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Anche per seguire il Festival dalla nave ci vuole un fisico bestiale: che accade sulla Costa Smeralda in rada a Sanremo

La giornata tipo del crocierista tipo ad essere più massacrante di quella di Amadeus: fra escursioni, mangiate al buffet, tornei di pin pong, shopping, corso posturale, camminata mattutina, nuovo corso ma stavolta di yoga, risveglio muscolare e soprattutto workout in palestra

di Massimiliano Lussana   

Il dress code della serata prevede per la serata “abbigliamento suggerito: glam rock”. Ma non faccio a tempo a capire come vestirmi che già Giacomo Giampedrone, assessore alla Protezione Civile di Regione Liguria, guarda il bollettino che hanno elaborato i suoi tecnici dell’Arpal, che è l’agenzia che si occupa di ambiente e, fra tante altre cose, delle previsioni meteo. Il suo foglio sembra un semaforo e sulla provincia di Imperia il colore dominante è il giallo, quello dell’allerta gialla per piogge diffuse. Che intendiamoci, in Liguria è quasi tranquillo, soprattutto perché i cittadini hanno imparato ad attuare corretti comportamenti di autoprotezione. Persino Fiorello deve esibirsi con l’ombrello e anche lui è perfetto nei comportamenti di autoprotezione.

Ci vuole un fisico bestiale

Ma il bollettino dei previsori Arpal, che non sbagliano praticamente mai, tipo Fonzie, che peraltro assomiglia moltissimo allo stesso Giampedrone, racconta anche che ieri mattina era prevista un’onda di un metro e ottanta davanti a Sanremo. E vabbè che la Costa Smeralda è in rada, e vabbè che è un gigante dei mari e quindi stabilizzatissima e quindi si sente poco, ma arrivare a Portosole con le lance è comunque una cosa da eroi, ci vuole un fisico bestiale. Ma ci vuole un fisico bestiale anche per essere a bordo, perché la giornata del turista e dell’appassionato che ha scelto la “crociera di Sanremo” è quasi più massacrante di quella di Amadeus.

Folla di tiktoker, influencer, youtuber

Innanzitutto, perché nei corridoi e sui ponti della nave si incontrano mondi diversissimi fra loro e vederli mischiarsi è esilarante: ci sono tantissimi tiktoker, influencer, youtuber o semplici appassionati, giovanissimi, vestiti nei modi più stravaganti: un mondo. Ci sono delle tizie, della cui esistenza non avevo avuto contezza fino a ieri e in realtà non ce l’ho nemmeno oggi, che chiedono se la loro lancia è “dedicata”. E pazienza se lì attorno ci sono amministratori delegati, il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti con tutta la sua giunta, deputati, senatori, consiglieri regionali – ed il fatto che siano bipartisan è bellissimo - che magari qualcosa di più di queste hanno fatto nella vita. Eppure le ragazze chiedono la lancia “dedicata”, segno di un mondo che misura il valore a visualizzazioni. Fortunatamente, la loro richiesta viene giustamente respinta e, nemesi nella nemesi, una di loro, arrampicata su un tacco 12, cade anche nel salire in nave. Fortunatamente nessuno si fa male, ma insomma siamo nei dintorni della prova ontologica dell’esistenza di Dio.

Due mondi distinti ma con gi stessi abiti

Il secondo mondo è quello invece dei crocieristi classici, quelli che – a fronte di un programma nella piscina del Beach club, bellissima, che prevedeva cinque serate due con Tedua, una con Bresh, una con Bob Sinclair e una con Gigi D’Agostino, con addirittura i ragazzi in piscina con il cappello del capitano, cioè con un cast così siamo nell’alto dell’alto dei cieli – ti fermano chiedendo: “Scusi ho visto che a terra c’era la Orietta Berti, non è che la fanno salire?”.
I due mondi sono vestiti allo stesso modo, solo con resa diversa: i ragazzi hanno calzoni di pelle rossa attillatissimi, e camice aperte su corpi scultorei, senza soluzione di continuità fra ragazzi e ragazze, i più agè hanno camicie rosse anch’essi anch’esse aperte, ma semplicemente perché la pancia ha fatto saltare il bottone centrale della camicia.

Eppure, convivono benissimo: i giovani salgono al Beach club per sentire Bresh e commuoversi per gli auguri alla mamma, che compie gli anni, il mondo dei più attempati non si perde nemmeno una portata al ristorante Arlecchino, al ristorante Il Meneghino e al ristorante Rugantino, non disdegnando nemmeno un bis al buffet la Sagra dei Sapori, tanto ormai il bottone della camicia è saltato e quindi non si peggiora la situazione.

