Quando Sanremo ci vide benissimo e vinsero Baldi e Bocelli: "Mi dissero che due ciechi erano di troppo"

L'edizione del 1994 è passata alla storia per la bocciatura di Mia Martini e la doppia vittoria "al buio". Poi le cose ai due andarono diversamente

Andrea Bocelli oggi, versione star mondiale (Shuttertock). Aleando Baldi e la vittoria del 1994, con lui la Pausini (Archivio Sanremo)
Andrea Bocelli oggi, versione star mondiale (Shuttertock). Aleando Baldi e la vittoria del 1994, con lui la Pausini (Archivio Sanremo)

Certe storie sembrano scritte con un copione preciso, e invece semplicemente accadono. A rendere indimenticabile un'edizione del Festival di Sanremo. E' quella del 1994 che dopo 37 anni vede la Rai tornare ad occuparsi di tutto: organizzazione, direzione artistica, allestimento. Senza impresari, intermediari e strutture esterne. Al timone c'è Pippo Baudo che promette grande cura nella scelta delle canzoni. Con conseguente polemica, perché verranno bocciate le proposte di Cristiano De André e del duo formato da Mia Martini ed Enzo Gragnianiello, con Claudia Mori che minaccia il ritiro per solidarietà con Mimì. Ma quella del '94 è l'edizione che vede vincere nelle due categorie principali artisti non vedenti. Fra i Campioni trionfa Aleandro Baldi, che già aveva sbancato al festival in coppia con Francesca Alotta in Non amarmi, diventato poi una hit internazionale ripresa da JLo. Fra le Novità si afferma Andrea Bocelli con Il mare calmo della sera.

Un Festival che va oltre la disabilità

Pippo Baudo difenderà in ogni modo questo doppio verdetto, ritenendolo la prova oltre ogni dubbio che sia impossibile combinare vittorie prima ancora della gara. Semplicemente: hanno colpito le storie dei due artisti non vedenti e la bellezza delle rispettive canzoni. Baldi insiste con la formula che già gli aveva dato fortuna: un cantato iper emozionale, e un testo che in parte trasfigura la durezza del crescere privo della vista, dall'altra esalta le canzoni come modo di uscire dal buio e dall'anonimato, paragonandole a "lucciole che cantano nel buio". Bocelli presta la sua voce a quel riuscitissimo misto di pop e lirica che rievoca e attualizza la romanza. Entrambi diventano star, il primo per una breve stagione, il secondo fino ad oggi.

Cos'erano prima di Sanremo

A scoprire Bocelli furono Umbi Maggi, già bassista dei Nomadi e poi affermato produttore, che lavorando al provino di Miserere di Zucchero Fornaciari, insieme al musicista e produttore Corrado Rustici richiamato dagli Usa in Italia da Caterina Caselli perché desse un suono nuovo alle produzioni Sugar, si ricordò del cantante non vedente di fronte a una urgenza. "Bisognava fare il provino del pezzo che poi sarebbe stato cantato da Zucchero insieme a Luciano Pavarotti - ha raccontato in una intervista su Youtube Rustici - e Umbi Maggi disse: sapete, io conosco un ragazzo che fa pianobar qui nei dintorni di Modena. Canta un po' di canzoni e un po' di lirica. Lo chiamammo, arrivò, cantò benissimo e se ne andò. Il provino piacque così tanto a Pavarotti che dopo averlo ascoltato diede il sì definitivo per registrare insieme a Zucchero. Nel tour successivo, la Caselli scoprì Bocelli che rifaceva quella parte dal vivo, se ne innamorò e lo volle produrre". Aleandro Baldi ha una storia simile: pure lui diversamente abile, pure lui con il suo impatto dal vivo, che viene notato e valorizzato da Giancarlo Bigazzi, uno dei produttori e autori di canzoni più potenti in Italia. La sua ascesa è più lenta: comincia nel 1986 con E la nave va, torna a Sanremo tre anni dopo con E sia così. Nel 1992 il botto: vince fra le Nuove proposte insieme alla Alotta con Non amarmi. Nel 1994 è il re di Sanremo, in parallelo si afferma Bocelli.

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"Mi dissero che due ciechi erano di troppo"

La carriera di Bocelli è esplosa rendendolo una star internazionale degna degli eventi ai massimi livelli. Diversamente è andata ad Aleandro Baldi, che non è mai riuscito a raggiungere quei livelli ma continua a scrivere canzoni e a suonare dal vivo. Sia nella sua biografia Il sole dentro, sia in una intervista al Corriere della Sera che poi più di recente in tv, intervistato da Pio e Amedeo, Baldi è tornato a rievocare quel periodo: "O Baldi o Bocelli, due così insieme sono troppi. Me l’hanno detta questa storia mentre cominciavano a chiudersi porte, mi arrivava per vie traverse perché direttamente nessuno ti dirà mai che non vieni più invitato perché di cieco ne basta uno". Ma a margine di questo, un'importante presa d'atto del cantante toscano: "Ho fatto la mia vita, i miei dischi, le mie serate e mi sono divertito. Non ho mai curato i rapporti con i vertici e le case discografiche". A ciascuno la propria dimensione. Il Festival dei due toscani non vedenti resta comunque negli annali. 

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