Viva Diletta, Crozza devastante e canzoni così così: Sanremo scalda i motori

La satira feroce del comico, la bellezza mozzafiato della giornalista "violata" in Rete. Una gara poco appassionante con le vecchie glorie a farla da padrone

Diletta Leotta e Maurizio Crozza. Di loro, all'esordio di Sanremo 2017, ci si ricorda (Ansa)
Diletta Leotta e Maurizio Crozza. Di loro, all'esordio di Sanremo 2017, ci si ricorda (Ansa)

Lunghissimo, con un passo lento e pesante. Ma impossibile da ignorare. Sanremo è così, classico senza tempo, prendere o lasciare. Conti resta fedele al suo credo: le canzoni prima di tutto. Ma nella prima serata ci sono pochissimi pezzi che spiccano. Il resto scorre corretto, con pochi sussulti. E bisogna aspettare gli ancheggiamenti sudamericani di un Ricky Martin (ben) stagionato e l'apparizione incendiaria, a puntata quasi finita, di Diletta Leotta, per i sussulti d'adrenalina. Ecco le pagelle della prima serata.

Ferro rifà Tenco. Una lunga storia di sensi di colpa, quella tra il cantautore suicida e il Festival. Tiziano lo interpreta con delicatezza. 7

Giusy Ferreri - Fa talmente male il suo pezzo, che le incrina la voce e la fa uscire al peggio. Già rischia l'esclusione. 4

Fabrizio Moro - Portami via - Moro è un piccolo poeta sensibile, un buon autore per altri. Non c'è la voce, non c'è mai stata. Anche se quel che perde dal vivo, Moro lo riacquista in radio, dove il suo timbro raschiato esce fuori meglio. Il "na na na na" dopo il ritornello porta dritto a Vasco. 6, ma potrebbe crescere alla distanza.

Maria De Filippi: mezza febbricitante, zero concessioni a spettacolarità e trasparenze nel look. Solo monastico, concentrato professionismo. Un cyborg. 7

Carlo Conti: il Pippo Baudo degli anni Duemila non fa una grinza. Talmente sobrio e concreto che le critiche sono proiettili che gli rimbalzano addosso. 7

Elodie - Tutta colpa mia - Colpo d'ala. Voce sicura, grande melodia melodrammatica e presenza. E l'Ariston applaude. 7

Lodovica Comello: Il cielo non mi basta - Leggera, melodica, con grande potenzialità. 7

Crozza: spietato, lucido, perfetto. "Virginia Raggi non è scema, è sindaca" è una battuta perfida da antologia. 9

Fiorella Mannoia: Che sia benedetto. Sarà dura che non arrivi sul podio. 8

Alessio Bernabei: Nel mezzo di un applauso. Radiofonico, corretto, senza sussulti. 5

Al Bano: Di rose e di spine. Ancora melodramma, ancora canzone e romanza, la sua specialità declinata in infinite varianti. Lui lo sa e va dritto come un laser. Da podio. 8

Samuel: Vedrai. Addio Subsonica, ritmo dance, grande melodia, grande sicurezza, sound moderno e radiofonico. Ce n'è parecchio. 8

Ron: L'ottava meraviglia. Grande mestiere, e brano di scrittura collaudatissima. Ma c'è poca invenzione. A rischio. 6

Clementino: Ragazzi fuori. Lui scopre talenti, produce, li fa esplodere all'Ariston, vedi Rocco Hunt. Ma da solista, da primadonna, continua a faticare. C'è tutto, scrittura, voglia di raccontare il mondo degli esclusi al Sud, ma inciampa spesso nello stereotipo e il suo rap non è mai davvero incisivo. E infatti rischia l'eliminazione. 6

Cortellesi e Albanese: come singoli esplodono, lei soprattutto nel finale canoro tutto solista è splendida. Insieme stanno anche troppo attenti a non pestarsi i piedi. Il duetto canoro surreale sulle parole nella musica, "che ciascuno ci ha le sue", funziona. Forse troppo sofisticato per conquistare il pubblico tv del 2017, che guarda volentieri al ribasso. Perfetto per la tv che ama echeggiare Conti, quella dei grandi anni Sessanta in bianco e nero. 7

Ricky Martin: perfetto sul palco, grande band con lui, poi con i ritmi latini è impossibile non trascinare il pubblico. Ma è che siamo tutti invecchiati (La copa de la vida ha vent'anni) e l'effetto è un po' da nave da crociera con gli sconti per famigliole. O da intrattenimento deluxe in pizzeria. 7.

Ermal Meta: Vietato morire. L'ex dei La fame di Camilla si presenta con il pezzo che non ti aspetteresti da chi lo considera tra gli autori più dotati dell'ultima generazione. Una specie di ibrido tra parlato e rap, con ritornello tutto sulle note alte, non molto adatte a lui. Da capire meglio. 6

Diletta Leotta: le foto di nudo rubate sul Web, e lei che si presenta a parlarne con un look da infarto. Spettatori distrattissimi, spiacente Diletta, capiamo il tuo disagio nel vederti "piratata" e diffusa in Rete. Ma la violazione della privacy di cui parlavi era quella dell'abito rosso infarto con spacchi e scolli da unità coronarica in fiamme con cui ti sei presentata. Evviva la vita, e chi scaccia il sonno così al mezzanotte passata. E dunque: 10. 

Rocio Munoz: abito con manubri di stoffa lamé che escono dalla scollatura, forse disegnato da Tim Burton. Lei però non è sposa cadavere, resta molto bella e molto simpatica. Ma si muoveva tra le ceneri lasciate da Diletta. 8

Raoul Bova: pulito, funzionale, di buon design, non troppo invadente. Come un comodino dell'Ikea. 6

Clean Bandit: in radio spaccano e i ragazzini li adorano. Ma a Sanremo, a mezzanotte e mezza, l'impresa è impossibile anche per loro. Onore al merito comunque. 7