglie sociali in nome della sensibilità e dell’amore verso gli altri e non del mero interesse personale.

Così, anche un film, può diventare un’occasione per guardarsi dentro e per mettere davanti a uno specchio un Paese che non trova più il tempo di fermarsi e di aspettare chi rimane indietro. “La classe degli asini”, questo il titolo del film che Raiuno manderà in onda lunedì 14 novembre si occupa della grande battaglia civile che negli anni Settanta portò alla fine delle classi-ghetto, quelle in cui venivano confinati bambini con problemi fisici o mentali. Insinna nella video intervista esclusiva concessa a Tiscali.it ne parla con un trasporto fuori dal comune. E, parlando del padre scomparso qualche anno fa, si capisce anche il perché.

"La classe degli asini", diretto da Andrea Porporati racconta la storia vera di Mirella Casale, insegnante e madre di una bambina che in conseguenza di una malattia contratta pochi mesi dopo la nascita, rimase gravemente handicapata. A interpretarla un'alra beniamina del pubblico italiano, Vanessa Incontrada (qui Vanessa ne parla con commozione). "Più che un film è stata un'esperienza di vita", racconta Flavio Insinna che confessa: "Un amico mi ha fatto leggere il copione e a rrivato a metà sono scoppiato a piangere. Ecco perché per la prima volta in vita mia mi sono imbucato. Ovvero, mi sono proposto io al regista e alla produzione. E per fortuna, mi hanno preso". Un consiglio: lunedì 14 novembre sintonizzatevi su Raiuno. Ne vale la pena. 

di Cinzia Marongiu