A Benigni 300 mila euro e a Giorgina 140: la polemica sui compensi è servita

Cachet a confronto: quanto prende Antonella Clerici e quanto presero a suo tempo Michelle Hunziker o Virginia Raffaele

TiscaliNews

Non si era ancora spenta la pira delle polemiche sulla partecipazione al Festival del rapper mascherato, che si è accesa quella, la solita, dei compensi. A rilanciare oggi il tormentone sui cachet di Sanremo, che torna puntuale ogni anno, è il sito Dagospia che parla di un assegno pronto da 300mila euro per Roberto Benigni, tra le star più attese di Sanremo 2020, nella serata del 6 febbraio.

Cifra non confermata

A quanto si apprende, le trattative sono ancora in corso e comunque un simile compenso - anche se confermato - sarebbe in linea, anzi leggermente ritoccato al ribasso, rispetto alle precedenti apparizioni del premio Oscar all'Ariston (l'ultima volta fu nel 2011) e con l'impegno alla razionalizzazione e al contenimento dei costi.

Cachet a confronto

Nelle indiscrezioni - non confermate - di questi giorni si è parlato anche di un cachet di 20-25 mila euro per le signore del festival, di 140mila euro per Georgina Rodriguez, fidanzata di Cristiano Ronaldo - con cui la trattativa non sarebbe ancora chiusa - e di 50mila euro per Antonella Clerici. Nel 2019 per Virginia Raffaele la Rai avrebbe sborsato 350mila euro, per Michelle Hunziker l'anno precedente circa 400mila euro. E in ogni caso le due giornaliste del Tg1, Emma D'Aquino e Laura Chimenti, non percepiranno compenso e nel complesso, comunque, il festival punta a proseguire il percorso virtuoso intrapreso negli ultimi anni, mantenendo il costo complessivo al di sotto dei 18 milioni e puntando a superare la raccolta pubblicitaria record da 31,1 milioni messa a segno nel 2019.

La richiesta del Codacons

"Sui compensi di conduttori e ospiti la Rai deve dare spiegazioni ai cittadini, rendendo pubblici i contratti firmati con gli artisti", chiede il Codacons, che si dice "pronto a rivolgersi alla Corte dei Conti contro qualsiasi spreco di denaro pubblico". "Come in tutti i grandi eventi i conti si fanno comparando i costi con i ricavi - avverte invece Stella Romagnoli, direttore generale dell'IAA International Advertising Association - Sanremo è un'industria che produce qualcosa oltre i 30 milioni di euro solo di raccolta pubblicitaria, quindi se da un lato ha buon senso essere attenti con le spese, dall'altro bisogna anche investire per mantenere attrattivo l'evento, che in questo caso è uno dei principali eventi mediatici italiani. Ben vengano, dunque, a suo giudizio, gli eventuali 300mila euro per Benigni: "Non dimentichiamo che stiamo parlando di un premio Oscar nonché di un artista enorme, riconosciuto internazionalmente, che credo possa assolutamente valere un 'mezzo-cachet' di una qualsiasi altra rockstar".