Beppe Fiorello: "Perché è stata bloccata la mia fiction su Riace". E chiama in causa i colleghi

Beppe Fiorello: 'Perché è stata bloccata la mia fiction su Riace'. E chiama in causa i colleghi

“Non è la prima volta che una mia fiction viene bloccata. Anni fa le foibe, con il governo di allora che non gradì. Poi la storia di Graziella Campagna e l’allora ministro della Giustizia si indignò. Ora Riace. Bloccata perché narra una realtà e nessuno dei miei colleghi si fa sentire”. Beppe Fiorello è davvero esasperato e alza il tiro chiamando in causa anche i colleghi, rei di aver risposto con un silenzio assordante ai reiterati appelli che l’attore ha fatto sui social a proposito della fiction su Riace, “Tutto il mondo è paese”, da mesi scomparsa dai palinsesti della Rai.

La fiction sul modello virtuoso di integrazione del paese di Riace

 

Non una fiction qualsiasi ma una miniserie che punta i riflettori sulla questione immigrati, da mesi al centro di un dibattito politico sempre più infuocato. La miniserie infatti racconta la vicenda del comune calabro di Riace e del suo sindaco Mimmo Lucano che ha dato vita a una virtuosa opera di integrazione, unica nel mondo, secondo la quale diverse cooperative gestite da immigrati hanno ripopolato e salvato dal declino un territorio altrimenti destinato allo spopolamento. Un modello in perfetta controtendenza con quello proposto dall’attuale governo dei porti chiusi e delle navi bloccate al largo delle coste. Un modello che ha reso il sindaco di Riace uno degli uomini più influenti del mondo (secondo la classifica di Fortune) e che gli è valso l'ammirazione da parte di Papa Francesco ma che non lo ha risparmiato da un’inchiesta per abuso di ufficio e per presunti illeciti commessi nella gestione dei progetti per gli immigrati.

Il blocco dallo scorso novembre

  Quando, lo scorso novembre, si era sparsa la notizia che il sindaco Lucano era indagato, Rai Fiction aveva cancellato dal palinsesto la serie tv, prevista per febbraio 2018. Anche sotto la pressione di molti politici. A cominciare da Maurizio Gasparri di Forza Italia che si era chiesto “se sia il caso da parte della Rai di proseguire nella realizzazione di una fiction celebrativa di questo sindaco”. E poi: “Questa politica filo immigrazione demagogica, che anche il servizio pubblico rischia di alimentare, può portare a gravi errori”.

Fiorello solleva la questione ma nessuno risponde

Da allora sono passati molti mesi nel silenzio più totale da parte della Tv di Stato. Beppe Fiorello, entusiasta interprete di Lucano, invece non è mai stato zitto. A marzo, postando sul suo twitter un articolo di giornale che riferiva di un documento degli ispettori della prefettura di Reggio Calabria che celebrava il modello di Riace, scriveva: “E ora dopo mesi di silenzio mediatico Domenico Lucano riconquista la sua immensa umanità. Vi racconterò questa storia su Rai1 molto presto”. Peccato che quel “molto presto” non sia ancora arrivato.

La fiction su Riace sembra scomparsa nel nulla. Lo scorso giugno Beppe Fiorello scriveva: “Tutto il mondo è paese” è già pronto e lo vedrete (spero) la prossima stagione così capirete chi è Mimmo Lucano”. Ma anche l’estate è passata nel silenzio più assoluto. Così un giorno fa l'attore è tornato a twittare sull’argomento. Stavolta ha chiamato in causa “intellettuali, scrittori, attori, attrici, giornalisti che si indignano per l’esclusione di una giurata con l’ennesimo post sui social” 8in riferimento ad Asia Argento esclusa dai live di "XFactor", mentre ha annotato amaro che in “pochi pronunciano parole di denuncia per questa vicenda che rischia di trasformarsi in censura” e ha lanciato l’hashtag #iostoconriace .

La petizione per mandare in onda la fiction

Nel frattempo è partita anche una petizione “La Rai mandi in onda la fiction di Peppe Fiorello “Tutto il mondo è paese”: al momento sono quasi 1300 persone ad aver firmato, a chiedere a gran voce che “l’arte sia autonoma da qualsivoglia interferenza politica” e a volere la messa in onda di una fiction dalla quale si possono ricavare spunti di riflessione utili a superare “tanti luoghi comuni sull’argomento immigrazione”.

In giornata è giunta anche la risposta da parte della Rai.

"Non esiste nessun blocco della messa in onda della fiction "Tutto il mondo è Paese". La fiction", spiega Viale Mazzini in una nota "è stata semplicemente sospesa" in attesa delle decisioni della magistratura sulla vicenda che coinvolge il sindaco Lucano, indagato "da parte della Procura di Locri per alcuni presunti reati collegati alla gestione del sistema di accoglienza.

"La fiction è stata semplicemente sospesa dal palinsesto in quanto, come da tempo è noto, al sindaco Lucano è stato recapitato un avviso di garanzia da parte della Procura di Locri per alcuni presunti reati collegati alla gestione del sistema di accoglienza. Non appena la magistratura comunicherà le sue decisioni finali in merito all'indagine, il servizio pubblico adotterà i provvedimenti conseguenti".

L'intervento del sindaco di Riace

"In merito alla vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto, quello che posso dire é che sono assolutamente rispettoso delle decisioni che saranno prese dalla magistratura. Così come rispetto le decisioni della Rai in merito alla fiction. Non riesco però a capire quale sia il collegamento tra il programma e l'esito dell'inchiesta", ha affermato Mimmo Lucano. "In ogni caso quello che viene da Riace, con la nostra esperienza di accoglienza realizzata in un paese povero e abbandonato dell'interno della Calabria che grazie ai migranti è rinato e si è risollevato dallo spopolamento, è un messaggio di umanità che può essere preso come esempio da tutti e può essere replicato in qualsiasi altra parte del mondo, se solo si ha la volontà di farlo e se si è spinti da un vero senso di altruismo e di solidarietà".