Fiction, "La compagnia del Cigno" esordio col botto: il perché di un successo

La fiction di Rai firmata da Ivan Cotroneo sfiora i 6 milioni di spettatori. Al centro della storia un gruppo di giovani studenti di Conservatorio messi a dura prova dalla vita

Un successo con quasi 6 milioni di spettatori e con il 24,02% di share incollati a seguire le vicende di un gruppo di giovanissimi studenti del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Più del doppio rispetto a chi ha seguito la replica del film “Titanic” su Canale 5, stavolta davvero “affondato” almeno per ciò che riguarda gli ascolti. È davvero ottimo l’esordio de “La compagnia del Cigno", la nuova fiction firmata da Ivan Cotroneo (stavolta anche in regia) con attori di fama e talento come Alessio Boni, Anna Valle, Carlotta Natoli, Alessandro Roja, Giorgio Pasotti, ma anche con sette giovanissimi interpreti che prestano il volto ad altrettanti adolescenti alle prese con i grandi e piccoli problemi della vita.

Un successo che però non deve sorprendere perché sono diverse le frecce all’arco di questa nuova fiction, articolata in sei puntate, di cui stasera andranno in onda altri due episodi. Innanzitutto il linguaggio. I ragazzi del conservatorio così come il mondo degli adulti cui fanno riferimento parlano la lingua di tutti i giorni, attuale e diretta. Poi, ci sono le storie. Spesso traumatiche e problematiche. A cominciare da quella di Matteo, sopravvissuto al terremoto di Amatrice ma non al trauma della scomparsa della madre, che lui continua a vedere e a sentire viva, al punto da diventare violento quando è sotto stress.

Ma c’è anche la storia di Robbo e della sua sorellina che scoprono l’adulterio della madre e che si trovano a maneggiare un dolore e un’inquietudine difficili da sopportare al punto da somatizzarli ma anche dal costruirsi un paradiso “artificiale”; o quella di Rosario, alle prese con i suoi genitori affidatari, visto che la madre è una tossicodipendente. Storie difficili che però vengono sempre tratteggiate con un tocco di commedia, capaci di raccontare il mondo nel quale viviamo ma anche di regalare momenti di leggerezza.

Ecco così i momenti cantati, quelli già cari a Cotroneo in “Tutti pazzi per amore” e apprezzatissimi dal pubblico, come attesta il termometro di Twitter. E poi, giova ricordarlo, attori di grande livello come Alessio Boni sono capaci di fare la differenza: il suo infelice e tormentato professore Marioni, un uomo solo che ha perso la sua famiglia ed è costretto a vedere clandestinamente la donna che ama, è uno che non fa sconti, “un bastardo” come lo chiamano i suoi studenti, ma proprio per questo un personaggio capace di far venire fuori tutto il meglio dalle sue giovani vittime. Autore burbero di un romanzo di formazione nel quale il grande pubblico generalista può riconoscersi.

Infine, la musica. Per una volta a far da colonna sonora c’è la grande musica classica, da Rossini a Verdi. E questa, non c’è dubbio, è una piacevole novità.