Il ciclone Fiorello travolge il Festival. Standing ovation per i Maneskin, podio a sorpresa e ascolti da record

In chiusura della serata arriva la classifica provvisoria della sala stampa: al primo posto Mahmood e Blanco, al secondo  La rappresentante di Lista e al terzo Dargen D'Amico

Un ciclone. Un vortice di risate e allegria. Non poteva che essere Fiorello a risollevare gli animi. Del Festival e dell’Italia. Non avrebbe dovuto essere qui, e invece eccolo più in forma che mai. Arriva all’Ariston nella serata di debutto nascosto sotto mascherina e occhiali e con in mano un apparecchio misura febbre. Un’entrata spettacolare seguita da una serie di gag con “l’ex amico” Amadeus. “Eccomi, sono la vostra terza dose, il vostro booster”, scherza. Poi mette in risata tutti i nostri incubi degli ultimi mesi, dalla pandemia dalle elezioni del presidente della Repubblica, con applauso a Mattarella e dispiacere per Draghi che non potrà fare un “discorso a banche unificate”. Infine “costringe” Amadeus a un bacio sulla bocca “porta fortuna” con il direttore di Raiuno Stefano Coletta per scongiurare le cattive predizioni fatte da lui stesso l’anno scorso.

Ascolti boom da subito. Sono stati 10 milioni 911 mila, pari al 54.7% di share, i telespettatori che hanno seguito in media ieri su Rai1 la prima serata del festival di Sanremo 2022. L'anno scorso l'ascolto medio della prima parte era stato di 8 milioni 363 mila spettatori pari al 46.6%. La prima parte della prima serata del festival ha avuto il 54.5% con 13 milioni 805 mila spettatori, la seconda il 55.4% con 6 milioni 412 mila. Nel 2021 la prima parte della prima serata del festival aveva fatto segnare 11 milioni 176 mila spettatori con il 46.4%, la seconda 4 milioni 212 mila con il 47.8%.

Insomma con Fiorello e l’irresistibile energia dei Maneskin tornati sul palco che li ha lanciati come rockstar mondiali, restano fuori dall’Ariston le polemiche che erano divampate durante tutta la giornata. Polemiche scatenate dalle prese di posizione di Ornella Muti e di sua figlia Naike Rivelli sulla depenalizzazione delle droghe leggere. Ma sul palco non è arrivato l’eco del dibattito politico. L’attrice, sorridente e affascinante avvolta in abiti eco-sostenibili (riferimento alle sue battaglie “green”), è stata una perfetta padrona di casa. Si è limitata a presentare con grazia i cantanti e, in un momento dedicato alla sua carriera cinematografica, a ricordare i tanti registi e attori che hanno lavorato con lei. 

In chiusura della serata arriva la classifica provvisoria della sala stampa: al primo posto Mahmood e Blanco, al secondo  La rappresentante di Lista e al terzo Dargen D'Amico. Massimo Ranieri, dato tra i favoriti per la vittoria finale, per ora è solo al quinto posto.

La serata era cominciata con la commozione di Amadeus: "Sarà che sto per compiere 60 anni ma davvero oggi sono felice di essere qui. Ma la serata prende subito il ritmo giusto e decolla con il primo cantante in gara, un certo Achille Lauro. Si presenta con l'Harlem Gospel Choir: torace nudo, ma completamente ricoperto di tatuaggi, pantaloni in pelle nera. Accattivante, sexy, provocatorio come sempre. Il performer, al suo quarto Festival di fila, sfodera un mini-show tra Sister Act e rock. La sua "Domenica" è applauditissima e termina con una sorta di auto-battesimo, durante il quale Lauro si versa sui capelli ossigenati dell'acqua.

"La discesa era difficile, se puoi però la rifaccio": il fascino senza età di Ornella Muti, la voce rauca, un vestito da sogno, lungo e tempestato di swaroski, con la scollatura senza spalline. A lei il compito di presetare il vincitore di Sanremo giovani, Yuman: voce soul, estensione pazzesca. Canta "Ora e qui". Noemi, abito lungo griffato Alberta Ferretti, schiena nuda e voce inconfondibile.

L'emozione è contagiosa sul palco dell'Ariston. Entra in scena Gianni Morandi, che torna a Sanremo in gara dopo 22 anni e a dieci dall'esperienza da conduttore, e mostra segni di commozione sul volto quando viene accolto dall'applauso caloroso del pubblico. "Un mito della canzone italiana" lo definisce Amadeus, introducendo l'esibizione di Morandi sulle note di Apri tutte le porte, scritta per lui da Jovanotti e arrangiata da Mousse T. E alla fine grida 'Fantasanremo', per la felicità dei partecipanti al fantagioco dedicato al festival.

