Masini commuove con Faletti, Ermal Meta con Modugno. Meno male che ci sono Luca e Paolo

Serata spenta, molte interpretazioni di cover poco riuscite. Colpo d'ala a notte inoltrata, con l'umorismo scorretto del duo e il loro pezzo sulla paura

Marco Masini durante la sua interpretazione di 'Signor Tenente'
Marco Masini durante la sua interpretazione di "Signor Tenente"

Festival sempre più gay, gender, politicamente corretto? Ci pensano Luca e Paolo ad andare controcorrente mandando a carte quarantotto il politically correct e gridando a pieni polmoni: "A noi piace la patata". E sulla Leotta: "Che c....o è venuta a fare? Ah...c'aveva la gonna sexy". Poi via a un numero a tre (allargato alla De Filippi) sulle tante facce della paura, in un periodo, il nostro, in cui siamo spesso divorati da ansia e paura. Uno dei pochissimi colpi d'ala di una serata difficile, poco appassionante, per chi proprio non segue la Sanremo per la musica. Scivola Crozza, e malamente, e si fanno male molti Big nelle vesti di interpreti. Rivestire di nuova sensibilità un brano già famoso, e abusato, è impresa molto difficile. E quanto pochi ci riescano fa capire che ad essere poco è il mestiere, la sensibilità, l'esperienza visti sul palco in troppi casi, in una musica sempre più televisiva con personaggi e ritmi usa e getta. Al capitolo odio: ce n'è a pacchi verso Bianca Atzei, pompatissima pupilla di un potente discografico e imprenditore radiofonico che si atteggia a stella. E per Giusy Ferreri, la ex cassiera promossa a cantante che da anni fa difficoltà a riproporsi. Ma il televoto le ripesca entrambe, l'appuntamento col destino è ancora più carico di tensione. Ed eccoci alle pagelle della terza serata. 

Giovani in gara

Maldestro - Canzone per Federica. Esistenzialista, intimista, e purtroppo stonato. Però al televoto va. 5

Tommaso Pini - Cose che danno ansia. Introdotto dalla mamma pescivendola, dice che l'Ariston gli sembra la Batcaverna. Look tra Capossela ringiovanito e Jack Sparrow, vocina ina ina quasi femminile. Pezzullo elettronico da radio. Attorno a lui un circo di infermieri e terapeuti. Flippato. Troppo, per Sanremo che lo esclude. 6

Valeria Farinacci - Insieme - Abitino rosso e capelli neri deliziosi. Tutto il resto, voce, pezzo, arrangiamenti, è così così. Bocciata al televoto. 4

Lele - Oramai - Faccino furbo e accattivante. Fa tutto bene: canto, brano, presenza sul palco. Seriamente candidato alla vittoria finale tra i Giovani. 7

Crozza. Un disastro. Non si costruisce così uno sketch. Qui i dettagli della bocciatura. 3

I Big e le cover di brani celebri

Chiara - Diamante - La dimagritissima veneta rifà il pezzo di Zucchero e De Gregori che ascoltava da piccola. C'è con lei Mauro Pagani al bouzouki e violino, l'andamento riporta a Creuza De Ma di De André. Il che serve a sottolineare un abisso di valori. Lei resta quella dei compitini eseguiti bene. Niente più. 3

Ermal MetaAmara terra mia - La canzone dell'emigrante, dell'odio e amore per la terra lasciata alle spalle. Scritta da Modugno e dalla Bonaccorti. Bravissimo. Basta la parola. 9

Lodovica Comello - Le mille bolle blu - La ragazza prodigio del canto e della recitazione, così la presentano, si misura con il totem femminile per eccellenza della nostra canzone. Come va? Bof. 4

Al Bano - Pregherò - Il pezzo di Celentano, a sua volta cover di Lennon che faceva la cover di Ben E. King. La butta come sempre sulla potenza vocale, ma quel brano avrebbe bisogno di un altro approccio. Celentano lo insegna, togliere invece che esagerare. 5

Fiorella Mannoia - Sempre e per sempre. Una grande interprete si misura con De Gregori. E' una vita che fa cover di lusso. Non poteva che andare benissimo, tanto più che al piano con lei c'è il grande Danilo Rea. 10

Paola Turci - Un'emozione da poco - Ottima, perfetta nel rendere l'energia nervosa del pezzo scritto da Fossati per la Oxa. Così si fa. 9

Alessio Bernabei - Un giorno credi - Com'è questa versione di un grande brano di Bennato? Yawwwnn. Nei fumetti è il suono degli sbadigli. 4

Gigi D'Alessio - L'immensità - Funziona, con grande mestiere. Non è il veleno secco di Don Backy, però va. 7

Francesco Gabbani - Susanna - Abbiamo già detto quanto questo ragazzo è furbo? Prende Celentano e gli aggiunge ironia, la sua cifra migliore. Molto bene. 8

Marco Masini - Signor Tenente - Una specie di versione electro pop del pezzo di Faletti. Giusto ricordare il comico e autore. Grande tensione drammatica. Ovazione. 9

Mika - Balla, canta, scherza, suona. Tutto benissimo, con grande leggerezza e un'aria di musical, di vaudeville, di colori pastello, che sa sprigionare in modo entusiasmante. Campione degli artisti gender, sempre più presenti anche al Festival. Ciliegina sulla torta, una delicata versione di Jesus To A Child dello scomparso George Michael. 8

Michele Zarrillo - Se tu non torni - Il bel brano melodico di Miguel Bosé ricantato in modo identico, con qualche trillo vocale da stornello romanesco. E falsettone urlato finale. Chi gli ha detto che deve fare per forza il virtuoso della voce? 4

Elodie - Quando finisce un amore - Di Cocciante. Molto brava, con una grande voce e una sicurezza da artista navigata. 8

Samuel - Ho difeso il mio amore - Moody Blues, poi rifatta dai Nomadi. La prima canzone cantata dall'ex voce dei Subsonica su un palco, da bambino. Tutto giocato su strofe quasi sussurrate e ritornelloni a tutto volume. Tutto prevedibile, salvato dal mestiere di Samuel. Ma per una volta la partitura dell'orchestra fa la differenza. 6

Sergio Sylvestre - La pelle nera - Nino Ferrer, il nero italiano, rivoltato da un nero che lo omaggia a tutto funk, assieme ai soul system. Dosi massicce di hip hop e r&b. Ma anche pezzo cantato tutto fuori tempo, da metà in poi. Che succede alle casse spia sul palco di Sanremo? 6

Fabrizio Moro - La leva calcistica della classe '68. Uno dei brani più commoventi di De Gregori. Niente di che. Con coro finale come li mette Vasco quando rifà De Gregori. Appunto, basta lui. 4

Michele Bravi - La stagione dell'amore - Una bellissima canzone. Non nelle corde di questo ragazzino-caramella. Scelta sbagliata. 4

Luca e Paolo - Veloci, letali. Una boccata d'ossigeno in una serata ingessatissima. 9

Carlo e Maria - Niente da aggiungere sulla loro professionalità, se non che giunti alla terza serata la simpatia di lei è pari a quella di un pezzo di mogano che ti cade sulla testa mentre passeggi spensierato. Dunque un punto in meno che nelle scorse serate. 6

LP - 10 ma perché oltre non si può andare. Ha tutto: presenza, imprevedibilità, gusto per la cantabilità pop e piglio da vera cantautrice. Lost On You e Other People sono pezzoni da radio. Dunque qualità e quantità possono andare di pari passo. Basta ricordarlo. Applausi