Fiorello, Venezia e l'invettiva contro il Mose: "7 miliardi buttati via". Poi sbeffeggia Netflix e Sky

Nella prima vera puntata di "Viva RaiPlay!" oltre a diffondere sorrisi e buonumore lo showman ha parlato dell'eterna incompiuta veneziana, "un'opera che non serve a una cippa". Poi scherza sui rivali di RaiPlay esciorina la nuova terminologia da tv digitale, al posto dei telespettatori ci sono i piattaformisti

Prima puntata “vera” di “Viva RaiPlay!”. Si ride, si canta, si scherza. Poi a un tratto il volto di Fiorello si fa più serio. Poche parole che suonano come un’invettiva mentre gli occhi di tutti noi sono ancora pieni dell’acqua alta in cui affoga Venezia e annegano i buoni propositi di salvare la capitale della bellezza nel mondo. “Consentitemi di dire viva Venezia. Perché a Venezia si stanno passando delle giornate veramente brutte. Qui mi viene da pensare a quei famosi 7 miliardi spesi così, buttati via per un'opera che non serve a una cippa. A niente. Messa lì ad arrugginirsi”. Nel mirino dello showman c’è lo scandalo del Mose, eterna incompiuta italiana di cui si parla dagli anni Ottanta e che se va bene vedremo in funzione tra due anni”. Fiorello continua: “Io vado spesso a Venezia. Ho dei parenti lì. E vedo quella cosa messa lì che si sta arrugginendo. Pensiamoci, pensateci. Vedere le gondole accatastate fa male, fa veramente male. Viva Venezia, comunque”.

Ad applaudirlo ci sono la moglie Susanna e la mamma Sara

Una parentesi che a Fiorello serve anche a smentire, alla sua maniera, certa critica che da anni lo definisce un “qualunquista che fa satira superficiale”. E a prendersi la sua sacrosanta rivincita. Ad applaudirlo nello studio B della storica sede Rai di via Asiago a Roma c’è la moglie Susanna, la mamma Sara, l’amico fraterno Gabriele Muccino ma anche l’ad della Rai Fabrizio Salini di cui Fiorello ha preso in giro la pelata: “Prima di RaiPlay aveva i capelli rasta. Poi le preoccupazioni…”.

La gara di ansia con Amadeus

Sull’ansia da prestazione ha scherzato anche con Amadeus a inizio puntata: i due si sono presentati su un’Ape e facevano a gara ad esprimere le proprie preoccupazioni. Amadeus: “Io devo fare Sanremo, ho l’ansia”. Fiorello: “Ma io battezzo la piattaforma, ho più ansia di te”. Tra gli ospiti, tre cari amici dello showman, Biagio Antonacci, Paola Cortellesi e Nicola Savino.

Gli spettatori? Ora si chiamano piattaformisti

Per il resto si va sul velluto con Fiorello che si prende la scena e sciorina la nuova terminologia da “tv digitale”. “Cari amici piattaformisti”, dice rivolto agli spettatori che lo guardano da computer, tablet e cellulari per il primo programma live che va su una piattaforma digitale. “Dopo i terrapiattisti ci siete voi piattaformisti”. E poi scherza alla sua maniera sulle altre piattaforme digitali, i veri rivali di Raiplay: “A Netflix ogni tanto ti compare l'errore 421. Ma allora vuol dire che prima di quello ci sono stati oltre 400 errori?". E ancora: "Su Netflix vanno in onda tutte queste serie dedicate al narcotraffico. “El Chapo1”, “El Chapo2”, “La Reina del Sud”, “Cocas”… Io me le vedo tutte. Una notte sono rimasto a vedere l’intera serie e la mattina spacciavo… Noi qui a RaiPlay siamo ancora giovani e per ora siamo al contrabbando di sigarette”. Ci passano pure "gli amici di Sky": "A volte basta soltanto la previsione di un po' di maltempo per far sì che ti arrivi il messaggio: "nessun segnale dalla parabola". ma dico io? Allora chiami e ti senti dire: "Provi a staccare e a riattaccare la spina".

Sky, "c I 50 minuti volano e Fiorello “tracima” online per la gioia dei tantissimi fan. E come dice lui, “Se l’avessi fatto su Rai1 mi avrebbero sparato”. Viva RaiPlay dunque.