Gigi D’Alessio attacca Sanremo: “Ron, Al Bano ed io siamo stati usati”

Il cantante napoletano contesta una "giuria sbilanciata nei gusti, un po’ radical chic, che non avrebbe mai votato una canzone melodica e tradizionale”

Gigi D'Alessio
Gigi D'Alessio
di pso

Ron, Gigi D'Alessio, Al Bano, Giusy Ferreri. Tutti gli esclusi dalla finale di sicuro non l’hanno presa bene. Non sarebbe potuto essere altrimenti, avevano tutti e quattro una carriera da onorare.  Da parte di tutti c’è stata comunque una reazione più o meno zen: il televoto premia, da tradizione, gli artisti più giovani e più conosciuti, ma evidentemente né la giuria demoscopica né quella degli esperti hanno favorito i tre leoni (e la leonessa) della musica italiana. Chi l’ha presa peggio è Gigi D’Alessio, il più verace di tutti, che già a caldo non aveva lesinato le prime sparate per il mancato gradimento riservato alla sua “La prima stella” e in un video pubblicato sui social nella notte aveva spiegato: "Ragazzi ve lo giuro. Io non ci sono rimasto male. Sapete chi ci è rimasto male?". "Stocazzo", ha risposto il coretto di amici e collaboratori che hanno fatto tifo per lui.

La reazione al post di Carlo Conti

Serafica la reazione al post di Carlo Conti, che ha difeso con i denti D'Alessio: "E' un gioco, una cosa goliardica che facciamo da 10 giorni. Anche con Masini e Zarrillo. Sarà che sono fiorentino e non prendiamo sul serio niente? Sapete invece chi l'ha presa male?". E un sorriso evita, elegantemente, la risposta a tono. Poi D'Alessio nel pomeriggio ospite di Paola Perego a “Parliamone Sabato” torna sull'argomento e dice: "credo che ieri sia stata fatta fuori una generazione musicale, ma è anche un po' voluto, perché se la giuria degli esperti ha totalmente altri gusti musicali, noi siamo penalizzati. Non critico le altre canzoni, ma il sistema di votazione".

D'Alessio contesta la Giuria di Qualità

Il cantautore campano, in buona sostanza, non contesta la vittoria di Francesco Gabbani, ma la Giuria di Qualità del Festival di Sanremo 2017 sì. Giorgio Moroder, Linus, Giorgia Surina, Paolo Genovese, Violante Placido, ma soprattutto la youtuber Greta Menchi, sono finite nel mirino del cantante e riportate in una videointervista pubblicata sul sito web de La Stampa. “La giuria di qualità era troppo squilibrata. Avete presente il balance quando si ascolta la musica? Ecco, era spostata su un solo canale”, ha spiegato D’Alessio, 16 album pubblicati, venti milioni di dischi venduti nel mondo. “C’era il re della dance mondiale, ma non c’erano brani dance in gara. Uno che fa radio, una grandissima radio, ma ben altro genere rispetto al mio. E poi una blogger che c’entra con la musica? Non so se può capire un Mi bemolle, le armonie che abbiamo creato, come abbiamo diretto gli archi. Insomma, in giuria non c’erano un Riccardo Muti o un Danilo Rea. C’era gente che se ascolta i miei brani, o quelli di Ron o Al Bano gli viene l’orticaria”. 

“Siamo stati usati dal Festival"

Il grido di dolore di D’Alessio è forte e chiaro: “Siamo stati usati dal Festival. La sigletta dell’Eurovisione non è un omaggio, ma il segno che i diritti di Sanremo sono venduti in molti paesi. Ma se non metti in gara Al Bano in Russia non te lo comprano, e lo stesso vale per me con altri paesi. Allora io dico, va bene usati, ma mortificati con questa giuria proprio no”. Dopo poche ore è il management di D’Alessio a specificare al FQMagazine: “Gigi non ha mai parlato con nessuno di “giuria di fighetti” come riportato da alcune testate online. Ma di una giuria sbilanciata nei gusti, un po’ radical chic, che non avrebbe mai votato una canzone melodica e tradizionale”.

In campo lo staff del cantante

Il problema, secondo lo staff, del cantante partenopeo risiede proprio nel conoscere con largo anticipo la composizione della giuria di qualità per poi valutare se partecipare o meno alla gara: “Questo Sanremo certifica un passaggio d’epoca tra generazioni di cantanti. Se avessimo saputo per tempo com’era compostala la giuria noi che abbiamo fatto la storia della musica in Italia ci avremmo pensato meglio se partecipare. A questo punto se una certa musica non c’entra più nulla con Sanremo fai una categoria a parte con chi ha più esperienza, magari quella dei “padrini”, e a fianco i “Giovani”. 

E' stata una svolta generazionale

Concludendo, è molto difficile capire se si tratta di una svolta generazionale, considerando che l'anno scorso hanno vinto gli Stadio. Probabilmente più che i personaggi sono state premiate le canzoni ed è ormai evidente che per il risultato finale contano le cover (ma “L’Immensità” scelta da D’Alessio è una delle canzoni più belle che mai abbiamo calcato il palco di Sanremo) e, molto le interpretazioni. Dopo tante riflessioni sui cantanti dei talent favoriti dal televoto, quest'anno arriva un podio di interpreti che non hanno nulla a che fare con i talent. E la vittoria di Gabbani dimostra che ormai i risultati delle giurie di Sanremo sono sempre più difficili da anticipare.