Vittorio Feltri: “Licenziai Giorgio Gori. Anni dopo Berlusconi mi disse che mi invidiava per esserci riuscito e lui no”

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fonte: il Fatto Quotidiano

Il direttore di Libero, Vittorio Feltri, durante la trasmissione L’Aria che Tira (La7), racconta alcuni aneddoti contenuti nel suo ultimo libro, “Il borghese”. Tra i tanti, svela di aver lavorato da giovane in un piano-bar di Lecco: “Tra le tante stupidaggini, ho fatto anche quello. Andavo ogni domenica da Bergamo a Lecco, facevo 30 km e guadagnavo 50mila lire per 3 ore di strimpellamenti vari. Mi accorsi che, mentre suonavo, la gente continuava a bere, a distrarsi e se ne fotteva altamente del pianista”. Il giornalista narra un altro episodio, risalente ai tempi in cui dirigeva il quotidiano Bergamo-Oggi: “Ricordo che assunsi un ragazzo che credevo fosse bravissimo, e in effetti lo era. Si chiamava Giorgio Gori. Dopo qualche mese lo licenziai, perché in un giornale di provincia per non perdere lettori bisogna sentire le due campane, quella di sinistra e quella di destra. Invece Gori sentiva solo quella di sinistra. Io naturalmente lo pregai di cambiare rotta e invece lui continuò a fare questa cosa, finché non dovetti licenziarlo“. E aggiunge: “Qualche anno dopo mi telefonòBerlusconi e mi disse: ‘Caro Feltri, io la invidio, perché lei è riuscito a licenziare Gori e io non ci sono mai riuscito‘. Però devo dire che Gori è un bravissimo sindaco che ha reso Bergamo un giardino”