Baglioni, Sanremo e i migranti: si scatena la bagarre politica. Rai1 lo scarica, ma Salini blinda il Festival

Dopo le dichiarazioni del cantautore e l'attacco via social di Salvini, un putiferio di reazioni dentro e fuori la Rai. La direttrice di Rai1 accusa Baglioni di fare "comizi", ma l'ad della Tv di Stato invita a "collaborare"

Baglioni, Sanremo e i migranti: si scatena la bagarre politica. Rai1 lo scarica, ma Salini blinda il Festival

Altro che armonia, yin e yang e opposti che si attraggono, come aveva illustrato serafico Claudio Baglioni presentando il suo secondo Sanremo. Il Festival, il primo sotto la bandiera gialloverde del Governo Lega-5Stelle, non è nemmeno cominciato (dal 5 al 9 febbraio) che è già finito nella bagarre più assoluta. Insulti via social, richieste di epurazione mai smentite e ovviamente ministri, dirigenti della Rai, esponenti politici di primo piano che dicono la loro e si dividono tra chi bacchetta un artista che si “permette” di esprimere la sua opinione sui migranti o, viceversa, chi parla di al tv di regime dopo che l’onnipresente ministro Salvini ha invitato con i suoi soliti modi quell’artista a dedicarsi solo alle canzonette.

Baglioni e la dichiarazione della discordia

Ma andiamo con ordine. Tutto è nato perché durante la conferenza stampa di presentazione del Festival Baglioni ha risposto a una domanda sui migranti, tema di cui si è occupato per oltre dieci anni con il Festival O’Scià di Lampedusa da lui creato tra mille difficoltà proprio per sensibilizzare e accendere i riflettori su ciò che a Lampedusa accadeva. Baglioni ha parlato di un “Paese incattivito, confuso e cieco, in cui guardiamo con sospetto anche la nostra ombra” e in quanto alla questione dei 49 migranti che hanno vagato in mare per 19 giorni, ha detto: “ormai siamo alla farsa. Ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 50 persone. E credo che le misure messe in campo dal Governo, così come quelle dei precedenti, non siano all'altezza”. Parole tutt’altro che rivoluzionarie o offensive, come si vede. Dettate dal buon senso oltre che da una banale osservazione della realtà.

Salvini scatena la bufera sui social

Parole però che non sono piaciute per niente a Matteo Salvini che in trasferta in Polonia ha immediatamente bacchettato via Twitter il cantautore: “Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo”. Da lì è partita la bagarre sui social, dove il mite Baglioni, l’autore di “Questo piccolo grande amore” che negli anni Settanta veniva preso di mira perché cantava l’amore e non la ribellione politica come i cantautori “impegnati”, è diventato bersaglio di manganellate virtuali e di ogni genere di insulto, accompagnato in molti casi all’invito a boicottare il Festival che proprio grazie a lui, l’anno scorso, aveva battuto tutti i record di ascolti degli ultimi 13 anni.

La direttrice di Rai1 e i comizi" non graditi

Finito? No, appena cominciato. Visto che a prendere le distanze da Baglioni è anche la neodirettrice di Rai1 Teresa De Santis. Secondo un’indiscrezione pubblicata dal quotidiano La Stampa e mai smentita, avrebbe annullato qualsiasi idea di un "Baglioni Ter" alla guida di Sanremo minacciando: “O lui, o io”. Nel pomeriggio, poi, la De Santis ha inviato una lettera a Dagospia nella quale si legge: "Sono solo canzonette, o almeno dovrebbero esserlo. Invece, e non solo per responsabilità di Claudio Baglioni, sono state trasformate nel solito comizio”. Parole che se è vero che non annunciano un’epurazione, scaricano di fatto il direttore artistico colpevole di “fare comizi” e ne prendono quantomeno le distanze. Parole che, ovviamente, non sono piaciute all'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. "Non solo non smentisce ma addirittura accusa Baglioni di aver condiviso la 'responsabilità' del 'solito comizio. Se qualcuno pensa di aprire in Rai una stagione di epurazione sulla base delle opinioni troverà la nostra più ferma resistenza", ha affermato il segretario Vittorio di Trapani.

L'ad Rai Fabrizio Salini getta benzina sul fuoco

A gettare acqua sul fuoco ci ha provato in serata l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini che su Twitter parla di "clima di piena collaborazione" con il cantautore e blinda Sanremo: "Il Festival è patrimonio degli italiani. Il mio compito, e quello della Rai, è garantirne la qualità e il successo. Stiamo lavorando per far sì che il direttore artistico, in un clima di piena collaborazione, possa realizzare, insieme a Rai1, un Festival in linea con le aspettative del grande appuntamento".

Il dibattito infiamma la politica

Ma in Italia, si sa, poche cose infiammano gli animi più della Nazionale di calcio e della Rai, specie se declinata in salsa sanremese. Così la bufera social si anima di prese di posizione di politici di tutti gli schieramenti con le forze governative che se la prendono con Baglioni e il Pd che lo difende. Uno schieramento ben rappresentato dal consiglio di amministrazione della Rai che infatti si spacca. Così c’è Rita Borioni che difende Baglioni ("Non ci si può offendere: è la democrazia, l'articolo 21 della nostra Costituzione tutela la libertà di opinione. Non può essere una colpa avere un'opinione diversa dalla maggioranza di governo. La Rai deve essere il palco per tutte le voci, altrimenti è tv di regime"). Ma c’è anche Giampaolo Rossi che trova “del tutto fuori luogo le parole" del cantautore: "In una conferenza stampa è legittimo che i giornalisti facciano domande. Credo però che sia anche altrettanto giusto non rispondere. Il Festival non è una tribuna politica".

Ma Salvini ha già cambiato bersaglio

Arriva anche il Tweet di Matteo Renzi che bacchetta Salvini: “Dopo aver spiegato a Gattuso come schierare il Milan, ai Vescovi come guidare la Chiesa, ora Salvini pretende di spiegare a Baglioni cosa dire al Festival. Intanto i troll attaccano Baglioni, un'icona per tutti, per la sua posizione sui migranti. Anche basta, Salvini. Anche basta”. Il ministro dell’Interno per ora non ha replicato anche perché nel frattempo ha già cambiato bersaglio e da Claudio Baglioni è passato a Fabio Fazio: “Probabilmente guadagna in un mese quello che il ministro guadagna in un anno. Non farei mai cambio, ma pretendo rispetto”. I troll, senza un attimo di tregua, si saranno già messi in azione.