La rivoluzione di Drusilla. Mahmood e Blanco in testa, ma Morandi c'è. Ancora record di share

Una standing ovation destinata a passare alla storia per Falcone e Borsellino, ma anche un omaggio al presidente Sergio Mattarella. Sanremo, forte degli ascolti record che lo riportano ai fasti dell'era Baudo, si allarga oltre la musica e con Roberto Saviano regala un'orazione civile preziosa e toccante. Ma la vera regina della serata è  Drusilla Foer, ironica, charmant, divina: per lei i social sono in festa. E quando è ormai l'una e mezza del mattino ci regala un monologo meraviglioso sull'unicità di ognuno di noi da contraporre alla diversità. Chapeau. "La parola diversità non mi piace, ha in sé qualcosa di comparativo e una distanza che non mi convince. Ho cercato un termine per sostituirla e ho trovato unicità perché tutti noi siamo capaci di notare l'unicità dell'altro e tutti pensiamo di essere unici".

Ma ecco la nuova classifica generale che riserva molte sorprese: Al primo posto i favoritissmi  Mahmood & Blanco. Seguono Elisa, Gianni Morandi, Irama, Sangiovanni, Emma, Massimo Ranieri, Fabrizio Moro, La Rappresentante di Lista, Dargen D'Amico, Michele Bravi, Ditonellapiaga e Rettore, Aka 7even, Achille Lauro feat. Harlem Gospel Choir, Noemi, Rkomi, Matteo Romano, Iva Zanicchi, Giovanni Truppi, Highsnob & Hu, Giusy Ferreri, Le Vibrazioni, Yuman, Ana Mena, Tananai. 

E anche la terza serata fa il pieno di share -  Sono stati 9 milioni 360 mila, pari al 54.1%, gli spettatori che hanno seguito lo show (dalle 21.30 alle'1.46). L'anno scorso la terza serata del festival - dedicata alle cover - aveva ottenuto in media 7 milioni 435 mila spettatori pari al 44.4% di share. Praticamente il 10% in più. Entrando più nel dettaglio: la prima parte della terza serata (dalle 21.30 alle 23.42) ha avuto 12 milioni 849 mila spettatori con il 53.2% di share; la seconda (dalle 23.46 all'1.46) 5 milioni 455 mila con il 56.8%. Nel 2021 la prima parte della terza serata del festival aveva raccolto 10 milioni 596 mila telespettatori pari al 42.4% di share, la seconda 4 milioni 369 mila con il 50.6%. 

La serata si apre con un vero e proprio coup de theatre, un omaggio al presidente Sergio Mattarella che proprio oggi ha giurato davanti al Parlamento per il suo secondo mandato. Amadeus si rivolge direttamente a lui: "Vorrei rivolgermi a lei per augurarle buon lavoro e soprattutto manifestarle la gratitudine per aver accettato di essere di nuovo il nostro presidente. Inoltre nel suo discorso lei ha sottolineato l'importanza della cultura, della bellezza, delle arti, della musica e del cinema. E per questo voremmo farle un nostro omaggio, ricordando che lei è stato tra i pochissimi e fortunati che nel 1978 alla Bussola Domani di Viareggio hanno assistito all'ultimo leggendario concerto di Mina. In quel concerto Mina cantò anche un brano famosissimo "Grande grande grande". Un brano che la nostra orchestra se lo gradisce accenna per lei". E così dicendo il maestro De Amicis fa artire quell'eterna melodia.

La prima a scendere nell'arena è Giusy Ferreri: elegantissima in total black cata la sua "Miele", brano dalle atmosfere retro introdotto da un megafono. La gara va avanti a razzo: ecco i due "alieni" del Festival, Highsnob e Hu con la dolente e toccante "Abbi cura di te". Perché a volte ci si può dire addio anche continuando a volersi bene e ad abbracciarsi in scena come fanno il rapper Highsnob e la giovanissima Hu. Salutano la zia Mara con un inchino e a casa si portano un "bonus" per il FantaSanremo, il goco social che impazza in tutta Italia. Total balck anche per Fabrizio Moro che canta la stupenda "Sei tu", una ballad intensa a ricordarci che solo con l'amore ci si può salvare dalle ingiustizie, dalla rabbia sociale, dalla solitudine. Applausi a scena aperta. In rosa e con un fiore per Amadeus si presenta Aka7even uno dei talenti usciti dalla scorsa edizione di "Amici". Per la sua "Perfetta così" in galleria si alzano in piedi. Tifo da stadio e occhio al televoto che da stasera entra in scena per il 50% insieme con la giuria demoscopica.

Inarrestabile Drusilla Foer: "Senta Coso, senta Amedeo, se ne vada"

"È elegante, intelligente, ironica, piena di charme": così Amadeus introduce Drusilla Foer che porta immediatamente in scena la sua verve. L'anziana soubrette vuole cantare, poi, riottosa e sdegnata, si "accontenta" di condurre. "Senta coso, senta Amedeo, sono una grande interprete, voglio cantare, se ne vada. Cosa dovrei fare? Co-presentare con lei tutta la sera? Ma è un inferno, lei è pazzo, lei mi fa fare la valletta. Se l'avessi saputo mi sarei messa qualcosa di più scosciato, ho anche un bel koala tatuato". Poi si rivolge al direttore di Rai1 seduto in platea: "Coletta, lei non può fare nulla, nemmeno se le dò dei bacini?"

