Beppe Fiorello: "Io e mio fratello Rosario conduttori di Sanremo? Sono pronto"

Videointervista all'attore che parteciperà all'ultima puntata del Festival per parlare di "Io non mi arrendo", "una fiction sulla Terra dei fuochi in cui ho messo l'anima"

di Cinzia Marongiu

“Un Sanremo condotto da me e da mio fratello Rosario? Beh, certo che mi piacerebbe. Ti immagini noi due che scendiamo quella scala insieme e ci impadroniamo del palco? Secondo me con due come noi Sanremo durerebbe almeno 15 o 20 giorni. Il primo cantante lo presenteremo dopo due ore e mezza che stiamo sul palco. Naturalemnte scherzo ma devo ammettere che sarebbe bellissimo”. Beppe Fiorello è a Sanremo perché sarà ospte dell’ultima puntata del Festival  per parlare della sua nuova fiction “Io non mi arrendo”, la vera storia del funzionario di polizia Roberto Mancini che per primo indagò sulla Terra dei fuochi scprendo lo sversamento di rifiuti tossici e che morì due anni fa, ucciso da un tumore a 53 anni. “Mi sono interrogato a lungo se fosse giusto venire qui a Sanremo a fare promozione su una storia così drammatica, così importante. E alla fine mi sono risposto che è proprio qui, dove la gioia e la musica salgono sul palco e tengono unite miioni di famglie italiane , che boisogna parlare anche di queste cose”.

Poi ritornando al fratello Rosario che qualche giorno fa con un tweet aveva lasciato intendere che sarebbe venuto a Sanremo sabato dice: “Non so cosa abbia in mente mio fratello. Ma, come sapete benissimo li è a Zurigo. Si otrebbe fare giusto un collegamentoVedremo. E ancora sull’ipotesi che i fratelli Fiorello raccolgano il testimone alla fine dei tre anni di direzione artistica affidata a Carlo conti: “Io sono pronto. Mi piacerebbe moltissimo. Ma Rosario non lo farà mai”.

di Cinzia Marongiu