Il destino del crocierista

Ma è la giornata tipo del crocierista tipo ad essere più massacrante di quella di Amadeus: chi sceglie di scendere ha a disposizione le escursioni nello splendido borgo di Dolceacqua, sperando di incontrare Alberto Di Monaco che viene spessissimo; altri scelgono Seborga, un altro borgo che ha un suo principe, stavolta personale perché il paese chiede da sempre l’autonomia, altri ancora vanno a Imperia alla ricerca di oleifici, c’è chi opta per un giro fra i borghi liguri e infine chi si tuffa a Sanremo per lo “shopping di lusso” o per la “caccia ai vip e icone” ed è ovviamente l’escursione scelta dal signore che sperava di imbattersi in Orietta Berti e forse ce la fa pure.

Mangiate senza limiti

Eppure, quelli delle escursioni sono un po’ gli scansafatiche, quelli che scelgono di farsi dieci chilometri a piedi dietro alla guida. Perché i veri emuli di Amadeus restano a bordo di Costa Smeralda e sono quelli che non si perdono un appuntamento: corso posturale, camminata mattutina, nuovo corso ma stavolta di yoga, risveglio muscolare e soprattutto workout in palestra, indispensabile soprattutto se – approfittando del fatto che si può mangiare senza limiti – occorre perdere i chili della sera prima.

Fra ping pong, quiz vari, shopping

E poi partite di ping pong, quiz vari, shopping, gare di freccette e addirittura viaggi culturali a bordo con le mostre permanenti del design italiano, dallo spremiagrumi griffato alla storia dell’auto italiana, ma sono Bruno Barbieri e soprattutto Iginio Massari che organizzano giochi in cui occorre indovinare gli ingredienti di alcuni piatti, che fanno il pieno di fans, in entrambe le categorie: fra i signori che di Iginio sono sosia e fra i ragazzi che l’hanno visto in televisione e pensano che sia una roba che c’entra con il “pressure test”.

Toti e il campionato del mondo di pesto

Intanto, alle 21 alla Solemiospa, c’è Izi, rapper genovese amico di Bresh e di Tedua, che lo scorso anno è stato protagonista nella serata delle cover insieme a Madame di una splendida versione di “via del Campo”, che si sta facendo le basette in barberia e l’operazione dura più di un’ora. Anche perché chi conosce Izi sa che le sue basette sono capolavori di architettura tricologica.

Ma il meglio deve ancora venire, perché è la sera che Costa Smeralda si scatena: chi con i ristoranti, chi con i concerti live in piscina, chi con il campionato del mondo di pesto che Toti si è portato a bordo, con Sergio Panizza che ormai passa la vita al mortaio a pestare pesto e Marco Zeffirino Belloni a giudicare i migliori.

La lunga notte

Finita? Mica finita. Perché non vorrete mica perdervi le coreografie dei più celebri pezzi rock e dance dagli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, che sono una sorta di veglione di Capodanno che va avanti tutta la notte? O, almeno, per buona parte della notte. Perché quando il teatro Sanremo chiude, nel “Colosseo”, che è l’area centrale dove – spalmati su vari ponti - è possibile assistere ad altri spettacoli, dagli acrobati alla programmazione televisiva della serata, la serata del Festival non è ancora finita e si fa a tempo a vedere le classifiche parziali del Festival e Fiorello.

Nella macchina del tempo

L’effetto è bellissimo, sembra di entrare in una macchina del tempo, perché ricorda moltissimo la scenografia di Macao, la trasmissione di Gianni Boncompagni condotta da Alba Parietti con Maurizio Ferrini e gli esordi di Paola Cortellesi, Biagio Izzo, Sabrina Impacciatore, Fabio Canino, Enrico Brignano, Lucia Ocone e soprattutto Valentina Pace, di cui tutti ci innamorammo. Un pezzo di storia della tivù italiana. Insomma, si va a letto verso le 4. Ma attenzione, perché alle 7 riapre il buffet e alle 8 c’è stretch and release.
E io intanto non ho ancora capito come avrei dovuto vestirmi ieri sera “glam rock”. Però un pensierino a farmi le basette come Izi domani lo faccio.

di Massimiliano Lussana   
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Docente universitario, dopo 8 anni allo Ied Como, oggi insegna Cinematografia...

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È cresciuto con la passione per il cinema che non lo ha mai mollato. È autore...

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