Fiorello, è subito boom di ascolti per "Viva RaiPlay". La battuta su Renzi, la benedizione della Carrà e di Baudo

Lo showman ha chiamato a raccolta i suoi numi tutelari e tantissimi colleghi e amici per il debutto del mini-varietà su Rai1 che dalla prossima settimana andrà in streaming. Tra gli ospiti, Mengoni, Giorgia, Calcutta, Amadeus

Fiorello in un fotogramma della prima puntata di 'Viva RaiPlay', in onda alle 20,30 su Rai1.
Fiorello in un fotogramma della prima puntata di "Viva RaiPlay", in onda alle 20,30 su Rai1.
di Cinzia Marongiu   -   Facebook: Cinzia Marongiu su Fb

Ad accompagnarlo in macchina Raffaella Carrà e a benedirlo niente meno che sua Pippità in persona, appositamente seduto sul trono di “monarca della Rai”. Fiorello ha chiamato a raccolta i suoi “numi tutelari” per il debutto di “Viva RaiPlay” e ha fatto subito centro portando a casa un risultato davvero importante in questi tempi di spezzettamento di canali e frattaglie di ascolti: a seguire il suo mini varietà sono stati oltre sei milioni e mezzo di spettatori, pari al 25,1% di share. Un successo.

Non solo. “L’effetto Fiorello” si è esteso anche ai “Soliti ignoti” del suo amico Amadeus che prima è andato a trovare Fiore nel suo nuovo quartier generale di via Asiago e poi lo ha ospitato al vicino Teatro delle Vittorie da dove va in onda il quiz show e dove Fiorello si è divertito a spezzare i riti consolidati dall’appuntamento quotidiano: “I soliti ignoti” è salito fino a oltre sei milioni e 200 mila spettatori, pari al 23,8% di share, mentre ” Striscia la notizia” si è fermata a 4 milioni e 400 mila con il 16,7% di share.

Pippo Baudo mentre "benedice" Rosario Fiorello.

Lo so, sono il Matteo Renzi della Rai

D’altra parte che sia in versione lunga o in versione short, come accadrà tutti i giorni di questa settimana, Fiorello ha fatto ciò che sa fare da indiscusso numero1, ovvero lo showman. Eccolo scombinare i clichet delle ospitate, mischiando Mengoni a Calcutta, la Carrà ad Achille Lauro ("Giochiamo insieme a burraco") e chiamando l’amica Giorgia a fare la conduttrice. Eccolo dare spazio alle geniali coreografie degli Urban Theory (“non sporcano, non prendono spazio e non hanno bisogno nemmeno del coreografo”, aveva scherzato alla presentazione). Eccolo satireggiare prendendo in giro “la critica” e auto-confenzionandosi una recensione cattivissima dal titolo “Fiorello, tutto qua?”. Non senza aver definito il suo show da 15 minuti appena ”una intramuscolo televisiva” ed essersi divertito a prendere per i fondelli i suoi annunciati propositi di ritiro dalle scene, “lo so, sono il Matteo Renzi della Rai”. Eccolo cantare, ma in autotune, “Rose rosse”, dopo il diktat del direttore- ragazzino di “Raiplay”, giusto per ricordare che oggi a comandare sono i “ggiovani”.

Raffaella Carrà e Achille Lauro di fronte alla sede di Radio Rai in via Asiago.

D’altra parte la “mission” dichiarata del suo “Viva RaiPlay” è quella di traghettare il sonnolento e anzianotto pubblico della tv generalista e in particolare quello dell’ammiraglia Rai verso la nuova piattaforma on demand della Tv di Stato. Da mercoledì prossimo infatti il suo programma, nella versione estesa di 50 minuti, potrà essere visto solo su Raiplay e quindi sarà necessario scaricare la app gratuita nuova di zecca sullo smartphone oppure andare sul sito www.raiplay.it e registrarsi gratuitamente in modo da vederlo sul computer o sulla smart Tv. È ancora presto per dire quanto l’impresa riuscirà. Ma di sicuro la Rai ha scelto il testimonial migliore che c’è.