[L'intervista] Flavio Insinna, la serenità dopo la tempesta: "Così mi sono ritrovato"

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Il volto è sereno, sorridente ma l’atteggiamento è cauto. Di chi, nella vita e nel lavoro, ha imparato a sue spese a entrare in punta di piedi e magari a stare un passo indietro nonostante il suo lavoro gli imponga di “metterci la faccia”. Flavio Insinna “il suo faccione popolare”, come lo chiama lui, ha continuato a mettercelo ed è pure stato capace di rilanciare. Il compito che gli ha affidato la Rai, sostituire Fabrizio Frizzi a “L’eredità”, non era dei più semplici. E non soltanto per ciò che Frizzi ha lasciato nei cuori di milioni di italiani ma anche e soprattutto per ciò che l’ex conduttore di “Affari tuoi” aveva sulle spalle: mesi di polemiche per una campagna a tratti violentissima orchestrata da “Striscia la Notizia” ai suoi danni con i famosi video fuori onda. Insinna, che in più occasioni ha ammesso i suoi errori, da tempo però vuole guardare avanti e non farsi trascinare più in sterili polemiche. Forte dei risultati eccellenti che sta avendo da settembre su Rai1 (venerdì 23 novembre la prima parte de l’Eredità è andata oltre il 20% di share e la seconda addirittura oltre il 24%, battendo nettamente la concorrenza) ma allo stesso tempo umile nel ringraziare chi quei risultati gli permette ogni giorno di ottenerli (“non si vince da soli, ma in squadra”), è alla sede romana dell’Unicef dove viene presentata la terza edizione di “Prodigi – La musica è vita”, prima serata in inda su Rai1 venerdì 30 novembre dedicata al talento e alla solidarietà. (i telespettatori potranno sostenere l’Unicef donando 2 euro al 45525 con sms e donando 5 o 10 euro con chiamata dal numero fisso)

Sono una ragazzo fortunato

A condurre la serata ci sarà per la seconda volta proprio lui, che come sottolinea Fabrizio Ferragni, direttore relazioni istituzionali Unicef, è "il numero uno nella raccolta fondi". Insinna ne parla con grandissimo trasporto: "Sono stato un ragazzo fortunato, parafrasando la canzone di Jovanotti. Ho avuto troppa fortuna nella vita. Il pane che metti via, appartiene all'affamato. Voglio condividere, perché nella vita ho avuto una valanga di amore, consensi e guadagni. Kant parlava di legge morale, il minimo che posso fare è quella dentro di me". E poi al microfono di Tiscali.it si ferma a raccontare quali siano le urgenze nel campo della solidarietà ma anche a commentare questo suo periodo, il primo di una seconda vita professionale, nel quale è riuscito a ritrovare quel pubblico e quell’affetto quotidiano ce sono sempre stati la sua forza e la molla al suo irrefrenabile entusiasmo. “Secondo me la cosa più urgente è che si venga allo scoperto per combattere l’indifferenza che è una malattia insieme alle malattie vere. Noi che facciamo beneficenza e aiutiamo gli altri siamo di più ma facciamo meno rumore. Non si chiedono cose straordinarie ma se si fa un pezzettino per uno, le famose gocce che poi fanno il mare, si riesce a compiere la vera rivoluzione. E io che nel mio piccolo sono fortunatissimo voglio e devo impegnarmi in questo. D’altra parte è ciò che mi ha insegnato la mia famiglia e in particolare mio padre. Mi ha sempre detto di girarmi indietro per vedere se c’è qualcuno che zoppica. E se tu non fai qualcosa non stai vivendo da persona per bene. In tanti dicono e ripetono che i bambini sono il nostro futuro ma, se il bambino non mangia oggi, non c’è futuro e non c’è vita”.

I complimenti a Gerry Scotti

In quanto ai risultati che sta ottenendo, anziché autoincensarsi Insinna fa i complimenti al dirimpettaio di palinsesto, lo “zio Gerry Scotti, un vero fuoriclasse, un grandissimo, una persona che mi ha sempre voluto bene e al quale voglio bene”. Il suo pensiero poi corre a Fabrizio Frizzi e a Carlo Conti, “due giganti che abitano nel cuore degli italiani” e alla squadra “magnifica con la quale lavoro”. Ringrazia i vertici passati e presenti della Rai che gli hanno dato fiducia e ci confida un segreto. “Sapete qual è la prima cosa che faccio la mattina?”. Sentite nella videointervista che cosa ci svela.