Ecco la leggenda Massimo Ranieri, che torna al Festival dopo 25 anni con "Lettera al di là dal mare", una stupenda ballata che racconta la traversata in mare di un emigrante. Oggi la sua esibizione è da brividi, nessuna sbavatura dovita all'emozione come ci ha confessato perché anche i grandi, anzi soprattutto i grandi, hanno un cuore. Cambio di registro con Dargen D'Amico: occhiali da sole, completo flreale, mazzo di fiori per Amadeus e cori da stadio in tutto l'Ariston. La sua "Dove si balla" è già l'inno di questo Festival e di questa nostra povra Italia che non vede l'ora di buttare via le mascherine: "Fottitene e balla". Un mantra, un rito liberatorio. Per "Ovunque sarai" di Irama si scomodano perfino le luci dei cellulari agitati all'Ariston come si usava fare nei conerti, quando i concerti si facevano: un rapporto che va al di là di tutto, anche della vita. 

Il superospite di stasera è Cesare Cremonini che qui all'Ariston non ha mai cantato: si esibisce in un fantastico medley dei suoi successi. Per lui è standing ovation e la voglia di tornare ad assistere a un concerto si fa sempre più urgente. A seguire il duo più divertente di questo Festival: Rettore (guai  a chiamarla Dpnatella) e Ditonellapiaga con la dance di "Chimica". La setssa che cresce tra di loro a ogni esibizione.

L'apparizione di Michele Bravi è decisamente shock: giacca rossa smanicata tempestata di cornetti portafortuna, lunghi guanti sempre rossi cosparsi di fiori, etereo ma decisamente in palla. "Insegnami come si fa a imparare la felicità" canta e si vede che dopo il brutto incidente la ricetta lui l'ha trovata. Così, sciolto e sorridente, si rivolge a Drusilla e la bacia: "Posso dire che sono felice che sei qui? Evviva la meritocazia". Con Rkomi entra in scena il brano più rock di questo Festival, "Insuperabile". Ma è quando arrivano mahmood e Blanco che il pubblico impazzisce. I due giovani talenti hanno messo da parte atmosfere punk e arabeggianti per unire le forze in una brano destinato almeno al podio.  "Non so dirti ciò che provo, è un mio limite per un ti amo ho mischiato droghe e lacrime Questo veleno che ci sputiamo ogni giorno io non lo voglio più addosso", cantano con perfezione tecnica e voci potenti. Mahmood inarrivabile nelle note alte. Finiscono stesi per terra, come gli spettatori che per loro impazziscono.

Drusilla comincia a scaldarsi ed entra in scena travestita da Zorro. "Ho pensato a qualcosa di eccentrico, per tranquillizzare tutti quelli che avevano paura di un uomo en travesti, sicché mi sono travestita". Poi mentre si sfila cappello, maschera e mantello, Amadeus le chiede: "Che fa, si spoglia completamente?". "Farei delle grandi sorprese", la risposta sul filo dell'ironia. Risate. Entra in scena Gianni Morandi e la sua "Apri tutte le porte": un inno all'allegria e a lsciarsi alle spalle questi tempi grigi. Per lui c'è una standing ovation densa dell'affetto che tutti gli italiani hanno per l'eterno ragazzo. Il ritorno di Cesare Cremonini fa scatenare l'Ariston con "La ragazza del futuro" e soprattutto con "50 Special": tutti in piedi a ballare. la gara prosegue con il pop elettronico di Tananai e il suo "Sesso occasionale, che in realtà è un inno alla monogamia. Ecco Elisa, precisa, voce sublime: la sua "Forse sei tu" è bellissima ma il pubblico in sala non è così partecipe.

Introdotto da una standing ovation per le vittime delle stragi di Capaci e Via d'Amelio, ecco Roberto Saviano. ILa sua orazione civile dura otto minuti e serve a ricordarci che il coraggio è una scelta, contro il silenzio che nutre le mafie, contro la neutralità che è nemica della libertà e della dignità. Toccante, efficace e sobrio: "Falcone e Borsellino oggi celebrati come eroi, subirono la delegittimazione, non c'erano i social ma c'erano gli haters".

La gara procede con La Rappresentante di Lista, sempre più convincente con "Ciao ciao",  Iva Zanicchi, che all'Ariston ha uno stuolo di fan adoranti, e  Achille Lauro, che stasera si sbottona i pantaloni. Matteo Romano è emozionatissimo, Ana Mena sfoggia tutta la sua carica sexy, Sangiovanni sfarfalleggia disinvolto ed Emma è il solito mix di presenza scenica e voce potente. Yuman ci fa sentire la sua voce black quando è già l'una passata. Mentre Drusilla battibecca con Amadeus omaggiando Sandra e Raimondo, arrivano gli ultimi cantanti in gara: il rock de Le Vibrazioni, la canzone d'autore di Giovanni Truppi e Noemi sempre più bella e sicura del palco con la sua "Ti amo non lo so dire".

Quando è l'una e mezza arriva un piccolo gioiello di Drusilla: un monologo che è un inno all'unicità di ognuno di noi. "Non è affatto facile ma tutte le cose che ci abitano, belle e brutte, vanno prese per mano  e portate in alto, nella purezza della libertà. Sono una persona molto fortunata a essere qui, ma date un senso alla mia presenza su questo palco e tentiamo insieme l'atto più rivoluzionario che c'è, l'ascolto di se stessi, delle nostre unicità, per essere certi che le nostre convinzioni non siano solo delle convenzioni, facciamo scorrere i pensieri in libertà, senza pregiudizio, senza vergogna, liberiamoci dalla prigionia dell'immobilità". Applausi.