Carla Signoris: "Io, conduttrice televisiva sono una vera iena"

"Flora è una manipolatrice, intelligente e furba. In video empatizza con i suoi ospiti, si commuove, ma poi in redazione con i suoi collaboratori si trasforma in una iena. A chi mi sono ispirata? No comment"

Un conduttrice televisiva cinica e senza nessuno scrupolo a usare i sentimenti e le disgrazie altrui pur di fare audience nel suo programma trash fin dal titolo, “Crazy Love”. Carla Signoris giganteggia nei panni di Flora De Pisis, una delle protagoniste della nuova serie originale di Amazon Prime “Monterossi”, tratta dai romanzi di Alessandro Robecchi e sostenuta da un Fabrizio Bentivoglio in stato di grazia. E aggiunge un altro personaggio memorabile alla galleria degli “orrori” che fin dai gloriosi tempi di “Tunnel” e “Avanzi” si è divertita a popolare prendendo in giro e castigando vezzi, contraddizioni e brutture del piccolo schermo.

La sua Flora “è una manipolatrice, intelligente e furba, l’unica che riesce a mettere sotto Carlo Monterossi”, autore tv pentito che da quella pornografia dei sentimenti, da quella fucilazione del pudore, da quella forma di voyerismo spinto vorrebbe scappare. Il gioco più divertente ovviamente è capire a chi si sia ispirata Carla Signoris per renderla più vera del vero, anche perché “gli esempi nel mondo dell’intrattenimento ma anche in quelli del giornalismo non mancano”. Ma è impossibile estorcerle un solo nome.

Così è meglio ripiegare su un identikit ancora più preciso: "È una iena, una donna capace di chiedere ai suoi collaboratori: “Le hanno ammazzato i genitori, ok. Ma è fotogenica?”. Che poi a ben guardare è un atteggiamento molto diffuso, che ci appartiene. Perché la verità è che la tv ci rappresenta, è il nostro specchio fedele.”. Un personaggio destinato a crescere nelle prossime serie che si faranno a partire dai romanzi di Robecchi: “Nell’ultimo libro che ha scritto la rapiscono e io non vedo l’ora di essere rapita”.

Nella videointervista concessa a Tiscali.it, Carla Signoris, moglie di Maurizio Crozza con il quale ai tempi di “Avanzi” aveva messo su i Broncoviz (c’erano anche Ugo Dighero e Marcello Cesena), sostiene che ci sia ancora spazio in tv per la satira. Ma intanto manda avanti la sua carriera soprattutto al cinema e in libreria: ha scritto tre libri, tutti con un buon riscontro a cominciare dal primo “Ho sposato un deficiente”.