Crozza spietato: "Carlo e Maria i promessi sponsor". Sulla Raggi: "Anche io ho intestato una polizza a Conti"

Il comico genovese: "Carlo, se Sanremo va male non fare come Renzi che si è ritirato ed è passato da Obama a fare la spesa tra i pandori Bauli"

Maurizio Crozza sul palco dell'Ariston durante il suo primo monologo (Ansa)
Maurizio Crozza sul palco dell'Ariston durante il suo primo monologo (Ansa)

L'ultima volta che un toscano ha fatto un inciucio del genere si sa come è andata. E via nei panni di Renzi: "Carlo Conti, non dire che se va male il Festival ti ritiri a vita privata. In una settimana sono passato da Obama ai Bauli". Maurizio Crozza, attesissimo, si prende tutta la scena di Sanremo e non risparmia ironia feroce su tutti. A cominciare Carlo e Maria "uniti nella latta, enorme macchina per la risonanza magnetica, vista la scenografia". Coppia perfetta e rassicurante, secondo il comico genovese, quella formata da Conti e De Filippi: "Dopo Renzo e Lucia, Carlo e Maria, i promessi sponsor". E giu risate con un filo di imbarazzo. Ma Crozza non si ferma, un attimo blandisce i conduttori, quello dopo mena la mazzata.

"Padoan vorrebbe un Sanremo al mese per risanare lo Stato"

Non mancano le staffilate a Salvini, partendo dalla sua polemica sul compenso di Conti: "Dice che tu, Carlo, dovresti dare il tuo compenso ai terremotati. Ma Salvini che lavoro fa? Con quello che guadagna a Bruxelles. Pagato dall'Europa per dire che dobbiamo uscire dall'Europa". E a proposito di beneficienza: "E' un po' come fare la puzzetta in ascensore, uno se la vuole tenere per se". Eppure Carlo Conti, incalzato dalle polemiche e dagli strali sui social network, è dovuto correre ai ripari dichiarando che fa beneficienza. Ed eccolo, Maurizio il discolo, a dire: "Carlo beneficienza, tu Maria, a Sanremo gratis. Io sono genovese, col c....o che lavoro gratis. In realtò Conti dà tutto a me". Ma la vera beneficienza, e questa è una battuta fin troppo facile, è quella che gli italiani fanno quando "donano il 430 per mille al commercialista". Ed eccoci a Virginia Raggi. 

"Una polizza per Carlo Conti"

Nel bel mezzo del tourbillon di interrogatori, retroscena e critiche contro la giunta Raggi, in imbarazzo per i rapporti con Marra arrestato per corruzione e per le polizze intestate dall'ex capo segreteria Romeo alla sindaca, Crozza sguazza come un bambino discolo: "Queste polizze a insaputa del beneficiario. Io ne ho intestata una a Carlo Conti. Rogiti e polizze è ormai un ritornello, sembra una canzone di Carmen Consoli". Sulla Raggi: "Mi piace da morire. Sorriso ingenuo, smarrita, assente. La Raggi non è scema, è sindaco, crede di essere sindaco per accettare di governare Roma. Città ingestibile come Gotham City, dove Jocker ha in mano le municipalizzate e Batman è bloccato sul raccordo anulare. Riportiamo la capitale a Torino, facciamo più capitali, come il Sudafrica che ne ha tre. Torino amministrativa, Milano legislativa, Roma giudiziaria e detentiva, un'enorme Alcatraz". Si ride all'Ariston, travolti dal ritmo di Crozza, dal fuoco di fila delle battute, ma sono risate a denti stretti, un po' contratte, come quando uno a cui tieni fa uno scivolone e prova a rialzarsi, ma è sempre più dolorante. Come Roma, come è l'Italia che prova a stordirsi con una settimana di Festival. Gran finale del comico, rivolto a Carlo e Maria: "Prendete voi due la città Roma, siete vincenti. Toscano lui, che ha lavorato in banca, iaspirante magistrato (ma bocciata, precisa Maria, ndr) lei, se metti le due cose assieme le vostre due carriere si sarebbero comunque incontrate". Infine, il colpo di fioretto: "Mandiamo il Festival di Sanremo in Eurovisione, lo facciamo per vendicarci dell'Europa".