Giorgia ha imparato a cantare male, Maria scopre il nude look. E Sylvestre prenota la vittoria

Terribile il trio Insinna-Cirilli-Brignano. Keanu Reeves si commuove con Vasco. Conti sempre più paggetto. Occhio all'outsider Gabbani

Maria De Filippi tra le trasparenze, Giorgia e Sergio Sylvestre (Ansa)
Maria De Filippi tra le trasparenze, Giorgia e Sergio Sylvestre (Ansa)

Incassati ascolti record al debutto, Sanremo riparte in un'atmosfera rilassata. Perfetto, incolore, corretto. Lo stile Conti è così e finché gli ascolti gli danno ragione, tutti zitti. "Tanto l'anno prossimo il Festival lo fa Bonolis" sibila perfido Crozza. Ma è Maria De Filippi a venire fuori alla distanza. Fa e dice pochissimo, a metà serata scopre il nude look e le trasparenze, vocione roco e sempre con un filo di stanchezza, e buca più dei sorrisoni a tutti denti di lui, voce squillante da paggio. Crozza rincara la dose, con uno sketch che si apre tra le parolacce e prosegue con mazzate allo Stato che maltratta chi osa restare incinta. Canzoni? Sergio Sylvestre, l'omone di colore lanciato da Amici, arriva tra voci in delirio di ammirazione e prenota la possibile vittoria. Occhio all'outsider Gabbani, con pezzo furbissimo e grinta da chi se ne frega e va avanti per la sua strada che lo ha già fatto vincere una volta, l'anno scorso, tra le nuove proposte. Tra gli ospiti, Giorgia, la più perfetta delle voci perfette, scopre l'ironia e comincia a cantar male, stonando e restando col fiato mozzo. Per poi tornare a cantare come un angelo. Una "verità" che la rende ancora più esplosiva, e adorabile. Chi l'avrebbe mai detto che Keanu Reeves si commuovesse ascoltando e ricantando Va bene va bene così di Vasco? Ma eccoci alle pagelle

Marianne Mirage - Le canzoni fanno male. Scrive Kaballà ma c'è anche la mano di Bianconi dei Baustelle. E infatti tira aria retrò, anni Sessanta. E battimani ye-ye. Pettinatura afro, occhi incantevoli, era già spuntata tra le dirette dell'Edicola Fiore e si era fatta notare. Il pezzo fila come un proiettile ma Sanremo se ne frega. Bocciata subito. 7

Francesco Guasti - Universo. Vocalmente è una specie di nipotino di Gaetano degli Stadio. Baffetti a punta, barba, gilet quadrettato, ha tutti gli stereotipi hipster concentrati addosso. Una canzone fatta apposta per le onde corte. Promosso al televoto. 6

Braschi - Nel mare ci sono i coccodrilli. Belloccio, coautore del pezzo. Un po' cantautoriale, insolito nel modo di portare la voce, almeno rispetto al culto del bel canto gridato sanremese. In radio sarà perfetta. A Sanremo no. Bocciato, con onore. 8

Leonardo Lamacchia - Ciò che resta. Il meno sorprendente. Pezzo tranquillo, melodia distesa e rassicurante. Niente di nuovo. Dunque potrebbe essere perfetto per la vittoria finale. 6

Bianca Atzei - Ora esisti solo tu. Scritta da Kekko dei Modà. Quindi partenza su toni bassissimi, e poi via a crescere, crescere, crescere. Protettissima dal giro di Lorenzo Surace di Rtl 102.5 e spinta a gran forza tra i Big (per assenza di prove). Riuscirà a vincere l'odio che gran parte della sala stampa prova dallo scorso Festival per lei? Riuscirà a spuntarla a suon di televoto e ripescaggi? Se lo chiede dal salotto della loro casa a Montecarlo anche Max Biaggi. 5

Marco Masini - Spostato di un secondo. Versione barbudo siriano con abito blu elettrico. Sembrava calmo per tre quarti di brano, poi ecco le urla, suo marchio di fabbrica. 6

Nesli e Alice Paba - Do retta a te. Il rapper con il nome di un disinfettante per le verdure e la giovane artista di origine sarda si danno retta a vicenda, tanti occhi negli occhi e cantato all'unisono. Sanremo ama queste cose. Canzoncina lieve lieve, che ricanti subito. 5

Carlo e Maria. A un certo punto dicono all'unisono: "Quarto campione in gara". E lei sussurrando si fa capire più di lui. E' un segno. Le sovrapposizioni arrivano più volte, ed è lui a tirarsi indietro, quasi intimorito. Potenza del vocione di lei, rotto dalla stanchezza ed esaltato dal vestitino tutto trasparenze che arriva all'improvviso. Ma funzionano. 7

