Fiorello si taglia i baffi pur di non somigliare a D'Alema. L'exploit della veterana Orietta Berti

Fiore e l'affondo su Zingaretti: mi ero limitato a fare due battutine... E tu Nicola che fai? Ti dimetti? Si può essere così suscettibili per due battutine?"

Il Festival a ostacoli, che si è già messo alle spalle il supposto plagio dei Maneskin (non c'è) e il ritiro di Irama (è in gara, ma dalla stanza in hotel dove fa la quarantena), ricomincia dalla grande musica d'autore, da Luigi Tenco a Lucio Battisti, da Lucio Dalla a Sergio Endrigo e a Paolo Conte. E sarà che le canzoni sono tutte molto belle e conosciute, sarà che spesso gli ospiti dei cantanti apportano peso specifico (vedi Samuele Bersani), anche stavolta si conferma la serata più piacevole e scorrevole, nonostante si chiuda alle due del mattino e nonostante diversi cantanti stecchino clamorosamente (vedi Bugo). Primo in classifica risulta Ermal Meta con la stupenda "Caruso" e seconda a sorpresa è la veterana Orietta Berti, che grazie a questo voto rientra nella top ten generale. Ecco la classifica complessiva alla fine della terza serata: 1 Ermal Meta 2 Annalisa 3 Willie Peyote 4 Arisa 5 Irama 6 Lo Stato Sociale 7 Malika Ayane 8 Extraliscio fet Davide Toffolo 9 Orietta Berti 10 Maneskin.  La primadonna della serata è la stupenda top model Vittoria Ceretti: spigliata ma non incide anche perché francamente di spazio ne ha ben poco. 

Lo show è assicurato da Fiorello e dalle sue continue trovate. Canta, balla, salta, inventa, presenta, scherza, telefona. Oggi si fa tagliare pure i baffi sul palco in diretta tv dall'amico Amadeus. Tutto pur di non somigliare a D'Alema, come qualcuno gli ha fatto osservare."D'Alema ciao, ora assomiglio di nuovo a George Clooney", commenta soddisfatto.

Fiorello non si lascia nemmeno sfuggire la clamorosa notizia del giorno e cioè le dimissioni di Nicola Zingaretti da segretario del Pd. "Sono affranto, tu non lo sai Ama, perché non leggi, non vai sui siti: mi ero limitato a fare due battutine su Zingaretti... E tu Nicola che fai? Ti dimetti? Si può essere così suscettibili per due battutine? Ha detto 'mi dimetto, mi vergogno, qui si parla solo di poltrone'. Ma che altro posso fare io? Adesso mi sento in colpa per gli amici del Pd. Vi abbraccerei tutti. Secondo me succederà questo. Il ministro della cultura Franceschini diventa segretario del Pd e Zingaretti cosa fa? io gli posso dare un consiglio: o il sindaco di Roma o fa l'opinionista dalla D'Urso. Non è satira politica. È realtà". "Ma tu come fai a sapere le cose? Sono previsioni o certezze?", chiede Ama. E Fiorello: " Le voci girano qui a Sanremo. Franceschini è già al Nazareno. Scusami Zingaretti per le battute,  non erano gravi". E poi dopo aver ascotato un saluto di Vasco Rossi e interpretato pezzi di canzoni di Morandi e Ranieri, "altri due ospiti che sarebbero dovuti vene", se ne va confidando mesto: Mi hanno detto che somiglio a D'Alema. Io? A d'Alema? con tutto il rispetto, eh".

L'inizio del Festival però era arrivato sulle note di 4 marzo 1943, capolavoro di Lucio Dalla che oggi avrebe compiutoo gli anni. A omaggiarlo arrivano Giuliano SanGiorgi e i Negramaro: l'esecuzione è da brivisi. Come quella di "Meraviglioso", stupenda rilettura di Modugno con il sostegno di una grande orchestra.

Zlatan Ibrahimovic entra in scena solo alle 23 passate. Sembra una gag ma in realtà il campione del Milan è stato bloccato da un incidente in autostrada da Milano ed è arrivato a Sanremo in modo rocambolesco. "Dopo tre ore fermi in macchina, ho chiesto all'autista di farmi scendere. Ho fermato un motociclista e gli ho chiesto di portarmi a Sanremo .Meno male era un milanista". Ride l'orchersa, anhe oggi unico pubblico ammesso all'Ariston.

Ibra è davvero simpatico e alla mano, ed iniste che abbia fatto tutto ciò  "per salvare mio festival non tuo", come ribadisce rivolgendosi ad Amadeus, prima di ammonirlo sulla quarta regola: "Dovevate venire tutti da me ieri perché se Zlatan non va a Festival, Festival va a Zlatan". Spassoso anche quando racconta dove avrebbe messo i protagonisti del Festival: "Orchestra in corridoio, artisti in sala, tu in cucina che prepari caffè. E Achille Lauro in garage che controlla le macchine, così ladri non entrano e non rubano perché hanno paura".

Poi Ibra accoglie sul palco Sinisa Mihajlovic. I due sono grandi amici anche se quando giocavano uno nell'Inter e l'alro nella Juve tra i due ci fu pure una testata. Il fuoriclasse del Milan e l'allenatore del Bologna raccontano le rivalità, le invidie reciproche e la battaglia di Mihajlovic contro la leucemia. Finisce con un bellissimo quartetto che Fiorello ribatezza subito gli "Abbadeus" sulle note di 'Io vagabondo' dei Nomadi.

Tantissimi gli ospiti, gli appelli e i messaggi. Tra i tanti, quello per il rispetto delle esigenze dei disabili: "E' troppo facile pensare che è colpa delle istituzioni, siamo tutti responsabili", ammonisce Amadeus. Ma c'è anche  Antonella Ferrari, attrice con la sclerosi multipla, che porta un monologo tratto dal suo spettacolo e permette ad Amadeus di fare l'ennesimo appello  di solidarietà al mondo del teatro. Peccato che il mondo del teatro non sia stato altrettanto generoso con il Festival, invocandone il boicotaggio quando si ipotizzava di portare all'Ariston trecento medici già vaccinati. "L'Ariston è rimasto chiuso. Ma questo non è servito a far riaprire i teatri".