Sanremo, i migranti, le canzoni politiche e il conflitto di interessi: è Teresa la donna del Festival

Sanremo, i migranti, le canzoni politiche e il conflitto di interessi: è Teresa la donna del Festival

È arrivato il D-day per il Festival che stasera comincia. La conferenza stampa si apre con un applauso commosso e l'intera sala stampa in piedi per un ricordo di Fabrizio Frizzi che oggi avrebbe compiuto gli anni. I tre conduttori stavolta hanno lasciato il posto ai protagonisti del Prima Festival, Anna Ferzetti e Simone Montedoro, e del Dopo Festival, Rocco Papaleo, Anna Foglietta e Melissa Greta Marchetti.

Ma la vera protagonista di oggi è Teresa de Santis, la direttrice di Rai1, che non solo non si tira indietro sulle domande più politiche ma argomenta a lungo, cerca lei stessa il confronto e torna pure a parlare del presunto conflitto di interessi: "Qualcuno pensa che alcuni testi delle canzoni potrebbero apparentemente essere di disturbo al gruppo dirigente che guida il Paese: non la vedo così. Se chi governa dovesse trovarci aggressività o negatività, sbaglierebbe. Ma non credo che ci sia questa mancanza di intelligenza". E poi argomenta meglio: "Siamo in un fase politica di grande transizione, dalla mia scuola politica e giornalistica ho imparato che è importante l'analisi della fase in cui siamo. E credo che questo festival aiuti anche a questo".

"Sanremo non è un anestetico né anestetizzante. Vengo da una tradizione giornalistica in cui mi è stato insegnato che la politica è una parte fondante dell'esistenza, è il farsi della comunità e il governarsi, di una comunità di persone che esprime diversità, complessità, e io credo in questa cosa. Molti hanno cercato di trovare la notizia nel tentativo di censura, di impedire il Festival. Ma nella vita delle persone c'è politicità, come si diceva una volta, 'il personale è politico' e raccontare drammi personali è esprimere politicità che è complessità intesa non solo come rappresentatività dei partiti". "Ho ereditato questo Festival con gioia. Il mio sottolinearlo non è una presa di distanza dal lavoro di Baglioni, ma un atto di rispetto nei confronti del lavoro di chi mi ha preceduto. Ho visto lavorare Claudio, è di un perfezionismo straordinario, è un grande professionista. C'è qualcosa di politico e di importante anche nel farsi di questo festival".

Quanto alle frizioni con il direttore artistico dopo le dichiarazioni fatte da Baglioni in tema migranti, la De Santis puntualizza: "Era una questione di opportunità rispetto al luogo: tutti potranno esprimere anche in qualche gag il loro pensiero più o meno politico, ma c'è modo e modo di porre le cose. Claudio generosamente ha risposto usando un tomo che poteva somigliare a comiziare su un tema che esulava dalla conferenza stampa, e questo ha un po' falsato l'effetto che si voleva ottenere". C'è qualcosa di vero e politico di Claudio. La complessità dei testi è un segnale che può essere raccolta, non come un disturbo per chi governa il Paese. Siamo in una fase di transizione, è importante analizzarla".

Teresa De Santis ritorna anche sulla questione del presunto conflitto di interessi sollevato da Linkiesta e rilanciato da "Striscia la notizia", sul quale già ieri si era espressa sottolineando che è una questione sulla quale dovrebbero esprimersi in altri ambiti dell'azienda di Stato, ovvero le risorse artistiche e l'ufficio legale. "La questione della contiguità l'ho intesa in termini generali. Se Quincy Jones non fosse stato un produttore musicale non credo sarebbe stato facile per lui mettere insieme We are The World, evento benefico e mondiale. Nell'arte e nella cultura non si possono applicare certi criteri come altrove". 

A lei anche il compito di smentire le dimissioni di Baglioni, ventilate da Dagospia. "E' una notizia infondata, che smentisco. Sanremo è un asset fondamentale per l'azienda e il confronto tra tutte le parti in questione, dall'amministratore delegato al direttore di rete, è d'obbligo, ma la notizia è infondata".

Stasera saliranno sul palco, oltre ai 24 artisti in gara, Andrea e Matteo Bocelli, Giorgia, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria. Domani Fiorella Mannoia, Marco Mengoni, Riccardo Cocciante, Laura Chiatti, Michele Riondino, Michelle Hunziker. 

Ecco Rocco Papaleo: "Nel nostro Dopo Festival anche gli artisti potranno essere rilassati e potranno lasciarsi andare. Ho avuto la fortuna di incrociare persone capaci e amici. Lavorare con Anna (Foglietta, ndr) mi dà un senso di beatitudine. E poi Melissa, effervescente, esorbitante. E poi questi musicisti rockettari che mi stanno trascinando nel rock. Succederanno cose clamorose stanotte". E ancora: "Sembra in disuso in questo paese essere trasversali. Noi attori italiani come l'anno scorso ha fatto Picchio Favino vogliamo affermare l'idea di fare più cose. La mia storia di cantautore è vecchia. Più volte ho cercato di partecipare al Festival. E anche quest'anno è andata così: ho presentato una canzone e non mi hanno preso. E come premio di consolazione mi hanno offerto il DopoFestival". 

Anna Foglietta: "Il nostro sottotitolo è "The Dark side of the Moon" ed effettivamente rappresenteremo la parte più torbida del Festival, non tralasciando un certo gusto poetico, anche se la musica sarà centrale. Canterò e canteremo. Tra di noi non ci sono antagonismi e gelosie. Rocco è un collega generoso".