Sergio Sylvestre - Con te. Il monumentale vincitore di Amici 2016 arriva con pezzo scritto nientemeno che da Kekko e Giorgia. Vocione, con falsetti. Ha già vinto il talent di Maria, gli manca giustappunto il Festival. C'è un'occasione più perfetta di questa? 7

Gigi D'Alessio - La prima stella. La sua solita canzone. Sempre lui. Fedele a se stesso. Pronto almeno per il podio Big. 6

Turi Nicotra. Da 40 anni sempre al lavoro, nel comune siciliano in cui lavora. Parla al cuore dei dipendenti pubblici: "Fare i furbetti e inventare malattie? Una vergogna per tutti i giovani che perdono lavoro, dignità e anche la testa. E che chi ha un lavoro in pubblico deve considerarsi privilegiato perché riceve uno stipendio tutti i mesi". Capito dove siamo andati a finire nell'Italia del 2017? In coda, come se fossero amici da sempre, lascia il palco e saluta: "Carlo e Maria, ci sentiamo". Mah. 4

Totti. Pronuncia Cheope (nome d'arte del figlio di Mogol) sciopé, e poi aggiunge, c'e sta 'a luce, nun se vede gnente quando inciampa nel leggere il gobbo. E' così che si vendono copie su copie di libri con le tue battute e barzellette in libreria. Fedele a se stesso, tanto gli si perdona tutto alla prossima sciabolata da 30 metri. Che è quello che fa, scagliando palloni in loggia alta all'Ariston. 8

Michele Bravi - Il diario degli errori. Lanciato da Morgan a X Factor e vincitore del talent anni fa, era poi sparito. Intimista, con vocina carezzevole. Ha una retrogusto da crooner che nessun autore italiano ancora riesce a scorgere. Un giorno canterà come Bublé e ci sorprenderà. Per ora è solo così così. 5

Paola Turci - Fatti bella per te. Canzone in tipico stile suo. Dritta, asciutta, un filo rock. 6 

Francesco Gabbani - Occidentali's Karma. Il ragazzo, che qui a Sanremo ha già vinto, è furbo. Nel senso migliore del termine. Pezzo discodance con testo tipo scioglilingua, pieno di allitterazioni e termini sofisticati. Che però ricanti subito. E ironia a pacchi. 8

Robbie Williams - Gli anni passano, gli eccessi pesano e la sua ricerca degli extraterrestri consuma energie. Ma quando torna sul palco, è sempre perfetto. La voce si incrina. E' l'età, bellezza, sfidiamo altri a portarla così. 7

Giorgia - Che sia la più brava di tutte, quanto a tecnica e portamento, lo si sa. Ma che si potesse permettere di cantare anche maluccio, storpiando con fiato strozzato e poca intonazione, uno dei suoi classici, questa è una grande novità. Basta fare la secchiona, ora Giorgia è sicura di se stessa, si è pienamente trovata come artista e come donna. Ed è ancora più esplosiva. Ovazione, Ariston in piedi. 10

Crozza - Ancora più cattivo che nella prima serata. Comincia scambiando insulti con Conti (qui i dettagli) poi azzecca il contropelo del Paese in cui essere donna e voler essere madre sta diventando un incubo. E l'Italia invecchia, perché ha paura di trombare. "Ci vorrebbe il Festival della procreazione". 9

Keanu Reeves - Anni fa era rovinato da lutti familiari, tormenti personali, abusi. All'Ariston compare invecchiato ma molto cool. Parla della sua vita zingara per anni, della casa e della spiritualità ritrovate. E al basso, mancino punkettone, tira fuori un suono grande così, accompagnato da batteria e chitarra. Sanremo ha dentro un sacco di cose. Ma spesso meno è meglio, e Keanu lo ha ricordato a tutti. Poi adora Vasco, e allora va bene, va bene così. 7

Michele Zarrillo - Mani nelle mani. Grande sicurezza, grande grinta, perfino un po' troppa quando eccede in preziosismi manco fosse il fratello di Beyoncé. Con Zarrillo tutto è garantito. Basterà per sbancare il Festival? 6

Chiara - Nessun posto è casa mia - "Laureata in economia", la presenta così Conti. Pezzo romantico, voce cristallina, educata. Come quella di una ex impiegata andata a lezione di canto. Fa tutto bene, ma non "vibra" niente. 5

Rage e Giulia Luzzi - Togliamoci la voglia - Rap più melodia. Già sentito in tutte le salse. Peccato lei ha dei numeri. 5

Insinna, Cirilli, Brignano - "L'anno scorso qui sul palcoscenico Enrico Brignano ha fatto un monologo bellissimo" dice Carlo Conti. Invece stavolta tre potenziali fuoriclasse tirano fuori tre canzoni svogliate cantate a mo' di osteria e qualche battuta che più fiacca non si può. Brignano, a cui sta per nascere la primogenita, è in parte scusato. Gli altri no. Volano milioni, siamo in Rai in prima serata. Sveglia signori. 3