Sanremo, Gabriele Ciampi: cinema e teatri? No a 2 pesi e 2 misure

Sanremo, Gabriele Ciampi: cinema e teatri? No a 2 pesi e 2 misure
di Askanews

Roma, 23 gen. (askanews) - Gabriele Ciampi, compositore, direttore d'orchestra amato dagli Obama e unico italiano in giuria ai Grammy, interviene sulla rivolta di cinema e teatri circa l'eventuale presenza del pubblico al Festival di Sanremo: "E' una posizione comprensibile, non è pensabile usare 2 pesi e 2 misure, le restrizioni devono essere uguali per tutti. D'altra parte sono certo che la Rai opererà, come sempre, nel pieno rispetto delle regole. La mia proposta per il Festival? Gli artisti ospiti si esibiscano dai teatri delle maggiori città e cedano parte del compenso per aiutarli a sostenere l'emergenza economica in cui versano dopo mesi e mesi di totale chiusura. Anche i Grammy quest'anno saranno senza pubblico".E a proposito dei Grammy, Ciampi rivela: "Il mio voto è andato a Beyoncé, artista straordinaria che con il suo brano ha rischiato in un momento delicatissimo della vita sociale e politica degli Stati Uniti". La cantautrice afroamericana quest'anno è infatti in nomination con Black Parade, testo sulla fine della schiavitù e dei drammatici scontri in USA tra polizia e comunità Afroamericana, che nel 2020 hanno portato - tra gli altri - alla morte di George Floyd e Rayshard Brooks. I relativi proventi andranno a sostegno delle attività imprenditoriali della comunità afroamericana, la prima a risentire fortemente della perdita di lavoro causata dalla pandemia. "Quello di Beyoncé è un segnale fortissimo, che ci deve far riflettere - dichiara Ciampi - così come una frase nel testo: essere nera è causa del disprezzo da parte degli altri. Purtroppo ancora oggi in molti casi è così. A questo proposito, mi viene in mente l'inutile polemica sul video di Gianna Nannini, che ricorda fatti gravissimi che non possono essere ignorati: le discriminazioni, la violenza della polizia nei confronti degli afroamericani qui in America è pane quotidiano, ma se ne parla poco. Ecco perché ho accettato l'invito che mi ha rivolto Barack Obama a sostenerlo nella battaglia per il #blacklivesmatter: la musica può fare tanto per abbattere le barriere culturali e sociali".