Un gorilla e un albanese a cui gridavano "muori, frocio" sbancano Sanremo

Gabbani prende in giro tutto il rituale festivaliero e vince. Ermal Meta ha un percorso contrario a quello di Bianca Atzei. Una lezione esemplare

Ermal Meta, il gorilla e Francesco Gabbani
Ermal Meta, il gorilla e Francesco Gabbani

Lo avevamo detto dall'inizio che l'avrebbe spuntata lui. Furbo al quadrato, moderno, con la faccia da schiaffi di chi sembra passato lì in gita, Francesco Gabbani sbanca Sanremo. E' l'Occidentali's Karma. Era già tutto chiaro dall'anno scorso, Amen. Ora ci sarà da verificare la sua statura di artista e di autore. Siamo pronti a farci sorprendere, noi già lo amiamo. Poi c'è la vicenda di un bravissimo autore, uno dei migliori della nuova generazione, scappato da ragazzino da un padre violento, via dall'Albania e approdato in Puglia. Ermal Meta, riservatissimo sulla sua vita privata su cui in troppi si affannano a mettere il cartello: gay. A farne l'ennesimo simbolo del Festival gender siccome c'è Maria, madre protettrice di tutti i gender, al timone. Ironia della sorte, Ermal partecipo' alla parata arcobaleno e lo aggredirono, gli gridarono "muori, frocio". E non quelli di Forza Nuova o gli adepti di Salvini, ma i gay friendly. Ma quando sei abituato a conquistarti la credibilità passo passo, lavorando sodo, affilando la penna, allora lasci perdere il ronzio di sottofondo e il successo, quello vero, arriva. Vietato morire non è la sua migliore canzone, ma è l'ennesimo tassello di un percorso tutto costruito sul rispetto dell'arte musicale, del pubblico. Ermal scrive temi di successo per la tv (Braccialetti Rossi), per Chiara, per Emma, per Mengoni. E per sé. Con una sensibilità fuori dal comune, quella che gli ha permesso di presentare una delle più belle reinvenzioni di Modugno mai ascoltate. Sanremo è una guerra tra bande. Mentre la discografia è in agonia, per andare avanti devi avere gente che spinge fortissimo. E oggi le tre bande meglio attrezzate sono: Suraci di Rtl (Atzei in gara), Amici di Maria (Elodie, Lele, Sylvestre tra gli altri) e la Sugar. La De Filippi si è presa il Festival dei Giovani ma ha toppato quello Big, Suraci continua a imporre come un forsennato Bianca, e continua a prenderle e a farla cadere a strapiombo, almeno al Festival. Bisognerà rallentare, o la ragazza finirà macinata dalla voglia di imporsi a tutti i costi e di strafare. Poi certo, in radio sono altre battaglie e altre dinamiche. Nel mezzo, due irregolari di successo che credono poco alla gloria effimera di Sanremo e molto nella musica e nella loro arte. Ermal e Gabbani. C'è una lezione in questo, contro la fretta da talent che si ostina a voler divorare e sputare la musica nel giro di qualche mese. Le pagelle della serata finale.

I ladri di carrozzelle - Stravedo per la vita. Su le mani! Non vi vedo! Grida il cantante cieco di questa band di musicisti diversamente abili che sbattono in faccia all'Ariston tutta la loro energia positiva in apertura della serata finale. Con la musica si salta a pié pari oltre il fango della vita. Ed è stato bello che ce l'abbiano ricordato. 7

Zucchero - Trentadue anni fa Sanremo bistrattò Donne che arrivò penultima. Si è visto come è andata, giusto per confermare quanto già scrivevamo ieri a proposito di bocciature al Festival. Il partigiano reggiano riporta all'Ariston il suo mix di citazioni della storia del soul e del blues, sotto il quale, se scavi bene, c'è Augusto dei Nomadi e una tradizione di scrittura cantautoriale e melodramma (spettacolare il finale con Miserere). Che alla lunga verrà a galla, lasciando sul fondo la tara americana. E su il bicchiere di Lambrusco. 8

Rita Pavone - Premio alla carriera, 55 anni sul palco, ne ha 71. La grinta di quando ha cominciato neanche maggiorenne. Il tempo passa. Ma non tutti hanno i turbo che continua a sfoggiare lei. 8

Montesano - Aò ma 'ndo stava Erico tutto 'sto tempo fuori dalla gran tv? Un lungo monologo che parte dal canto, dai cantanti di un tempo e plana sullo spettacolo e sulla politica. La bravura è quella di sempre. Lo rivorremmo, mamma Rai, un paio di puntate dopo quelle capolavoro di Proietti. Grandioso quando imita Maria e i cantanti vintage. Se va a Tale e Quale asfalta tutti - 7

Geppi Cucciari - Amicissima di Maria, pure lei insiste sulla vicinanza Rai-Mediaset: "Facciamo C'è Sanremo per te, ora racconto io la storia della tua vita". Poi il contropelo a chi scrive: "I giudici trivellano la Boschi" e "La patata bollente" riferendosi alla Raggi. "Beh, io mi schiero e dico: je suis la patata bollente". Simpatica (sul palco) e cattivella come sempre. 6

Alvaro Soler - Belloccio col motivetto caramella spaccaradio sempre sotto l'ascella. E per qualche minuto Sanremo diventa il catamarano che ti porta nel resort finto esotico per turisti in crociera a prezzi scontati. D'altra parte lo hanno capito anche a X Factor. Da una parte la gommina nei capelli di El mismo sol, dall'altra la nemesi Manuel Agnelli, la faccia competente della musica. 5