Intorno alle nove e mezza si palesa il ciclone Fiorello, presentato dall'amico Ama come il Mattarella dell'intrattenimento. Mascherina scintillante e un termometro che usa a mo' di pistola sulla fronte dei telespettatori. Entra dal green carpet, attraversa il teatro tra gli applausi: "Mi siete mancati, sono la vostra terza dose, sono il booster dell'intrattenimento".

Poi si rivolge ad Amadeus suo stalkerizzatore che lo ha marcato stretto per riaverlo all'Ariston. "Non ti voglio vedere più, se non al funerale", scherza lo showman. "Mi stai rovinando la vita. Qui a Sanremo mi hanno tamponato tutti i giorni, non ce la faccio più. Perché a Sanremo tamponano in questo modo? Ti fanno uscire la materia cerebrale". 

Le insistenze di Amadeus sono spunto per l'ironia di Fiorello nella sua performance sul palco di Sanremo: "Spero di rivederti al funerale, tanto se nostro Signore fa l'appello tu sei con la A. Porto io il feretro, con Jovanotti, Antonacci e Nicola Savino". "Ormai sta al Tg1 dalla mattina alla sera, la gente lo ha scambiato per un virologo. Non gli credete quando dice che il quarto festival non lo farà, vertici Rai non glielo chiedete: vi dò un consiglio per il prossimo anno, chiamate il generale Figliuolo. Dal teatro Astrazeneca di Sanremo, prima cantano gli over 80", scherza. "Amadeus mi ha rotto tutti i giorni: devi venire. Una sera, pioveva, ho visto un bambino fuori della mia finestra: era il figlio Josè con un cartello 'Non abbandonare papà'", continua Fiore. "Se insisti ti mando i Jalisse, e sono fiumi di legnate. I Jalisse (che si sono lamentati per l'ennesima esclusione dal festival) hanno un bambolotto con le sue sembianze, quando ti fa male la spalla sono loro". Lo show di Fiorello è travolgente, una battuta dietro l'altra: "Cosa si dice prima di uno spettacolo? Merda? Ecco io sono la tua merda perché ogni volta mi dici che ti porto bene". Sempre rivolto ad Ama: "Stiamo sempre insieme anche nel momento del dolore. Ricordi quando eri in ospedale e ti tenevo la mano per l'operazione di allungamento del pene? Risate e allegria. E se ne sentiva davvero il bisogno. 

La prima standing ovation di questa edizione del festival l'Ariston la tributa ai Maneskin. La band romana che dopo la vittoria di undici mesi fa è andata alla conquista del mondo ha riproposto Zitti e Buoni, con la quale hanno anche vinto l'Eurovision Song Contest. "A noi sembra l'altro ieri di essere stati su questo palco. È bellissimo, questa accoglienza è meravigliosa e lo rende ancora più speciale", ha detto Damiano a nome di tutta la band.

Più tardi la band torna sul palco e quando intona “Coraline” la platea si ammutolisce. Anche Damiamo David si emoziona e scoppia a piangere sul palco. Grande applauso per salutare la band rock ora più forte del mondo.

Poi è la volta della musica dance di Dargen D’Amico. E via con il collegamento con il Festival galleggiante, la nave della Costa Crociere ormeggiata al largo di Sanremo, dove Orietta Berti con un vestito “importante” e Fabio Rovazzi fanno i presentatori bis e ospitano Colapesce e Dimartino. E si canta ancora con "Musica leggerissima".

Immancabile il momento sponsorizzazione delle fiction di Raiuno con Claudio Gioè che lancia la seconda stagione di “Màkari”, in onda da lunedì,  e Raoul Bova che parla della sua nuova avventura in “Don Matteo”: è lui il nuovo parroco della canonica più famosa d’Italia che prenderà il posto nientedimeno che di Terence Hill. Intanto a chiudere la gara  ci pensa Giusy Ferreri con il suo brano “Miele”. 

Chiusura con il premio città di Sanremo dato dal sindaco Alberto Biancheri ad Amadeus, consegnato ovviamente dal Fiore. Il premio, però, doveva andare a “Ciuri” che ha chiuso la prima serata con la stessa verve con lui l’ha aperta. E’ e resta il numero uno. Riesce a prendere in giro i padroni di casa, la Rai, senza offendere nessuno. “Ama ha svecchiato la Rai - ha detto - con un cast da Gianni Morandi ad Aka 7even, da Highlander ai Pokemon. La Rai è un po’ anzianotta, ma è rassicurante per i giovani: sanno che quando invecchieranno sarà sempre lì, perché un canone è per sempre…” E se ci sarà ancora un Fiorello ad aspettarli saranno pure contenti di pagarlo il canone. Domani (mercoledì) tocca a Checco Zalone. "Vi saluto, la mia avventura è finita. L'anno scorso è stato un po' pesantuccio, tornare qui e trovare la platea piena mi ha emozionato moltissimo". “Ciuri” giura che non ci sarà, ma lo aveva detto anche per stasera…