Sanremo, il vincitore delle cover è una (gradita) sorpresa. L'appello di Mika, la "patata" di Luca e Paolo

Sanremo, il vincitore delle cover è una (gradita) sorpresa. L'appello di Mika, la 'patata' di Luca e Paolo
di dall'inviata Cinzia Marongiu

Sanremo è sempre capace di sorprendere. Succede così che nella serata del giovedì, quella dedicata alle cover, ovvero a quel viaggio nella memoria e nella nostalgia che l'interpretazione da parte dei cantanti in gara di grandi successi del passato può regalare, risulta invece saldamente ancorata alla realtà del 2017, quella dell'immigrazione e della discriminazione, del politicamente scorretto e delle tante lotte che ancora si devono fare quotidianamente per scacciare la paura di sentirsi diversi. A vincere è Ermal Meta, cantautore albanese naturalizzato italiano e molto amato da Fiorello che qualche mese fa fece un appello a Conti proprio perché prendesse al Festival questo indubbio talento. Vince con "Amara terra mia", dolente racconto firmato da Domenico Modugno ed Enrica Bonaccorti che parla di distacco, di lontananza, svelando la sofferenza di chi è stato costretto ad andare via e sogna di tornare. Dietro a lui, il ruggito di Paola Turci, finalmente grintosa con "Un'emozione da poco" e Marco Masini, osannato all'Ariston e applaudito in sala stampa per la sua drammatica interpretazione di "Signor tenente", brano memorabile firrmato da Giorgio Faletti.

Nel Festival della leggerezza il super-ospite Mika, ormai di casa nel nostro Paese, fa suo il palco con un numero coloratissimo ed energico ma soprattutto con un appello a favore dell'arcobaleno della diversità: "La musica fa cambiare il colore della mia anima. Posso essere bianco, blu, violetto... tutto. È molto bello essere di tutti i colori. E se qualcuno non vuole accettare tutti i colori del mondo e pensa che un colore è migliore e deve avere più diritti di un altro o che un arcobaleno è pericoloso perché rappresenta tutti i colori.. Beh, peggio per lui. Sinceramente, questo qualcuno lo lasciamo senza musica". E intona la sua bellissima "Grace kelly"e poi "Good Guys" e "Boum, boum, boum". In un Festival gay-friendly, che in questi giorni ha lanciato importanti messaggi anche conro il bullismo e le vilenze domestiche, arriva poi la comicità poiticamente scorretta di Luca e Paolo. Il duo genovese si rivolge a Carlo Conti ed esordisce così: "Diciamolo subito, quest'anno non ci volevi, non ci ritenevi adatti. Dopo Ricky Martin, Tiziano Ferro e Mika, dobbiamo ammetterlo: siamo diversi! Ci piace la patata". Poi il pezzo sulle fobie dei nostri tempi: "Questo è il secolo della paura se c'è una cosa che ci unisce è la paura, la frase più ricorrente è "c'è da avere paura". Io a volte ho paura di addormentarmi e di svegliarmi che è cambiato tutto. A me fa paura che non è cambiato niente". A un certo punto si inserisce anche Maria De Filippi, sempre più a suo agio anche in un look molto sexy, e dice: A me fanno paura gli uomini troppo stupidi. Mi fanno paura
quelli che sono attenti alle cose che indossi e non alle cose che dici... mi fanno paura gli uomini che non capiscono che amare una donna vuol dire amare la sua libertà". Applausi.

Naturalmente è la musica a farla da padrona: Fiorella Mannoia emoziona con "Sempre e per sempre" di De Gregori, impreziosita da Danilo Rea al pianoforte; Chiara sceglie "Diamante" di Zucchero e di De Gregori (gettonatissimo) accompagnata dal maestro Mauro Pagani al violino, Al Bano si esibisce in  "Pregherò" di Celentano, a sua volta cover di "Stand by me", Gigi D'Alessio interpreta Don Backy con "L'immensità". Michele Zarrillo canta Miguel Bosè con "Se tu non torni", Lodovica Comello, stasera di nuovo in look Violetta,  si confronta con Mina e le sue "Mille bolle blu" ma sui social la massacrano.  Mina non si tocca. Parecchie critiche anche ad Alessio Bernabei che fa "Un giorno credi" di Edoardo Bennato. De Gregori torna nella cover di Fabrizio Moro, "La leva calcistica della classe '68" che la dedica al figlio di 7 anni. Torna il Celentano di "Susanna" scelto anche da Francesco Gabbani. Sergio Sylvestre invece fa ballare tutti con i Soul sstem in "la pelle nera" di Rocky Roberts. 

Sul palco è il solito via vai di ospiti: ecco Alessandro Gassmann e Marco Giallini, nelle vesti di presentatori del pezzo di Masini. Ecco Anushka delon e Annabelle Belmondo, rispettivamente "figlia di" e "nipote di". Maurizio Crozza appare nelle vesti di papa Francesco e paragona il Vaticano ai Subsonica. Poi prende di mira il Governo Gentiloni, "in pratica è la cover del governo Renzi che a sua volta era la cover di Berlusconi, che a sua volta credeva di essere la cover di Rocco Siffredi". Risate e applausi per lui, come ogni sera.

Protagonisti anche i bambini dell'Orquesta Reciclados de Cateura, che suonano strumenti costruiti con i materiali recuperati in discarica e sconfiggono così una vita di stenti. In apertura si celebra anche il Piccolo Coro dell'Antoniano, che festeggia i suoi primi 60 anni e si incarica di farci ritornare tutti bambini. Alzi la mano chi non ha canticchiato con loro "Volevo un gatto nero", "44 gatti", "Il Valzer del moscerino" e "Il caffè della Peppina".

di dall'inviata Cinzia Marongiu