La gara

Elodie - Apre lei la finale, presentata in video da Loredana Berté. Canta Tutta colpa mia, scritta per lei, tra gli altri, da Emma (come lei la cantante viene da Amici, dove arrivò seconda). Brava, sicura, con brano azzeccato per Sanremo. Ma non basta. 6

Michele Zarrillo - Lo introduce Riccardo Fogli. Riparte Mani nelle mani. Un pezzo di bella scrittura nella tradizione melodica italiana. Prima metà inappuntabile. Poi partono quei viertuosismi a metà fra Mango e il cugino di Beyoncé che, lo diciamo dalla prima sera, non è roba per lui. 5

Sergio Sylvestre - Il soul hulk torna in scena, Maria fa abbassare la scala in scenografia per permettergli di entrare. E' un'altro dei suoi figli televisivi, pure lui della covata di Amici dove è uscito trionfatore. A lui gli auguri di Eros Ramazzotti. Stavolta canta Con te in modo perfetto. Via le indecisioni e i timori. E il pezzo funziona davvero. Che questo Big Brother di colore la spunti? No, solo sesto. 7

Fiorella Mannoia - Rosso su rosso per lei. Ruggieri la saluta in video: "Sei la gran signora della canzone italiana". L'Ariston scandisce il suo nome. Il resto è come da copione: ha avuto pezzi migliori, me nobilita alla grande Che sia benedetta. Precisa come un laser. Ovazione, secondo posto e miglior testo. 9

Fabrizio Moro - Rischia tantissimo a farsi presentare da Grignani, sempre mezzo stranito, autentica pecora nera del pop italiano. Portami via, ricanta, asciutto a suo modo. Continuando a guardare a Vasco nel finale. Ma il pezzo sa essere toccante e avrà fortuna in radio. 7

Alessio Bernabei - Gli auguri in video glieli fa Rudy Zerbi, compagno di merende di Maria. Prima cantava Noi siamo infinito, poi L'universo intero applaude noi. Forse bisognerà ridimensionarsi. 4

Marco Masini - Auguri da Batistuta. Spostato di un secondo, canta, ma lui è centratissimo e porta a casa anche questa esibizione. 7

Paola Turci - Fatti bella per te. E lei si fa bella, fila come un proiettile, sempre più efficace. Ma resta fuori dal podio. 7

Bianca Atzei - Auguri per lei da Kekko che con lei duetta e le ha scritto il pezzo. Ora esisti solo tu riparte a tutta grinta e rabbia. Più di così non le si può chiedere, anche perché l'intonazione è perfetta. Sarebbe ora di deporre i pregiudizi, caro Sanremo. E invece no. Ha troppa antipatia addosso. Tra gli ultimi. 6

Francesco Gabbani - Rosita Celentano lo introduce alla gara. Occidentali's Karma è proprio un furbissimo pezzone pop-sanremese. Che spacca e sbanca. Complimenti. 10

Chiara - Renga la saluta in video. Nessun posto è casa mia. Siamo felici per la ritrovata forma fisica. Per quella musicale ci sarà da lavorare. Penultima. 3 

Clementino - Ciao guagliù, ma raccumann' gli dice in video Edoardo Bennato prima che ricominci Ragazzi fuori. Restano le perplessità che già abbiamo espresso nelle scorse sere su di lui. E' un bravo e furbo produttore, scopritore di talenti. Non un gran rapper live. Arriva ultimo. 4

Ermal Meta - Fiorello lo sponsorizza a suo modo: "Gli auguro di arrivare ultimo, così avrà un grande successo come sempre è stato. Tanto si sa che a Sanremo tutto è truccato". Piccolo intoppo con la chitarra, poi riparte Vietato morire. Terza con premio della critica. Avanti così. 9

Lodovica Comello - Bisio molla le bacchette alla batteria in video e le fa un gran omaggio. Il cielo non mi basta finisce a fondo classifica. 4

Samuel - Giuliano dei Negramaro gli dice: "Canta e facci ballare come solo tu sai fare". E in effetti Vedrai si presta benissimo a queste due cose. Sanremo è una tappa di passaggio, dopo anni di Subsonica a lui interessa reinventare una carriera. 6

Michele Bravi - Rovazzi gli dice di mostrare la vastità del suo talento. Il diario degli errori è scritta da Cheope, figlio di Mogol. Un ragazzino che canta di storie di vita vissuta non convince. Chissà cosa avrebbe fatto Califano di questo brano. Esile, esile. Eppure finisce quarto, alle mamme a casa il ragazzino tenero piace molto. 4 

Carlo e Maria - Lui va via da re, lei si prende una fetta importante di Sanremo (vestita con grande finezza, non solo in modo minimale, per una sera). Il futuro, dicono tutti, è Bonolis. Disinnescate tutte le polemiche di critici e giornalisti da parte del duo di conduttori (che si trattano come fratello e sorella) c'è solo da capire come si trasformerà Sanremo. Si dice di tutto. Che traslocherà a Mediaset e forse anche a Sky. Quindi resterà dove è sempre stato, e chiunque arriverà dopo avrà un gran problema ad assicurare stesso professionismo e stessi enormi ascolti. 8

Rocco Tanica - Il balletto completamente sbagliato del corpo di ballo di gruppo dei giornalisti sul pezzo di Al Bano è geniale. E lui, come autore, satirico, sempre molto bravo. 7

Cracco - Fico e antipatico, il personaggio che gli ha dato successo. Ma all'una del mattino si arriva tutti bolliti a prescindere dallo chef. A sentire lui, questo Sanremo è un piatto di pasta al pomodoro (Maria) affumicata (Carlo). Ah, questa nouvelle cousine. 5