Adriano Giannini in chiave mafia pulp: "Ora oso di più. Sono un criminale sexy che ammalia le donne”

  Dal 28 aprile non perdetevi la serie di Prime Video che mescola la Milano da bere degli anni Ottanta, la mafia calabrese e la storia di una teenager che desidera solo l’amore di un padre

Bang Bang Baby, dal 28 su Prime Video, è una novità per la serialità italiana: si tratta di un mafia crime che mescola il teen drama e la black comedy. A creare questo mondo pulp, ambientato nella Milano pop del 1986, è stato il regista Michele Alhaique, il gruppo di bravissimi sceneggiatori e gli attori che compongono la famiglia al centro della vicenda.

Una su tutte è la giovane attrice Arianna Becheroni, nei panni dell’adolescente Alice, che si trova invischiata nella ricerca di un padre criminale (Adriano Giannini) che credeva morto e nelle trame di una famiglia di ‘ndranghetisti capitanata dalla cattivissima nonna Lina (Dora Romano). Nel mezzo c’è la madre Gabriella (Lucia Mascino) che fino a quel momento ha cercato di riparare la figlia da quell’universo malato. Dopo la scoperta che il padre Salvo è vivo e vegeto quale strada prenderà Alice?

“Siamo gasatissimi per Bang Bang Baby”, afferma Lucia Mascino, “come dice Arianna è una bomba e ce ne rendevamo contro anche sul set per la libertà che respiravamo, la commistione di generi che racchiude la serie e l’energia che abbiamo messo in campo, e Arianna è una dinamite di energia”, assicura. Il pubblico se ne renderà conto anche vedendola sul piccolo schermo.

 

Ed esplosivo, sexy, affabulatore di donne è il criminale Santo Maria, interpretato da Adriano Gianni, che oltre ad attrarre a sé l’altro sesso ammalia anche la figlia, pronta a tutto pur di ricevere l’amore del padre ritrovato. “Non lo so se si tratta del personaggio più estremo che abbia interpretato”, ci dice Giannini, ma sicuramente il contesto in cui ci muovevamo ha permesso a noi attori di spingere in alto l’asticella e di osare verso colori nuovi”. Di sicuro Bang Bang Baby, se vogliamo attribuirle un colore, ha le tonalità “del rosso”, è convinta Arianna. Rosso come il sangue.

 

Al di là di Santo, che di Santo ha ben poco, la serie è sorretta da tre generazioni di donne determinate, forti e che sono pronte a tutto pur di ottenere quello che vogliono. Arianna è la miccia detonatrice della vicenda, la più giovane che non ha paura di cambiare la sua vita e di guardare in faccia alla realtà. Gabriella “collega due mondi opposti, come quello della figlia teenager e di nonna Lina, che vuole diventare la prima femmina a gestire un’organizzazione camorrista”, ci racconta Lucia Mascino. “La forza e la determinazione di Alice porterà Gabriella a confrontarsi con lei e a ricucire un rapporto lacerato”.